Matilde, i molari e l’esilio di Bilal

Abbiamo passato il momento traumatico del trasloco. La maggior parte di abiti e oggetti ha trovato finalmente posto negli armadi. Ma la casa è comunque piena di scatoloni. Per sistemare almeno un quarto  di quelli avanzati, confidiamo nei mobili Ikea in arrivo. E gli altri scatoloni prenderanno di nuovo la strada del magazzino. Che tristezza: ancora una volta i miei poveri fumetti saranno costretti all’esilio, ostracizzati da un’oligarchia di candelabri, soprammobili e voluminosi best seller. Come se le librerie fossero fatte per le cornici delle foto e non per V for Vendetta o Sin City!
Ma la sofferenza per l’esilio di Frank Miller, Sergio Toppi, Dino Battaglia, Attilio Micheluzzi, Alan Moore, Loustal e Paringaux, Enki Bilal, Moebius, Tanino Liberatore e tutti gli altri (il solo nominarli mi riempie di nostalgia, come ricordare un amore perduto al di là dell’oceano) non conta nulla, se penso a quello che sta passando mia figlia adesso.
Mentre oggi c’e’ in casa un signore che sta lavorando per appiccicare al muro la sua nuova carta da parati con le giraffine, il nostro dolce cucciolo sta vivendo un momento importante ma doloroso: le crescono i molari. A breve potrà macinare qualsiasi cosa (già adesso non fa complimenti quando si tratta di mangiare), ma per ora il nostro amore soffre tanto.
Qualcuno sa dirmi che cosa si fa in questi casi? Va bene il solito mix di coccole e miele rosato?
Marco di supersalute.com, detto papi

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