Milano: uno splendido inferno

Dopo questa gita a Milano, ho ulteriormente rafforzato la mia convinzione circa l’importanza del mio lavoro di divulgazione. Occuparsi della salute delle persone PRIMA CHE SI AMMALINO, cercare di incrementare la cultura della prevenzione, promuovere i principi di una vita sana… sono propositi che hanno senso gia’ da soli. E che hanno ancora piu’ senso quando ci si confronta con realta’ come quella di Milano o in generale delle grandi citta’. Ho passato 4 ore nel traffico pre-natalizio per spostarmi in soli tre punti della citta’. Ho respirato i gas di scarico di un fiume interminabile di auto cercando di raggiungere a piedi un posto in cui mangiare. La vita della metropoli genera stress e ci immerge in una densa coltre di inquinamento. Disintossicarsi, prendere gli integratori, fare meditazione, mangiare bene, fare attivita’ sportiva… diventano attivita’ salvifiche e indispensabili per chi vive nelle grandi citta’.

Io, nato a Sesto San Giovanni, vissuto a Milano, scappato a Perugia nel cuore verde dell’Umbria, amo Milano. Ma per vivere qui bisogna essere molto forti. Finche’ vivevo a Milano, infatti, non potevo saltare un giorno di corsa. Avevo il mio tapis roulant in casa per l’inverno e il Parco Forlanini poco distante da casa per il resto dell’anno. Se non correvo per due giorni diventavo matto: bisogna pur sfogare la carica nervosa che si accumula nelle ore passate tutti i giorni in auto per andare e tornare dal lavoro e nei giri interminabili per cercare un parcheggio. Inoltre non potevo fare a meno di fare meditazione utilizzando il Freeze Framer: dovevo obbligarmi a farlo, perché è un’attività che mi costa fatica, ma senza quei 20 minuti di respirazione quotidiana la tensione si accumulava e i sintomi dello stress si facevano subito sentire.

A Perugia, tutto è diverso. L’auto la uso solo per rari spostamenti e vado quasi sempre a piedi su e giù per le ripide stradine del centro città, l’aria è ottima, tutti i giorni guardo dalla finestra e vedo un panorama stupendo che sto a guardare per alcuni minuti, a volte tenendo in braccio mia figlia altre volte solo per il piacere di gustare la bellezza della natura da un lato e dei tetti rossi della città dall’altro. Il cambiamento mi ha portato a vivere in un ambiente meno inquinato, più sereno, dove il livello di stress a cui è sottoposto il mio organismo è drasticamente diminuito. Quindi riesco anche a vivere in ottimo equilibrio pur avendo ridotto l’attività fisica, che ho ripreso da poco con frequenza meno ossessiva rispetto a Milano. A Perugia, se non corro per due giorni, non mi sembra di impazzire: continuo la mia vita sapendo che è meglio correre tutti i giorni, ma se non lo faccio non mi assale la belva del nervosismo.

La valigia è pronta. La bimba passa ancora un po’ di tempo con nonna Anna e nonno Gigi e poi si parte. Ciao Milano, sei una città splendida e infernale. Ci rivedremo presto.

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