Come iniziare a correre
Articolo del 2008
(pubblicato per la prima volta alle 17:57 del 5 gennaio 2008)
Dal sito supersalute.com, dai miei blog, dalle mie e-mail agli amici, dal mio contributo pubblicato nel libro Il circolo virtuoso del benessere del Dottor Duranti… Da questi e da altri luoghi della rete e della vita reale mi arriva spesso la domanda: “Ma come sei riuscito a correre?” “Ma è vero che non riuscivi a scendere le scale e adesso fai la Stramilano?”
Ragazzi, è vero. Ma non sono un eroe. Ho cominciato, come tutti, un po’ alla volta. Piano piano. Perdendo fiducia, riacquistandola. Impigrendomi, riattivandomi. Ogni volta con l’idea di non poter fare meglio di così, trovandomi invece, di volta in volta, a un punto sempre più avanzato.
Per le persone che mi hanno chiesto come ho fatto (l’ultima è Chiara, che si trova in una situazione simile alla mia – ovvero ha la sclerosi multipla), ecco di seguito il metodo per iniziare a correre che ho utilizzato io.
Si possono leggere libri sull’argomento. Si può anche chiedere il supporto di un preparatore atletico. Io ho trovato molto efficaci le indicazioni di Daniela, che aveva imparato a correre da un’insegnante di atletica. Con quelle indicazioni sono riuscito a raggiungere un’ora di corsa continuativa, nella quale copro la distanza di 10Km.
Istruzioni per imparare a correre
Le scarpe da running – Per prima cosa, davvero prima primissima e non si può sgarrare, per iniziare a correre bisogna avere le scarpe giuste. Il resto dell’abbigliamento è un utilissimo optional, ma le scarpe da running sono indispensabili.
Andate in un posto dove potete parlare con qualcuno, dove ci sia ancora un negoziante che non cerca di rifilarvi il fondo di magazzino ma sia in grado di capire le vostre esigenze e di creare un buon rapporto. Se siete a Milano ditemelo in un commento, così vi dico dove si può andare (io mi sono trovato benissimo. Ora che vivo a Perugia le scarpe le compro comunque lì, perché solo lui ha i modelli più adatti e mi sa consigliare come si deve).
Le scarpe da tennis, quelle per camminare, le generiche “scarpe da ginnastica” quindi non vanno bene. Vi troverete in poco tempo con dolori per tutto il corpo, se non addirittura con una caviglia slogata. Quindi, chi vuole correre CORRA a regalarsi un bel paio di scarpe da running. Le mie sono delle ASICS.
La camminata veloce – Prima di iniziare correre, come mi aveva consigliato il Dottor Duranti avevo iniziato a praticare la “camminata veloce“. Avevo iniziato camminando pochi minuti e nel giro di una settimana ero arrivato a camminare tutti i giorni mezz’ora. Dopo una seconda settimana di camminate veloci di 40 minuti ero passato direttamente a una camminata veloce di un’ora.
La camminata veloce è quel tipo di camminata continua a passo svelto che ti porta a sudare un po’. Non si tratta certo di una tranquilla passeggiata in centro guardando le vetrine, anche se io mi sono trovato a fare camminate veloci ovunque, persino intorno all’isolato di casa mia, lungo il marciapiedi.
Il metodo per correre – Dopo un paio di mesi di camminata veloce, viene quasi naturale provare il desiderio di andare oltre e si desidera trovare il modo più efficace per allenarsi a correre. Prima di rivolgermi alla mia “maestra” Daniela, avevo già provato a correre da solo, rischiando un infarto. Correvo, infatti, come se stessi per perdere l’autobus. Da fermo partivo al massimo delle mie capacità e dopo nemmeno 30 secondi avevo il cuore in gola, ero completamente rosso, mi sentivo quasi morire. Mi trovavo inoltre a correre a Milano. E non avevo pensato che per farlo da principiante fosse necessario individuare un posto dove correre senza dover attraversare la strada, cosa che rende difficile mantenere il ritmo. Quando ho spiegato questa cosa a Daniela, lei mi ha amichevolmente apostrofato con un “Ma sei matto?”
Ed ecco come mi ha consigliato di procedere.
Corsa lenta – Il primo consiglio di Daniela è stato quello di correre lentamente. “Correre piano” sembra un controsenso. Eppure è possibile. Si tratta di un passo di corsa fatto al minimo dello sforzo. Il passo di corsa differisce dalla camminata per l’assetto del corpo e per il fatto che c’è un momento in cui entrambi i piedi sono staccati da terra. L’obiettivo della “corsa lenta” è quindi quello di portare il nostro corpo nell’assetto da corsa (che è diverso da quello della camminata) senza però forzare l’andatura. Quindi all’inizio delle nostre prove l’obiettivo è quello di impostare il nostro assetto da corsa, correndo molto lentamente. Ci si accorgerà che la corsa lenta in alcuni casi è meno difficile della camminata veloce (quando si cammina molto velocemente) perché l’assetto della corsa ci consente movimenti più elastici e un utilizzo migliore della nostra struttura muscolo-scheletrica.
La corsa lenta è quindi il metodo che ci consentirà di entrare nel mondo della corsa senza grandi sforzi. [ continua dopo l'interruzione pubblicitaria ]
Correre un minuto per volta – La seconda INDISPENSABILE indicazione è stata quella di correre SOLTANTO UN MINUTO. Mi ha detto: “cavolo, Marco, un minuto, uno solo, riuscirai a farlo, correndo lentissimamente”.
Che cosa sarà mai un minuto? Eppure io nei primi giorni facevo comunque fatica. In effetti la mia corsa non era ancora abbastanza lenta. Ma dopo un paio di giorni di prove ho capito che era possibile correre pianissimo e resistere per un intero minuto.
A questo punto la tabella di Daniela prevedeva che io, dopo aver corso un minuto, facessi un minuto di “pausa” senza mai fermarmi ma continuando a camminare velocemente per un altro minuto, per poi ripartire con la mia corsa lenta e resistere ancora per un minuto.
Quindi lo schema generale di questo primo blocco di allenamenti era questo:
- Camminata veloce di 20 minuti
- Corsa lentissima di un minuto
- Camminata veloce di un minuto
- Corsa lentissima di un minuto
- Camminata lenta fino allo scadere dell’ora di allenamento
Dovevo quindi correre SOLO DUE MINUTI all’interno di un’ora. Devo ammettere che, benché possa sembrare facile, all’inizio io correvo per un minuto e poi il recupero lo facevo durare due o tre minuti, perché, per quanto fosse lenta, quella corsa mi affaticava molto.
Ogni volta che andavo a correre, aggiungevo un minuto di corsa. Nel tempo sono riuscito a ridurre i minuti di pausa tra una corsa e l’altra. Quindi sono arrivato a correre 5 minuti nell’arco di un’ora, con lo schema che segue:
- 20 minuti di camminata veloce
- 1 minuto di corsa
- 1 minuto di camminata veloce
- 1 minuto di corsa (siamo a 2)
- 1 minuto di camminata veloce
- 1 minuto di corsa (siamo a 3)
- 1 minuto di camminata veloce
- 1 minuto di corsa (siamo a 4)
- 1 minuto di camminata veloce
- 1 minuto di corsa (siamo a 5)
- 1 minuto di camminata veloce
- Camminata veloce fino allo scadere dell’ora
A questo punto “il gioco” consiste nell’unire i minuti. Ovvero provare a correre per due minuti di seguito, con un minuto di pausa e così via. Anche in questo caso devo ammettere che – in deroga alle indicazioni della severissima maestra – tra un blocco di corsa e l’altro facevo trascorrere più di un minuto di camminata (a volte anche tre). Ma dopo pochi giorni arrivavo a rispettare loschema.
Ecco quindi che mi trovo a procedere come segue:
- 20 minuti di camminata veloce
- 2 minuti di corsa
- 1 minuto di camminata veloce
- 2 minuti di corsa (siamo a 4)
- 1 minuto di camminata veloce
- 2 minuti di corsa (siamo a 6)
- 1 minuto di camminata veloce
In questo modo sono andato avanti di giorno in giorno aggiungendo minuti fino a correrne 10 in tutto. E a questo punto ho unito i minuti per formare blocchi da 5 minuti di corsa. E questo è diventato lo schema:
- 20 minuti di camminata veloce
- 5 minuti di corsa
- 1 minuto di camminata veloce
- 5 minuti di corsa (siamo a 10)
- 1 minuto di camminata veloce
- 5 minuti di corsa (siamo a 15!)
- Camminata veloce fino allo scadere dell’ora
Sono andato avanti così fino ad alternare la corsa di 5 minuti alla volta per un totale di 30 minuti complessivi. A questo punto ho unito i minuti creando dei blocchi da 10. Credevo che fosse impossibile, per me, correre per 10 minuti di fila. Invece la mia mente mi frenava più di quanto il mio corpo non volesse. Infatti nel giro di poche sessioni di corsa mi sono accorto che non mi serviva più la pausa tra un blocco di 10 minuti e l’altro, e quindi mi sono trovato a correre per 15 minuti consecutivi!
Ancora una volta non credevo alle mie gambe. Potevo correre per 15 minuti di fila, poi mi riposavo camminando veloce per due minuti o tre minuti e poi riprendevo per altri 15 minuti. Il salto verso i 20 minuti continuativi è stato breve. Ecco che a questo punto potevo correre come segue:
- 10 minuti di camminata veloce
- 20 minuti di corsa
- 2 minuti di camminata veloce
-
20 minuti di corsa (siamo a 40 minuti!!!)
- Camminata veloce per il resto dell’ora
La magia è avvenuta quando mi sono sentito così in forze da rinunciare alla pausa dopo i primi 20 minuti di corsa. Queste cose succedono da sole e non si devono programmare troppo. Un giorno stiamo correndo e ci accorgiamo che possiamo resistere ancora, senza grandi sforzi. Arrivato a 20 minuti ho deciso di continuare senza guardare troppo l’orologio. E così ho corso senza rendermene nemmeno conto quasi 30 minuti consecutivi (e il resto del tempo ho camminato veloce come sempre).
A questo punto ho smesso di giocare al gioco “unisci i minuti” e ho iniziato più semplicemente ad aggiungere minuti. Ogni volta, appena me la sentivo, correvo 5 minuti in più. Quindi sono passato da 30 a 35, da 35 a 40. Per un po’ di tempo ho continuato a correre sempre 40 minuti, dedicandomi a qualche scatto più veloce nel corso degli ultimi minuti… In breve sono arrivato a 50 minuti. A quel punto ho iniziato anche a occuparmi delle distanze.
Nel frattempo era arrivato l’inverno, io avevo ricevuto in regalo un tappeto per correre (sì, un tapis roulant – o treadmill) e quindi ho potuto verificare anche i progressi dal punto di vista delle distanze. E’ proprio sul tapis roulant, infatti, che ho potuto verificare i miei miglioramenti. All’inizio il tempo dedicato alla corsa era di 50 minuti o un’ora, nei quali arrivavo al massimo a percorrere 8Km. Di settimana in settimana sono riuscito ad aumentare il ritmo fino a correre in un’ora 10Km. Oggi sono al punto che i 10Km li faccio in 55 minuti.
Non è male, vero? E ho cominciato con la semplice camminata veloce poco più di un anno fa. La corsa, come ho detto già dal primo post del mio blog, è uno degli strumenti più efficaci a mia disposizione per ridare al mio sistema immunitario il giusto orientamento. Il mio sistema immunitario è disorientato. Perché la mia vita si è svolta senza assecondare le esigenze del mio corpo. Ad alcuni va bene. Ad altri no. A me la vita sedentaria, la pessima alimentazione, lo stress, il poco tempo dedicato a me stesso… hanno portato la sclerosi multipla. Con una sana alimentazione, un protocollo di integrazione completo, la corsa, la pulizia dell’intestino e la meditazione io sto tenendo sotto controllo da anni i sintomi di una malattia molto spesso gravemente invalidante.
Ogni caso è diverso, lo sappiamo bene. Ogni persona reagisce in maniera differente agli stimoli. Ma, dico io, perché non provarci? Noi che viviamo di formicolii e dolori ce ne accorgiamo subito se qualcosa ci fa bene. Dopo tre mesi di attività i miei formicolii erano talmente diminuiti che io ho potuto quantificare ESATTAMENTE quale fosse l’efficacia del metodo che stavo seguendo.
Che ne dite? Scarpe ai piedi. E andiamo tutti insieme alla Stramilano!
Ciao,
Marco di supersalute.com
Etichette: a correre, come correre, correre, iniziare a correre, per correre
You can comment below, or link to this permanent URL from your own site.
domenica 27 aprile 2008 a 14:48
ciao,io sono di milano e vorrei iniziare a correre. dove mi consigli di andare a comprare le scarpe? e quanto costano indicativamente???
grazie per i consigli…
vale
lunedì 28 aprile 2008 a 14:39
Ciao Vale,
brava! Presto, cogli l’attimo dell’entusiasmo e corri subito a comprare le scarpe!
Io a Milano ho un punto di riferimento maniacale, che è VERDE PISELLO, sul naviglio Grande (via Lodovico il Moro). Pensa che compro le scarpe lì anche adesso che vivo a Perugia.
Paolo, il proprietario, è uno che corre davvero e, soprattutto, è molto competente e ha un grande rispetto per le persone che entrano nel suo negozio. Dal runner più sfigato (io) al professionista, ha la stessa attenzione per tutti e consiglia sempre la scarpa giusta. Il suo approccio è l’unico sensato: se ha un cliente soddisfatto sa che quella persona tornerà da lui la prossima volta che dovrà cambiare le scarpe. Inoltre pratica su tutti i modelli uno sconto rispetto al listino ufficiale, cosa da non trascurare.
Le scarpe che compro io costano abitualmente intorno ai 100 euro (al netto dello sconto). I modelli migliori si trovano infatti tra i 90 e i 130 euro. Ma tutto dipende dalle esigenze e dall’uso che si deve fare delle scarpe. E in questo Paolo sa dare dei consigli molto chiari e sempre azzeccati.
Per una scelta coerente con il suo approccio (la corsa è una cosa e la moda è un’altra cosa) Verde Pisello tiene solo alcune marche di scarpe, quelle che ritiene le migliori per la corsa, nella loro categoria. Quindi non troverai tutte le marche, ma solo quelle che Paolo, un vero esperto del settore, ha selezionato come le migliori.
Se vai lì ti consiglio di lasciarti consigliare (ops) da lui. Lascia perdere colori, forme… Ascolta il tuo piede e quello che Paolo ti proporrà. Con me non ha sbagliato mai!
Se vai lì, salutamelo e digli che ci vediamo la prossima volta che passo per Milano: le Brooks che mi ha venduto sono ottime (solo 98 euro!!!) ma vorrei qualcosa di più resistente per quando corro sullo sterrato.
domenica 15 giugno 2008 a 16:04
ciao! mi diresti il nome del negozio di milano in cui farmi consigliare per l’acquisto di scarpe da runnin? GRAZIE MILLE! Franca
mercoledì 18 giugno 2008 a 10:45
Ciao Franca, l’ho scritto proprio qui sopra il nome del negozio: VERDE PISELLO, in via Lodovico il Moro a Milano. Se sei pratica della zona dei navigli, e’ dopo Woodstock andando fuori Milano. MI RACCOMANDO: se hai già delle scarpe che usi per correre o per fare attività sportiva, portatele con te, così capisce come le usi e sa consigliarti meglio.
mercoledì 30 luglio 2008 a 18:38
[...] in assoluto del mio blog: anche ieri solo quel post ha avuto 70 visite!) intitolato proprio “Come iniziare a correre“. I temi trattati sono: le scarpe da running, la camminata veloce, la corsa lenta, correre un [...]
domenica 3 agosto 2008 a 23:10
appena fa un po’ meno caldo mi applico…giuro!
venerdì 8 agosto 2008 a 23:01
Ciao!!!
Io nella mia vita non ho praticato mai molto sport, sono il classico studente pantofolaio!
Però l’autunno scorso mi sono deciso, ho scoperto un parco pubblico vicino alla mia nuova casa, nella mia nuova città e li ho cominciato.
Nel giro di due mesi correvo per un ora non stop. Poi mi sono ammalato, sono finito sotto i ferri e poi un pochino di chemioterapia. Un tumore non particolarmente bastardo che non ha lasciato strascichi fisici. Dovrei essere guarito!!!
Ora sono una larva di tabagista, di nuovo privo di fiato! Avendo 22 anni non mi pare opportuno:-)
Ho deciso che copierò il tuo allenamento nella speranza di ritornare alla forma fisica di prima!
Mah…speriamo!!!
domenica 24 agosto 2008 a 21:24
Sei un grande, continua così!
mercoledì 27 agosto 2008 a 19:45
ciao,credo di provare il tuo allenamento…è da un mese che vado al parco nord(non ci sei mai andato?),e da piu di 2 settimane che ho smesso di fumare…ma non riaesco a correre piu di 30 minuti.non riesco a capire…mi dai l’indirizzo x le scarpe?ciao
giovedì 28 agosto 2008 a 10:36
Ciao Elena,
se corri solo da un mese e fai già 30 minuti di corsa continuativa, mi pare che sia un risultato più che onorevole, non trovi? Io ci ho messo MOLTO MOLTO DI PIU’ ad arrivare a 30 minuti: sei proprio brava!
Quando si tratta del nostro corpo, le cose vanno fatte con calma e per gradi, sennò si rischia di fare inutili pasticci. Procedi con i tuoi 30 minuti di corsa, ma inseriscili in un’ora di attività. Quindi prima ti fai 15 minuti di camminata veloce, poi 30 minuti di corsa, poi altri 15 minuti di camminata. Vedrai che nel giro di poco tempo te la sentirai di aggiungere altri 5 minuti e poi il resto viene da sé.
Ricordati di correre piano, però. E’ inutile cercare di fare il record del mondo quando l’obiettivo è quello di restare in salute: sappi che per la salute ti basterebbe camminare velocemente, quindi correre è già un passo in più. Ma correre troppo forte innesca dei meccanismi negativi che poi andrebbero contrastati con altre attività di sostegno (integratori, bagni alcalini ecc.) e non vale la pena affaticare l’organismo quando una sana corsetta leggera è invece in grado di rinforzarlo.
Il fatto che tu abbia smesso di fumare mi riempie di gioia. Ogni volta che incontro una persona che si vuole tanto bene da smettere di fumare mi sembra d’aver vinto anche io un premio speciale.
Per le scarpe, io sono un fan di VERDE PISELLO in Via Lodovico il Moro, 9 a Milano. Se vai coi mezzi pubblici, scendi a Porta Genova (MM2) e poi c’e’ un tram che ti porta li’: scendi alla fermata sotto il secondo ponte e cammini per qualche metro. IMPORTANTE: portati dietro le attuali scarpe che usi per correre, così lui vede come le consumi e ti sa consigliare.
Le ultime scarpe che ho comprato da lui sono delle BROOKS, con le quali mi sono trovato incredibilmente bene (ne parlerò in uno dei primi post di settembre).
venerdì 5 settembre 2008 a 15:15
Sarò sincera…non ho smesso di fumare, ho 22 anni e fumo una/due sigarette al giorno. E’ da un po’ di giorni che ho cominciato a correre, corro 17 minuti e ne faccio 3 di camminata veloce. Spero di non impigrirmi come mi succede di solito :). Dopo una bella corsetta circondata da campi e natura mi sento decisamente meglio, come farò d’inverno?
venerdì 5 settembre 2008 a 15:34
In inverno? La soluzione si chiama TAPIS ROULANT. Scrivimi all’indirizzo di supersalute.com e vedrai che ti spiego come AL COSTO DI UN ABBONAMENTO IN PALESTRA, puoi avere a casa tua un tapis roulant sul quale correre tutti i giorni quando ti pare, anche in mutande (vuoi mettere?).
Per il fatto che non hai smesso di fumare: hai 22 anni e fumi solo 2 sigarette, quindi non sei ancora marcia dentro come i fumatori 50enni. Vedrai che se perseveri nella corsa sarà il tuo corpo a rifiutarsi di fumare. Tu lo costringerai, perché ti sembrerà fuori luogo rifiutare una sigaretta tra amici proprio dopo l’aperitivo o il caffè, tutti insieme seduti a cazzeggiare tra chiacchiere e posaceneri, ma il fatto è che quando il tuo corpo si accorge che la corsa gli dà più soddisfazioni delle tue sigarette, riuscirai a correre sempre di più e avrai sempre meno voglia di fumare. E se fumerai lo farai solo perché DEVI e non più perché VUOI. Quanto tempo pensi che ci metta una persona intelligente a capire che quell’atteggiamento è controproducente?
Fidati del tuo corpo (parlo del corpo, non della mente, perché la mente è bugiarda, e MENTE). Amalo e soddisfalo dandogli quello che gli serve davvero. Vedrai che ti darà un sacco di soddisfazioni. Durature.
sabato 13 settembre 2008 a 19:02
Bravo! Ti faccio i miei complimenti. Ho letto il tuo blog per caso e mi sono talmente appassionato al racconto che non vedo l’ora di ricominciare a correre (ho smesso per pigrizia). Sei un esempio da imitare
domenica 11 gennaio 2009 a 13:14
Ciao Marco,
Complimenti per i tuoi consigli che dai a coloro che voglio iniziare a far parte di chi “AMA SE STESSO”. Personalmente pratico la corsa da quando avevo + o – 10 anni (ne ho 33) ma ad oggi non ho mai partecipato ad una manifestazione podistica, questo perchè per me correre equivale a rilassarmi, a non pensare a nulla, a essere libero in quel momento e perchè no ad essere libero anche a tavola (di certo non uso la corsa per giustificare qualche dolce di troppo), e poi anche perchè non ho mai pensato di mettermi in competizione.
Di recente, durante le feste di Natale, un mio amico (che l’ho indiziato io alla corsa) mi ha detto che parteciperà alla prossima maratona di Roma (sua città di residenza) e mi ha invitato a partecipare alla stessa manifestazione. Io ho declinato l’invito, sia per quando detto in precedenza, sia perchè abito a Torino e mi risulta difficile spostarmi. Lo stesso, però, è riuscito a strapparmi una promessa e cioè partecipare alla mezza maratona che si terrà nella mia città il prossimo mese di ottobre.
A quel punto sono iniziati i miei problemi. Come farò? In primis devo cambiare il mio modo di vedere la corsa. Devo cominciare a pensare a dedicarmi a questa con più attenzione e con qualche sacrificio in più. Secondo, non conosco metodi di allenamento che mi possono far raggiungere la distanza dei 21 km in un tempo ragionevole (considera che ad oggi, quando corro lo faccio per 1 h e copro circa 10 km di disatanza). Successivamente a questa promessa ho cercato su internet varie tabelle da poter seguire, ma niente da fare, sono comunque consigli standard. Stamattina invece “camminando veloce ” su internet ho trovato la tua pagina e ho pensato di chiederti un aiuto su come iniziarmi a preparare per la mezza maratona.
Grazie per la tua attenzione e ti auguro un buon 2009.
giovedì 29 gennaio 2009 a 20:03
ciao marco, sono sempre quella col cappotto rosso e il nokia e71… caspita, il tuo blog è interessante: ho cominciato a darci un’occhiata per caso, perchè volevo vedere dove sarebbe stato pubblicato quel breve testo che ti ho mandato.
cavolo, che storia la tua… non vedo l’ora di cominciare a correre!!
p.s. ovviamente, visto l’argomento trattato, l’invito alla conferenza è da estendere anche alla tua famiglia!!! ciao!
sabato 21 marzo 2009 a 7:35
buon giorno,vero,il tuo racconto mette una gran carica e tanta voglia d cominciare a correre.io prima vivevo a lucca e facevo ogni giorno 4 km e mezzo,un giro di mura che circondano la città.Adesso m sono trasferita a fabriano e tra il clima le salite e due figli…il più grande ha 2 anni……be è un casino!!!!Spero d ritrovare il tempo per me e ripartire.
Grazie ancora!!!
sabato 21 marzo 2009 a 9:05
Ciao Ilaria, lo so: mantenere il ritmo e continuare a correre nonostante gli impegni è DAVVERO DURA! Se hai voglia, sul nostro sito c’è un’esperta in Sviluppo personale e organizzativo che per tutto marzo risponde alle persone che cercano un aiuto per organizzare i tempi della loro salute e del loro benessere quotidiano. Le sue risposte le trovi qui:
http://www.supersalute.com/chiedi-esperto/elena-greggia/esperti-rispondono-elena-greggia-home.php
Se non trovi una risposta che fa per te puoi scrivere la tua domanda a elenagreggia@supersalute.com
Comunque sono certo che si tratta di posizionare come si deve le priorità. Se per te (come lo è) correre è importante, troverai il modo di inserire nelle tue giornate questo punto fermo INDISPENSABILE per la tua salute. Se tu stai bene, la tua famiglia non può far altro che trarne beneficio.
A me Duranti disse quanto segue. Non è che tu devi trovare un’ora per correre: quell’ora è indispensabile per te. Possono essere anche 40 minuti. Ma intorno a quei 40 minuti devi costruire il resto della tua giornata. Quella è la priorità assoluta. Non devi INCASTONARE i 40 minuti in una giornata piena di impegni, ma intorno a quei 40 minuti devi disporre tutto il resto.
Io aggiungo un paragone calzante: quando sali su un aereo, prima di partire vengono date le istruzioni su come comportarsi in caso di emergenza. Quando si parla delle mascherine per l’ossigeno si dice PRIMA INDOSSATE LA VOSTRA E POI AIUTATE GLI ALTRI. Se non indossi la tua mascherina rischi di non avere la forza di aiutare chi ti sta intorno.
Mi sono spiegato, no?
Un abbraccio,
Marco
lunedì 20 aprile 2009 a 9:57
wow Marco ei stato bravissimo!!!
Io ho iniziato a correre 2 mesi fa, piano, lentamente… non ti dico i primi giorni che fatica!!!
Oggi ho corso 28 minuti e sono molto orgogliosa!!! spero prima dell’ estate di poter arrivare e 50 minuti.
Ciao un abbraccio
Silvia
lunedì 27 aprile 2009 a 16:23
Ciao,
sono capitata per caso sul tuo post e devo dire che è davvero incoraggiante. Io ho 37 anni e nella mia vita ho fatto tanto sport anche se mai a livello agonistico e il mio fisico mi consentiva di mangiare a volontà. Da qualche anno in seguito ad un’operazione per un tumore al seno, chemio, radio e terapia ormonale, mi ritrovo con 10 kg in più (ora peso 64 kg…) e con pochissima voglia di fare sport, ho proprio un rifiuto.
Vorrei provare con il tuo programma e sperare di riuscire non solo a dimagrire ma anche a perdere questa pigrizia.
Ciao e grazie Monica
giovedì 21 maggio 2009 a 7:56
Ma a Venezia dove vivo ci sono tutti quei ponti e le calli strette…non si riesce mai a prendere il ritmo giusto, che fare??!
Grazie dei consigli,
Rocco.
giovedì 9 luglio 2009 a 7:57
Rocco, a parte soluzioni tutte da sperimentare sul campo alla ricerca di percorsi lineari, da ripetere fino al raggiungimento dei tuoi obiettivi, hai mai pensato al tapis roulant?
domenica 24 maggio 2009 a 10:06
salve a tutti….dovrei fare una prova per un concorso, consiste in una corsa piana di 1000m da effettuare in 4’05″.
Ora ci riesco in circa 4’15″… che consigli mi date per abbassarei tempi? Stile di corsa , tipo di allenamento, respirazione ecc ecc. ogni consiglio è utile .
Grazie…
giovedì 9 luglio 2009 a 8:02
Tagino, come avrai visto dallo stile e dal contenuto del post qui sopra, io sono un grande appassionato dell’argomento, ma sono uno che corre 10Km in poco meno di un’ora. Stiamo parlando di un ritmo tra 5’30″ e 6′. Sei sicuro che io sia l’interlocutore giusto per questo tipo di domande? :-)
Io non corro per raggiungere obiettivi mirabolanti. Lo facci osolo per il piacere fisico e per restare in salute.
Per un supporto così tecnico dovrai cercare qualche preparatore atletico serio, che si occupi non soltanto del lato “salute e benessere” ma che segua anche il fattore prestazioni.
Visto il ritardo con il quale rispondo al tuo messaggio immagino che tu abbia già fatto la gara.
Com’è andata?
Ciao,
Marco
sabato 8 agosto 2009 a 10:03
Ciao
mi chiamo alessia e dal 1998 sono affetta da sclerosi multipla. a novembre dello scorso anno ho avuto la mia ultima ricaduta il cui strascico conservo tutt’oggi. non sono tornate “normali” la mano sinistra che arriva a non muoversi nei momenti di maggiore stanchezza e la gamba sinistra che non mi permette di fare le lunghe camminate che facevo prima per raggiungere le varie parti di roma senza prendere i mezzi pubblici. diciamo che se negli ultimi anni non arrivavo a superare i 40 minuti (e già c’era stato un cambiamento dall’inizio che ne percorrevo per un’ora e mezza)adesso dopo 10 min di camminata la gamba mi avverte che tra poco la sosta è forzata. e non ce n’è anche se l’allenamento diventa giornaliero. dopo 10-15 minuti il piede non trattiene più la scarpa (fondamentale se si ha un sandaletto a ciabettina)e non segue più una linea diritta. solo in spiaggia la mia testa dura, mi ha forzato a fare una mezz’oretta di cammino. non ci sto proprio. mettiamoci che da circa tre anni leggo libri sull’alimentazione per aiutare la malattia e che solo da febbraio di quest’anno ho iniziato a depurare il mio corpo mangiando il più possibile naturale. adesso sto anche in cura da un’omeopata che per la detossificazione mi ha fatto seguire un regime dietico senza glutine, lievito, zucchero, latte e derivati, tè, caffè, cacao, ortaggi della categoria “solanacee” per due mesi, aiutandomi con prodotti omeopatici. mi sento meglio, anche se mi sono gonfiata tantissimo perchè frutta verdura e legumi evidentemente mi danno dei problemi. ma vado avanti, obiettivo è la risonanza del 13 ottobre.
ho letto attentamente la tua esperienza sia sul libro di duranti qualche anno fa, ieri sera e stamattina cercando su internet. in qualche modo sorrido…anche io fino a novembre e per 10 anni, tranne quelle poche ricadute addormentate con la terapia cortisonica, ho vissuto prendendo solo il positivo di una malattia dal nome devastante che connotava la personalità di alessia e che magari faceva salire la stima delle persone che la guardavano affrontare un male così grave col sorriso.
è che non credevo potesse succedere a me avere disturbi motori, continuavo a camminare tanto e a segire un’alimentazione normale visto che non ho mai mangiato grandi schifezze. la ricaduta di novembre è avvenuta conseguentemente ad un periodo di forte stress come da copione! stavo perdendo il lavoro, sono una dei “fannulloni” di brunetta e manifestavo, lottavo contro un muro di gomma fatto da sindacati, amministrazione e governo silenzioso…ma efficente! il lavoro l’ho perso. ricordo che un venerdi chiamai il neurologo dicendo che stavo male e di richiamarmi al più presto. il lunedi nn avevo ancora ricevuto risposta quindi mi sono presentata in ospedale, anche incazzata dalla “non considerazione!” e lui mi ha detto: “alessia, io non la richiamo una che dice di stare male e sta ad una manifestazione in piazza”. era vero, ero in un corteo a manifestare, ma lui non sa che ho resistito per 10 minuti e che per raggiungere la metro a piedi (circa 800m) mi sono fermata 4 volte. e che magari ho cercato di lottare per cambiare le cose anche per lui e i suoi figli.
quindi adesso sto in recupero, magari il tratto per arrivare alla metro riuscirei a compierlo senza fermarmi ma i km che macinavo prima non li posso fare. anche a me è venuta voglia di scendere e andare a correre dopo quello che ho letto sul tuo post o dal libro di duranti. ma non è così semplice, anche psicologicamente. rendersi conto che ti devi fermare, che non è una questione di resistenza al fiato o muscolare…è che il cervello ti dice: “non ce la fai, non si può più sollevare la gamba, mando l’impulso ma non risponde”.
che ti voglio dire? boh…forse ringraziarti perché mi hai dato la possibilità di buttare un pò di rabbia fuori raccontando ciò che cerco di non far diventare il mio stato d’animo. si, si…continuerò a vedere il bicchiere mezzo pieno, ad andare in bicicletta, a camminare e magari ad applicare pure il metodo del dott. speciani ma il problema è che la malattia c’è e non si cura a guarigione. si cura, almeno adesso, congelando lo stato esistente. ma le placche, sono cicatrici che rimangono, che segnano e non guariscono…magari presentano un’infezione minore o magari non la presentano per molto tempo…ma poi succede. e la riabilitazione diventa sempre più difficile e stancante perché tu nel frattempo sei più grande e magari la tua vita si fa più complessa, articolata.
ad aprile, conseguentemente alla ricaduta ho richiesto l’aggravamento e la revisione della percentuale di invalidità. adesso col 70% forse avrò la possibilità di entrare nell’ente pubblico dove lavoravo per l’assunzione nelle categorie protette. dopo una laurea, un master, uno stage forse a 36 anni mi daranno un lavoro per invalidità.
e questo è stress.
comunque marco, ti faccio un grande in bocca al lupo, se ti avessi conosciuto prima ti avrei scritto con meno disillusione…ma lo stesso spero ti possa essere d’insegnamento la mia esperienza, non per buttarti giù ma per conoscere anche l’altro. il diverso da te che vive come te.
buone vacanze, io andrò tra poco…intanto casomai ti riscrivo se inizio a correre.
ciao alessia
venerdì 23 ottobre 2009 a 1:03
Ciao Alessia, che bella lettera che ci hai scritto. Qui non ci sono solo io ad appassionarmi a quello che mi scrivete, ma ci sono alcune centinaia di persone che leggono, si entusiasmano, si disperano.
Io per indole sono uno che tende a entusiasmarsi, anche per delle sciocchezze.
Questa volta mi entusiasmo per una cosa seria, invece, che è il tuo racconto.
Nelle nostre parole c’è il nostro destino. Io non ho una malattia, ma una straordinaria opportunità. Quando lo scrivo mi rendo conto che solo che mi sta vicino può capire quanto sia vero questo mio punto di vista. Leggendo la frase ne percepisco l’apparente forzatura. Le placche ci sono, ma i sintomi sono leggeri e mi fanno da campanello d’allarme. Ho l’occasione di ascoltare i segnali del mio corpo e di ritornare in carreggiata quando me ne allontano.
Inoltre so di essere fortunato perché faccio il lavoro che mi piace e perché il mio capo (che sono sempre io) mi adora. Ma la fatica che faccio è inconcepibile da parte di chi non abbia mai provato a fare l’imprenditore (il piccolo, microscopico imprenditore se vogliamo) senza avere alle spalle qualche milione di euro di qualche ricco genitore.
Faccio il lavoro che mi piace, ma lo faccio per 24 ore al giorno. A volte non ci sono finesettimana, non ci sono molti spazi per il relax, cerco di strappare il tempo per il movimento e trovo sempe il tempo per pensare a quello che devo mangiare.
La frase “non ho mai mangiato grandi schifezze” è all’opposto del mio approccio alla vita, nel senso che io, OGNI VOLTA CHE SIA POSSIBILE, cerco di mangiare il cibo migliore che io possa permettermi. La frutta, la verdura in quantità, possibilmente biologiche, pochissima carne, specialmente pochissima carne rossa, pane fatto in casa con la macchina del pane (vinta con i punti del supermercato: 3 minuti e il processo di panificazione è avviato), integratori tutti i giorni, acqua con il giusto residuo fisso (basso, sotto i 50mg/l)… Mi prendo cura dell’aspetto dell’alimentazione, che è ESSENZIALE per il miglioramento della propria salute. Ho fatto un ciclo di sedute per la pulizia dell’intestino. Ho iniziato la terapia chelante per eliminare i metalli pesanti. Ho studiato molto l’argomento “sclerosi multipla” e sono sempre alla ricerca di nuove informazioni in grado di aiutarmi a migliorare.
Cara Alessia, io non ho più avuto alcun tipo di ricaduta da curare con il cortisone in questi 7 anni. Ho solo una lieve parestesia ai polpastrelli e una costanza inspiegabilmente instabile, per cui dopo mesi di perfezione cado nel baratro della disattenzione. Poi riprendo a comportarmi bene, poi mi lascio andare di nuovo. E in questo umanissimo altalenare tra ascetismo e vita comune si svolge la mia vita, nel tentativo di fare sempre il meglio che in quel momento io mi possa permettere, per essere un marito decente e un padre presente nella vita della mia piccola adorabile indispensabile famigliola.
La mia mano destra adesso formicola più del solito. Ho iniziato la terapia chelante ma ho smesso di fare movimento. Ho regolarizzato l’assunzione degli integratori alimentari ma ho abbassato il livello di attenzione sull’alimentazione.
La mano formicola di più e io so che è il momento di tornare a fare il bravo.
Mi sono iscritto in palestra. Prenderò ad andarci con regolarità, riprenderò a fare la mia camminata veloce sul tapis roulant. Tra qualche settimana il formicolio sarà tornato alla sua sede di partenza (due polpastrelli) e via così.
Tu continua a scrivermi. Per raccontarmi, per sfogarti, per sgridarmi se devi. Io, non ti preoccupare, non mi butto mai giù. La vita è troppo bella per buttarsi giù. Abbiamo ancora troppe cose interessanti da fare!
domenica 14 marzo 2010 a 15:41
Ciao, volevo chiederti. Ho cominciato mia “prova” con imparare a correre da poco. Ho trovato questa tabella e cerco di seguirla. http://www.runforlife.ca/runners/learntorunprogram.html
Pero colevo chiederti con che velocita piu o meno bisogna fare caminata, e con quale la corsa. Io faccio tutto a 5 km/h, ma non so se e giusto…
venerdì 17 settembre 2010 a 17:24
Ciao,
ho letto il loro schema e mi sembra ottimo. In effetti anche io all’inizio lasciavo passare diversi minuti tra una fase di corsa e l’altra.
L’unica differenza che vedo riguarda il tempo totale dell’attività. Per riuscire a “farsi il fiato” e ad abituarsi a dedicare un periodo di tempo sufficiente all’attività, a me avevano consigliato di muovermi comunque per almeno un’ora, inserendo piccoli momenti di corsa. In quel modo mi sono abituato SOPRATTUTO a ricavare un’ora di tempo per me nella mia giornata lavorativa. Questa, a ben vedere, è stata la cosa più difficile.
Ciao e grazie per il suggerimento,
Marco di supersalute.com
mercoledì 16 giugno 2010 a 7:47
Ho letto che parlavi di un ciclo di pulizia dell’intestino. Che cos’è esattamente? dove si fa? Ho intenzione di prendermi cura del mio corpo e ho cominciato a camminare velocemente da una settimana. Leggendo quello che avete scritto e le malattie di cui avete parlato mi sento in colpa perchè mangio spesso quello che trovo, fumo e sono pigrissima. A volte non ci rendiamo conto di quanto preziosa sia la salute. sono contenta davvero di aver letto questo blog. grazie.
venerdì 17 settembre 2010 a 16:52
Ciao Orietta,
grazie per l’incoraggiamento. Ogni persona che mi scrive di aver trovato qualcosa di interessante nel blog mi sprona a continuare nel mio lavoro. E adesso i vostri commenti mi hanno finalmente convinto a riprendere in mano il blog che da un anno era abbandonato (poverino!).
Per quanto riguarda cibo, fumo e pigrizia, la vita è tua. Vuoi che ti faccia una ramanzina? Non sono il tipo, ma se insisti… :-)
Per quanto riguarda la pulizia dell’intestino, si può fare sia in ambulatorio sia a casa.
La pulizia del colon che si fa in ambulatorio viene fatta con apparecchiature professionali per l’idrocolon terapia profonda. Si tratta di una pulizia dolce con acqua a bassa pressione che viene fatta entrare nel colon e, visto che si fa da sdraiati, riesce a raggiungere zone molto remote del colon. Dopo diverse sedute, l’inventore della macchina professionale che ho usato io ritiene che si possa raggiungere anche la parte più remota del colon, ovvero il colon ascendente.
Per la pulizia del colon che si fa a casa, invece, si possono usare diverse tecniche.
La tipica “peretta” (il clistere) per me è inutile (e io dico: è anche antiigienica, perché molti la riutilizzano decine di volte e sfido chiunque a riuscire a farne una pulizia adeguata). Ci sono dei clisteri monouso che si comprano in farmacia che contengono dei preparati farmaceutici per “stimolare,” ma io mi occupo di tecniche naturali quindi non sono ambiti che ho mai frequentato. Di solito inoltre anche questi clisteri si usano per risolvere problemi (per esempio: blocchi) temporanei e non possono essere pensati per risolvere problemi profondi.
L’enteroclisma (ovvero quel sacchetto di plastica che si appende in alto dal quale parte un tubo di gomma che termina con una specola con la valvola a farfalla) costringe a inserire nel colon 2 litri d’acqua in una sola volta e quindi per qualcuno risulta insostenibile come tecnica di “pulizia colon“. Posto che si riesca a far entrare 2 litri d’acqua nel colon (sopportando gli inevitabili dolori della compressione dei gas intestinali) l’evacuazione per qualcuno risulta talmente violenta da rendere questa pratica molto spossante.
L’idrocolon terapia domestica che si fa con il Bio Fluff, invece (qui c’è la pagina del Biofluff: http://www.supersalute.com/shop/dettview.php?id=24) è una tecnica sempre molto dolce e molto controllabile, che ha massima efficacia nel tratto finale del colon (per intenderci, interessa la zona rettale, quella del sigma e al massimo una piccola parte del colon discendente). Per quello che ho capito parlando con una gastroenterologa dell’ospedale di Perugia, però, è proprio in questo punto finale che nella maggior parte delle persone si accumulano i problemi, quindi secondo questa dottoressa la massima efficacia si ottiene proprio agendo nella zona del sigma.
I vantaggi della idrocolon terapia in ambulatorio sono che si fa sdraiati su un lettino, senza rumori e odori, potendo far raggiungere dall’acqua le parti più profonde dell’intestino. Gli svantaggi sono i costi (servono diverse sedute per avere un’azione completa… io per esempio ne ho fatte 16) e il fatto che per molti si tratta di una pratica MOLTO IMBARAZZANTE (ovvero c’è qualcuno che sa lì a guardare quello che… produci, perché quello che viene evacuato passa attraverso un tubo di vetro retroilluminato per la necessaria ispezione). Non c’è dubbio che si tratta di una pulizia profonda e molto efficace, che per me è stata vitale, ma non tutti sono abbastanza motivati per farla (per fare due conti al volo, le mie 16 sedute sono costate in tutto 1280 euro – niente di detraibile dalle tasse, niente che sia “passato” dal servizio sanitario nazionale).
I vantaggi della pulizia del colon con l’idrocolon domestica del Bio Fluff sono innanzitutto che costa “poco” (il Biofluff costa 468 euro IVA inclusa e si può usare per sempre, cambiando solo le specole monouso e, una volta tanto, il filtro dell’acqua). Inoltre si pratica a casa propria, senza nessuno che ci controlla, quante volte vogliamo, per il tempo che riteniamo necessario (anche solo 10 minuti per alcuni sono sufficienti). Considerando quello che mi ha spiegato la gastroenterologa alla quale ho parlato dell’oggetto, inoltre, pare che non sia così indispensabile raggiungere localitàremote del colon, visto che i problemi si concentrano a livello del sigma, quindi l’unico “svantaggio”, che è quello della portata “limitata” dell’azione del BioFluff, in realtà non è per nulla svantagioso.
Spero di aver risposto alla tua curiosità. Presto userò queste stesse informazioni, magari articolate un po’ meglio, per spiegare a tutti questi concetti. Si tratta di una pratica che è stata fondamentale nel mio percorso di miglioramento, quindi forse è opportuno che io le dedichi uno spazio maggiore.
Grazie ancora per il supporto e in bocca al lupo,
Marco di supersalute.com
mercoledì 28 luglio 2010 a 10:01
Sei un grande, continua così.
venerdì 17 settembre 2010 a 17:28
Che fai mi lusinghi?
Sei un grande anche tu che hai la pazienza di leggermi!
:-)
mercoledì 3 novembre 2010 a 22:35
sei un grande!!!!!!grazie x il consiglio.
ho vinto un concorso e devo superare la 2,000 metri in 11,30 riesco con il fiatone ha 13 minuti ho 20 giorni per allenarmi e mi sto allenando ogni giorno…ci tengo troppo a questo lavoro.volevo ringraziarti perchè la corsa per me non mi è mai piaciuta appunto perchè dopo 2 minuti mi sentivo morire.sono sicura che con il tuo consiglio domani la prenderò con uno spirito diverso.grazie ciaoooo
mercoledì 3 novembre 2010 a 23:49
Due chilometri in 11.30? Sono certo che questo traguardo te lo bevi senza problemi. Come un bicchier d’acqua.
Fammi sapere com’è andata.
Ciao,
M
lunedì 6 dicembre 2010 a 15:13
Vivo a Roma e vorrei iniziare a correre anche se ho 63 anni a chi mi posso rivolgere per acquitare un paio di scarpe adatte ?
venerdì 21 gennaio 2011 a 20:26
Vediamo se qualcuno sa risponderti. Io posso darti consigli per Milano o Perugia. Se vuoi consigli sulle marche, io sono un grande appassionato delle Brooks. Prova a vedere sul loro sito se è indicato qualche negozio che le vende a Roma.
venerdì 21 gennaio 2011 a 19:31
Bel blog e bei consigli da seguire per rimettersi in forma. Dai veramente speranza a chi è più sfigato di te ^ ^
venerdì 21 gennaio 2011 a 20:23
Sfigato? :-D
domenica 3 aprile 2011 a 18:29
Ciao Marco,
non so se leggi ancora i commenti del tuo blog (spero di si!).
Ho provato a seguire il programma per correre che hai seguito tu, sono sempre stata abbastanza pigra e visto che gli anni passano e i segni sul fisico si notano, ho deciso di curare l’attività fisica.
Il tuo programma mi sembra molto “prudente” (o forse sono io che sono troppo impaziente). Tu lo consiglieresti anche a chi non ha problemi di salute ed è ancora “giovane” ? Io ho iniziato da un paio di settimana a correre seguendo la tabella per correre che ho trovato qui:
http://www.missionecorrere.it/blog/informazioni-per-principianti/iniziare-a-correre-le-tabelle-migliori-109
come ti sembra? Io per ora riesco a seguirla ma vorrei il tuo parere
Grazie!!!
Sara
lunedì 4 aprile 2011 a 15:42
Come vedi, leggo ancora i commenti al blog. Mi hai fatto scoprire missionecorrere: è bellissimo. I loro post mi sembrano scritti bene, senza incomprensibili tecnicismi e con la decisiva spinta della passione. Per quanto riguarda le due tabelle, sono entrambe ottime. Io correvo in un parco senza indicazioni relative alle distanze, quindi potevo effettuare solo misurazioni basate sul TEMPO, per cui per me la tabella di Albanesi funziona meglio. Ma per chi corre in luoghi in cui ci siano indicazioni sulla lunghezza del percorso, vanno bene anche sfide basate sul numero di metri o chilometri.
Per chi sta iniziando adesso, io sono sostenitore della corsa lenta o lentissima… Tieni presente che io ho iniziato a correre in quel modo (un minuto alla volta) che avevo più di 30 anni e venivo da un decennio di assoluta inattività: per me UN MINUTO di corsa era una cosa devastante. Chi parte meno COACH POTATO può certamente iniziare bruciando qualche tappa.
Se sei in grado di SENTIRE il tuo corpo e capire quali sono i tuoi limiti, puoi certamente partire da un punto più avanzato, semplicemente saltando i primi passaggi di tutte le tabelle.
Ti suggerisco soltanto di non sottovalutare l’importanza della DURATA della prestazione: vale di più una corsa lenta di un’ora che una fulminea volata stracciapolmoni che ti costringe a fermarti dopo 10 minuti… Quello che conta, nell’ottica della salute e del benessere, è dedicare al movimento dai 40 ai 60 minuti continuativi. Chi può iniziare già a dedicarsi 60 minuti, potrà in breve arrivare a un’ora e mezza, se lo desidera… per poi raggiungere gli obiettivi che più si confanno alle proprie aspettative e possibilità.
Grazie Sara per il link a missionecorrere. Tu li conosci personalmente? Il loro blog è davvero molto bello! Adesso vado a dirglielo!
A presto,
Marco Morello di supersalute.com
domenica 19 giugno 2011 a 22:59
Salve,
sfogliando tra le mille pagine consigliate da google sul “come iniziare a correre” sono incappata in questo blog…Beh che dire: l’ho letto tutto d’un fiato. Sono rimasta positivamente colpita. Sei mesi fà mi sono comprata un tapis roulant credendo, sbagliando, che correre fosse facile come bere un bicchier d’acqua…Dopo le prime volte mi sono abbattuta e ho lasciato perdere. Non sarebbe niente di strano se avessi 80 anni, 150 kg….invece di anni ne ho nemmeno 40 e peso “solo” 68kg…Beh i chili sono aumentati nell’ultimo anno, a causa di un esaurimento e di psicofarmaci. Ma ora vorrei riprendere in mano la mia mente e il mio corpo…Ed eccomi quà a bere un blog invece di un bicchiere di vino))).Non posso promettere miracoli, anche perchè sono la pesona più incostante del mondo, ma nei miei limiti cercherò di seguirla ( o seguirti, se mi permetti il tu). Le ( ti) dispiace se le (ti) scriverò ogni tanto, magari per avere un consiglio o un problema?
Grazie..
Marisa
lunedì 20 giugno 2011 a 1:31
Marisa, certo che puoi darmi del tu!
Come disse l’Ottimo Duranti, la corsa è un farmaco. La prendi e ti fa bene. Smetti e ne senti le conseguenze. Non farne una questione di peso e corri perché ti fa sentire bene. Correre rilassa, schiarisce la mente, aumenta la fiducia in se stessi. Dopo una bella corsa di 40 minuti ci si sente pieni di un senso meraviglioso di energia e rilassamento. Corri per queste belle sensazioni e non per dimagrire: quello succede come “effetto collaterale”.
Per i consigli… io non sono mica un medico. Sono uno che, come te (e come tutti) ha fatto una gran fatica a capire e a iniziare. L’unica differenza tra me e te è che io questa fatica di capire e iniziare l’ho fatta molti anni fa. Da allora sapessi quante volte ho ricominciato e poi smesso di fare attività fisica. Il “circolo virtuoso del benessere” di cui parla Duranti è un mix di cosedafare che fannobene. Più ne fai, meglio stai.
Quando abbasso la guardia sul movimento, la alzo sugli integratori e sull’alimentazione. Con l’obiettivo di riuscire a tornare a fare tutto e bene. Ma senza l’ossessione di DOVERLO FARE a tutti i costi… che poi mi fa entrare in uno stato di stress che rischia di essere anche più dannoso.
In bocca al lupo. E se vuoi io sono qui. Un po’ a rallentatore (rispondo come un bradipo, di solito) perché lavoro molto. Ma quando ci riesco dieci minuti per leggere e rispondere li trovo!
A presto,
Marco
mercoledì 29 giugno 2011 a 21:24
Ciao Marco,
non è passato un anno da quando ti ho scritto, infatti vedi sopra), ma nelle due settimane che ho cominciato a “correre”, devo dire che sono cambiata anch’io. Chi avrebbe immaginato due settimane fà, che sarei iuscita a correre due minuti di fila, senza avere la lingua a terra? Io non ci avrei scommesso nemmeno un centesimo. Eppure ci sono riuscita. E la soddisfazione è stata tantissima. La sensazione dopo l’allenamento è quella, pardon il paragone, di un orgasmo. Un mix di serenità, leggerezza, cuore colmo di stare bene. Non mi aspetto di arrivare a correre una maratona, ma di continuare a sentirmi così bene, questo si. E forse il poterti confidare queste sensazioni mi stimola ancora di più.
Beh che dirti…grazie….
giovedì 21 luglio 2011 a 21:02
Buonasera,
ho iniziato a correre questa settimana, per la prima volta nella mia vita, oggi sono riuscita a fare 8×2 minuti di corsa intervallati ognuno da 1 minuto di marcia, e 50 minuti a buon passo per andare e tornare da casa al posto per correre.
La cosa mi riempie di gioia, ho 37 anni, peso 61 kg per 1,60 m e nella mia vita ho solo studiato, niente sport, i miei hanno sempre disincentivato ogni attività che avesse potuto “distogliermi”, sport e hobby.
Ed ora eccomi qui, con un fidanzato che ha iniziato a correre qualche anno fa e che piano piano mi ha convinto che potevo farcela anch’io e che sarebbe stato bello.
Scettica ho comprato da Decathlon le cose base, asics gel, magliette e pantaloncini, spendendo forse un po’ troppo poco specie per le scarpe.
Poi la scoperta grandiosa che si può correre intervallando la marcia, l’uovo di Colombo, non pensavo “fosse valido”. Quando ci avevo provato in passato pensavo che bisognasse fare almeno 10-15-20 minuti di fila, dato che gli altri intorno a me ce la facevano bene, ma io no. Sempre col fiatone. Rossa da far paura, con i battiti a mille, dovevo fermarmi e gli altri a guardarmi, durante educazione fisica. E da lì la convinzione che era colpa del mio fisico inadatto, geneticamente inadatto, goffo da far paura, niente sport in casa mia.
Invece è possibile.
Grazie per quest’articolo, infonde molta fiducia,
Mi sento meglio, dormo meglio, sono meno ansiosa.
Ora con la bella stagione è semplice, le giornate sono lunghe, io corro sul lungomare per cui c’è anche un bel paesaggio.
Spero che con l’arrivo dell’autunno non cessi questo desiderio meraviglioso di prendermi cura di me.
Quanto all’alimentazione da anni seguo un regime ricco di verdura, frutta, riso integrale, legumi, un po’ di pesce, salmone affumicato principalmente. Non compro dolci e non mangio più latticini dopo aver scoperto che essi mi causano reflusso e rinite allergica. Purtroppo amo la buona tavola e i buoni vini, il mio ragazzo è di Langa, e al fine settimana non sono così brava, andiamo troppe volte al ristorante. Devo, dobbiamo migliorare anche lì.
Vorrei scendere sotto i 60 kg, dallo sviluppo in avanti non sono mai stata sotto i 57 kg.
Grazie ancora di tutto, davvero.
giovedì 21 luglio 2011 a 23:04
Mad (o qualunque sia il tuo nome): brava! Tu corri già per 8 minuti continuativi! Come avrai letto io ho iniziato con 1 minuto!!! Quindi tu sei avanti anni luce rispetto a quando ho iniziato io. Se vai avanti tutta l’estate a correre almeno 3 volte alla settimana arrivi a un’ora come ridere!
Per i weekend al ristorante: 1) se corri 4 volte alla settimana e mangi bene da lunedì a venerdì, puoi fregartene! 2) guarda che anche mangiando al ristorante si può mangiare bene!
Ti auguro una splendida vita,
Marco
venerdì 22 luglio 2011 a 8:35
Grazie infinite Marco, ricambio gli auguri. Credo anch’io che moltissime malattie legate al sistema immunitario siano il frutto delle cattive condizioni di vita, compresi cibi in cui sono concentrati inquinanti, a cui sottoponiamo il nostro corpo.
Sono stata allergica per oltre 20 anni, arrivando a prendere 2 antistaminici al giorno, cortisone, vaccino sublinguale. 10 anni di reflusso gastroesofageo, e giù pariet e gaviscon. Per poi scoprire da sola che levando i latticini, ahimè tutti, questi problemi si risolvevano immediatamente come per magia. Se reintrodotti in quantità a distanza di 36 ore tornano i problemi.
La mia allergologa non ha saputo dare una spiegazione medica, mi spiace abbia perso una cliente d’oro (visite e vaccini sublinguali costano tanto), io però così facendo ho eliminato tutti i farmaci dalla mia vita.
Mad sta per Maddalena…
lunedì 26 settembre 2011 a 9:21
24 settembre 2011.
Dopo poco più di due mesi dall’inizio ora corro un’ora di seguito!!!
Evviva!!!
lunedì 26 settembre 2011 a 10:09
Maddalena, sei grande!
venerdì 30 dicembre 2011 a 20:24
Un mito! Tanto di cappello,,,complimenti;-)
Stampo e provo e chissà che con i kg se ne vadano anche tristezza e dolori:-)grazie j
domenica 22 aprile 2012 a 16:41
hanno già detto tutto gli altri, quindi io non posso far altro che amplificare i complimenti…sei un esempio da imitare e un rinforzo positivo per tutte le persone che soffrono di sclerosi e anche per quelle che pensano che essa sia una malattia lontana, che non le riguarda. Grazie della tua testimonianza!