Integratori: fanno bene o fanno male?

Se non si trattasse di un argomento stramaledettamente serio, troverei esilaranti le periodiche campagne denigratorie contro gli integratori alimentari. Non ho mai visto tanto accanimento generale contro bevande alcooliche, merendine per bambini e snack, che uccidono attivamente milioni di persone nel mondo.

Leggendo questo post, vi chiedo di fare uno sforzo di fantasia. Per una volta leggetemi solo in veste di uno che con gli integratori e diversi altri strumenti si è salvato la vita. Non pensate al fatto che li vendo, che devierebbe i vostri pensieri verso conclusioni errate. Pensate a me come uno che la mattina appena sveglio e la sera prima di andare a dormire prende un’ampia manciata di integratori alimentari, seguendo un protocollo appositamente studiato da un medico per le sue necessità.

Una serie di articoli appena usciti, scatenati da una ricerca danese, ha messo in allarme milioni di persone abituate a considerare la propria salute non un accessorio di cui occuparsi solo quando si sta male, ma una parte determinante di ogni giornata della loro vita. Di questa ricerca hanno parlato Repubblica, blog, agenzie, tv e radio a metà aprile.

La polemica non è nuova e viene periodicamente alla ribalta con evidente pianificazione strategica. Gli integratori, infatti, si inscrivono in processi di miglioramento della salute di persone attivamente interessate a diminuire le occasioni di malattia e a migliorare progressivamente la qualità della propria vita. Persone che associano agli integratori attività sportiva, alimentazione sana, regole di vita in grado di ridurre lo stress. Persone quindi destinate, dal punto di vista statistico, ad ammalarsi meno frequentemente o meno gravemente di altre.

Se fate lo sforzo di considerare il grande circolo vizioso che viene alimentato dagli attori economici della nostra società, vi renderete conto da soli che gran parte dell’economia universale si regge sulla produzione e la vendita di alimenti dannosi per la salute, su sigarette, alcolici, stimolando la predisposizione a stili di vita sedentari (guarda la TV, prendi l’auto per andare ovunque), tutti fattori che tendono a creare uno sterminato esercito di malati bisognosi di cure. L’altro enorme ambito di profitto, infatti, è quello dell’industria farmaceutica, che macina ben altri numeri rispetto a quella degli integratori alimentari e che accoglie l’esercito di malati e gli offre cure temporanee in grado di cancellare i sintomi.

Il caso del Vioxx di cui ci ha parlato domenica 20 aprile 2008 la più grande eroina della TV (Milena Gabanelli, autrice e conduttrice di Report), ci spiega bene quale sia l’approccio delle case farmaceutiche al mercato della salute (e si legga volentieri qualunque accezione negativa nel termine “mercato”). Il Vioxx, prodotto da una delle più grandi case farmaceutiche del mondo, è un farmaco che è stato posto in vendita senza che il foglio illustrativo elencasse opportunamente tutti gli effetti collaterali del medicinale. Nell’interessante ricostruzione degli eventi effettuata da quelli di Report si capisce come la casa farmaceutica in questione abbia tenuto volutamente nascosti gli effetti collaterali negativi, creando una macchina commerciale volta a vendere il farmaco convincendo medici e pazienti che si trattasse di un prodotto efficace e sicuro. Il prodotto negli Stati Uniti ha fruttato 2 miliardi di dollari l’anno per ogni anno di commercializzazione.

Per vivere e arricchirsi, le case farmaceutiche HANNO BISOGNO DI GENTE MALATA: milioni di persone che stanno male sono il terreno fertile per far crescere i conti in banca di queste colossali multinazionali. Il concime che usano per le loro sterminate piantagioni di malati sono sedentarietà (milioni di persone ipnotizzate per ore davanti alla TV), pessime abitudini alimentari (avete presente quelle muraglie di merendine, patatine, bevante frizzanti e zuccherate, alcolici… che si trovano nei supermercati? E le pubblicità criminali che fanno credere alle mamme che quella merendina – un panetto di grassi idrogenati e zucchero – migliora la salute dei suoi figli?), distorte abitudini sociali (il fumo come strumento di riconoscimento sociale), abominevoli deviazioni ambientali (automobili sempre più grandi e inquinanti, nessuna regola nella produzione di scorie industriali)… Tutte le storture della vita di oggi sono il necessario sostegno per creare un numero sempre più elevato di malati e per alimentare la crescita smisurata di queste enormi corporazioni.

Ora succede che se ti occupi della tua salute prima di ammalarti, correndo, mangiando sano, prendendo gli integratori che ti servono, riducendo le occasioni di stress… succede che ti ammalerai di meno, con minore intensità. Non sto dicendo che ci sia un elisir per allungare la vita, ma sto parlando della mia esperienza personale grazie alla quale nel mio nuovo stile di vita ho sconfitto l’asma (niente più Ventolin e Becotide), ho cancellato i sintomi della mia sclerosi multipla (ciaociao, niente interferone, copaxone, copolimero…), ho migliorato la qualità della mia esistenza. Quindi se ti occupi della tua salute quando sei sano, c’è il rischio che tu non possa diventare cliente delle multinazionali farmaceutiche.

Eppure ancora oggi, ogni volta che gli scettici mi dicono MA SEI SICURO CHE FANNO BENE? – e me lo dicono spegnendo la sigaretta nel posacenere stracolmo – io come unica risposta ho che a me hanno fatto bene e che SONO CERTO che avere come vizio la propria salute è più stimolante che avere come vizio la propria malattia. Se smetto di bere alcolici e inizio a bere 2 litri d’acqua al giorno, state certi che uscirà fuori qualche pirla a dirmi MA LO SAI CHE SE BEVI TANTO RISCHI CHE TI VENGANO I CALCOLI? [Non ridete, me l’hanno detto davvero]. Amico, certo che se bevo tutti i giorni 2 litri di acqua del rubinetto al giorno mi vengono i calcoli. Ma se bevo (come bevo) 2 litri di acqua a bassissimo residuo fisso, con un pH fisiologicamente compatibile con quello del nostro organismo, stai sicuro che non solo non mi vengono i calcoli ma rischio anche di innescare già da lì un processo di miglioramento straordinario per la mia salute.

In tutto questo, il vero limite del mondo degli integratori è il pericoloso FAI DA TE che molte persone applicano in ogni settore della loro esistenza. Scoraggiate da medici che non ne sanno nulla e per partito preso dicono NO, LASCIA PERDERE senza affrontare sinergicamente i problemi dei loro pazienti, molte persone seguono la strada delle scelte in autonomia. Il problema riguarda il livello di conoscenza di prodotti e principi: anche se tutti i farmaci fossero vendibili liberamente senza ricetta medica, non credo che ci verrebbe mai in mente di prenderli tutti insieme, senza sapere bene a che cosa servano.

Con gli integratori bisogna fare la stessa cosa: se siamo di quelli che vogliono a tutti costi perseguire la strada del FAI DA TE, dovremo studiare bene. Cosa che si puo’ fare leggendo, possibilmente libri pubblicati da casa editrici serie e accreditate nel settore ed evitando di basare tutta la propria conoscenza esclusivamente sui siti, a meno che non si tratti di siti autorevoli dei quali si è certi di potersi fidare. Un ottimo libro per iniziare a capire il mondo degli integratori è la GUIDA MEDICA AGLI INTEGRATORI ALIMENTARI che fornisce un quadro abbastanza completo e molto approfondito in relazione ai principali integratori (tra vitamine, minerali, acidi grassi ecc.).

Se posso permettermi un suggerimento, però, è mia profonda convinzione che nessuno sia in grado di aiutarci più di un medico. Lo so: spesso i medici di base sono scettici. Tenete presente che molti dei medici di base hanno smesso di studiare quando hanno finito il loro corso di laurea e non si sono più aggiornati. Spesso questo è il motivo per cui, dopo un paio di richieste finite contro il muro di gomma del proprio medico, molte persone prendono la decisione di decidere da sole.

Tenete presente, però, che di medici che hanno una visione più ampia ce ne sono. Basta cercarli. Chiedere (anche a me!) quali sono i medici più aperti e aggiornati. Con il supporto di questi medici sarà possibile uscire dalla visione campanilistica (questo fa bene e questo fa male) per entrare in quella olistica (tutto può farti bene o male, a seconda di una grande serie di fattori).

Per concludere questo mio sconclusionato intervento, le medicine assunte in modo scriteriato hanno ammazzato alcuni esponenti della mia famiglia. Nessun integratore ha mai fatto lo stesso. Io credo che per ogni ambito della nostra vita il senso della misura e della responsabilità debbano accompagnarci come angeli custodi. Agire con cognizione di causa, approfondire, studiare, prendere le redini della propria esistenza, conoscere sé stessi… Non facciamo mai a meno di usare il nostro cervello. Ma, soprattutto, non usiamolo per sfondare i muri ma per aprire le porte. Ci sono tantissime cose che non sappiamo. Quando ne incontriamo una, invece di chiuderci, apriamoci alla nuova conoscenza, accettiamo la sfida, approfondiamo e facciamoci aiutare da chi ne sa più di noi.

Chissà che non ne esca qualcosa di buono per la nostra salute e per tutti gli aspetti della nostra meravigliosa, unica e irripetibile esistenza.

Per chiudere parlando direttamente degli integratori, io credo fermamente che nella vita di tutti i giorni molte persone non riescano ad assimilare tutti i micronutrienti indispensabili per il funzionamento ottimale del loro organismo (non parlo di sopravvivenza, che tutti sopravviviamo egregiamente, parlo del miglior funzionamento possibile del nostro organismo). Mi piace pensare che i lettori di questo blog siano una razza a sé, che pensa a quello che sta per mangiare, curiosa, attenta. Ma milioni di persone a pranzo se la cavano con un panino di un fastfood accompagnato da un sacchetto di cartone pieno di patatine fritte che sanno di cartone – come bevanda un liquido marrone frizzante stracolmo di zucchero (o il mix cancerogeno di aspartame + acesulfame K). Se a queste persone non diamo una manciata di integratori, tra vitamine e minerali, questi poveretti si troveranno ammalati di qualsiasi nefandezza nel giro di pochi anni.

E che dire di quelli che credono di mangiare sano e non sanno che il cibo che scelgono nel loro supermercato preferito è invece privo di gran parte dei nutrienti che dovrebbe contenere? Pensiamo alla frutta maturata artificialmente, alla verdura coltivata in coltivazioni intensive che hanno impoverito il terreno di gran parte dei minerali che dovrebbe trasmettere alla pianta… Mangiamo frutta e verdura che dovrebbero darci vitamine e minerali e rischiamo in molti casi di aver assimilato solo fibre, zuccheri, acqua e una percentuale irrisoria di quello che i prodotti in natura dovrebbero contenere.

Un protocollo di integrazione equilibrato e stilato da un medico, esami periodici di controllo, una vita sana e un po’ di sale in zucca (ma non nel piatto!) ci aiuteranno a vivere meglio la tragica degenerazione del mondo che ci circonda.

Marco di supersalute.com

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8 pensieri su “Integratori: fanno bene o fanno male?

  1. Egregio dott. Marco
    sono da sempre una sostenitrice di integratori alimentari oltre che di una sana alimentazione e di un’abbondante consumo di acqua.
    Quindi l’aggiunta di detti integratori pensavo fosse un’arma in più per godere di buona salute e prevenire le varie patologie che affliggono il genere umano.
    Ultimamente ho letto delle informazioni che hanno messo in discussione questa mia convinzione: ok per l’acqua a basso residuo fisso (ma quanto basso per non rischiare un’osmosi e una demineralizzazione del corpo?) perchè i minerali contenuti nell’acqua non sono di natura organica come la vegetazione, ma inorganica, e quindi utilizzabili dal corpo solo in minima parte, ma per lo più responsabili di gravi danni a carico dell’organismo (calcoli renali, arteriosclerosi, escrescenze ossee, fossilizzazione del cervello, ecc…).
    I sali minerali contenuti negli integratori alimentari, non sono anch’essi, come quelli disciolti nell’acqua, di origine inorganica? E pertanto non assimilabili dal corpo? E pertanto potenzialmente dannosi?
    Qualcuno ha parlato a volte di biodisponibilità…. Ma sulla confezione degli integratori non si parla mai di biodisponibilità…
    E allora mi domando: noi che facciamo uso di integratori alimentari ci siamo salvati solo perchè accompagnamo un’alimentazione il più naturale possibile? I cui effetti positivi bastano per neutralizzare quelli negativi degli integratori? Oppure alla lunga anche a noi verrà presentato il conto?
    La ringrazio per l’attenzione e per la gentile risposta che vorrà darmi.

    • Buongiorno Serena B.,
      ci ho messo molto tempo a risponderle non solo per gli impegni sempre crescenti nella mia attività (che rendono difficile una gestione regolare del blog) ma anche perché volevo sottoporre la questione a degli esperti. Le risposte che ho ricevuto sono molto chiare e quindi provo a riassumergliele.

      — Breve inciso —
      Prima di procedere… IMPORTANTISSIMO: IO NON SONO UN MEDICO. Sono un paziente che ha studiato a lungo, ma solo per passione e senza alcun percorso di studi ufficiali. Ho tantissime (infinite) lacune e seguo solo le cose che mi interessano. E’ sempre tenere in grande considerazione questo fatto. Qui chiacchieriamo, condividiamo passioni, ma per un parere ufficiale è sempre importante chiedere a un professionista.
      — Fine del breve inciso —

      Ha ragione lei nel dire che sulle confezioni degli integratori non viene mai riportata alcuna indicazione sulla biodisponibilità. Tenga presente che sugli integratori non si può scrivere praticamente nulla, se non gli ingredienti e le quantità di principio attivo contenuto. E’ soltanto con un approfondimento culturale, quindi, o con la guida dei professionisti (medici, farmacisti, erboristi, naturopati ecc.) che si può raggiungere la conoscenza necessaria per potersi muovere con maggiore sicurezza nella selva dei prodotti in commercio.

      Ha ragione inoltre a dire che i minerali inorganici sono quelli che hanno un assorbimento più basso. Il fatto che alcuni minerali abbiano un assorbimento più basso non significa automaticamente che facciano male o che non servano a nulla. Per traslare, mi è stato fatto l’esempio delle FIBRE negli alimenti. Le fibre alimentari non vengono assimilate ma hanno una funzione importantissima nel nostro organismo PROPRIO PERCHE’ NON VENGONO ASSORBITE. Nel percorso di espulsione esercitano la loro indispensabile funzione, specialmente a livello intestinale.
      La stessa cosa accade con alcuni minerali che PROPRIO PER IL FATTO CHE NON VENGONO ASSORBITI esercitano funzioni importanti nel nostro organismo.

      Per quanto riguarda i minerali organici, invece, la situazione è diversa: vengono assorbiti anche fino a circa il 60% dal nostro organismo. Questo significa che COMUNQUE c’è un 40% di escrezione. Ma, come sopra, è parte naturale dell’utilizzo dei minerali da parte dell’organismo.

      C’è però un terzo livello da valutare, ovvero quello dei minerali CHELATI. Gli esperti dell’argomento ci indicano che i minerali chelati hanno un assorbimento intorno all’80%, ovvero superiore a quello dei minerali organici. Noi abbiamo scelto da tempo di concentrare la nostra attività di vendita sugli integratori di un’azienda che ha in catalogo molti minerali chelati (maghesio chelato, multiminerale con minerali chelati), quindi sappiamo che chi ha bisogno di alta disponibilità di minerali può contare su quelli chelati.

      Questo è il quadro generale – anche se molto sintetizzato – che ci hanno presentato gli esperti con cui abbiamo parlato.

      In tutto questo, considerazioni più approfondite andrebbero fatte sull’acqua. Ma di questo parlerò a breve in un articolo completo, perché ho intervistato la biochimica dell’Acqua Sant’Anna che mi ha aperto gli occhi sull’Universo del Residuo Fisso. L’intervista l’ho pianificata proprio grazie alla sua richiesta, cara Serena, quindi la ringrazio per l’opportunità di approfondimento che mi ha dato con il suo commento sul blog.

      Un cordiale saluto,
      Marco Morello

  2. Da quando prendo gli integratori ho sconfitto allergie, asma e mal digesto. Quando mi curavo con gli antistaminici mi procuravano intossicazioni e reazioni cutanee. I prodotti naturali funzionano e ogni erba, frutto o fungo ha le sue proprietà curative.

    • Come potrà immaginare, sono pienamente d’accordo. Secondo me però è sempre importante farsi guidare nelle proprie scelte da chi ne sa di più. Chi ha il tempo di studiare può provare a fare da solo. Ci sono libri molto interessanti che possono darci strumenti validi per fare delle prove in piena autonomia. Il circolo virtuoso del benessere, Salvate il vostro corpo, Guarire, la colossale Guida medica agli integratori alimentari… sono libri in grado di aprirci la prospettiva di una vita in pieno benessere con il supporto di strategie naturali. Ma non sempre queste letture bastano. Chi prende un farmaco salvavita può certamente trarre beneficio affiancando anche un integratore naturale… ma deve essere consapevole delle possibili interazioni per scegliere l’integratore giusto, compatibile con il farmaco che prende.

      Quindi: sono contento che lei abbia risolto i suoi problemi con gli integratori – cosa che ho fatto anche io! Ma per tutti quelli che non sanno come muoversi il supporto di un naturopata può essere certamente di grande aiuto.

  3. Buongiorno,
    da un po’ di tempo mi interesso di alimentazione e di medicina. Mi tengo aggiornata su questi argomenti un po’ per hobby, un po’ perchè credo sia fondamentale per mantenersi in buona salute.
    Ecco in sintesi cosa ho imparato:

    – la vitamina C viene rapidamente distrutta da luce e cottura
    – le vitamine del gruppo B dovrebbero essere assunte tutte assieme
    – il pesce che mangiamo qualche volta può essere contaminato da mercurio
    – chi vive in zone poco soleggiate difficilmente riesce ad assorbire la giusta quantità di vitamina D
    – chi assume la pillola anticoncezionale o altri farmaci va incontro a carenze di vitamine
    – fumo e inquinamento necessitano di un surplus di vitamina C
    – la caseina (proteina del latte) tende ad annullare l’effetto degli antiossidanti

    Se diamo per buone queste affermazioni, mi domando: perché i medici non consigliano a tutti di assumere ogni giorno un integratore multivitaminico che copra tutte le esigenze?
    Perché sono spesso scettici e dicono che “basta una buona alimentazione” quando ormai si sa che non è sufficiente? Aggiungiamo che vivo nel bellunese, la zona col primato nazionale dei tumori (per cause non ancora accertate). Io ho 32 anni, e da poco ho cominciato ad assumere Gestalys, un multivitaminico completo destinato alla gravidanza (non sono incinta, ma tant’è) perché mi pare il migliore in commercio: è privo di vitamina A (contiene solo un basso dosaggio di betacarotene) e comprende anche 200 mg di DHA puro da alghe.
    Lei cosa ne pensa?
    Cordialmente

    Elisa

    • Per l’integrazione durante la gravidanza noi abbiamo scelto Solgar e il suo Neomam. Per le domande che ci fa, le risposte vanno cercate molto lontano in territori troppo scivolosi per un blog come il nostro. Diciamo che noi siamo per l’autodeterminazione. Più studiamo e più riusciamo a occuparci di noi stessi al di fuori delle linee guida decise dove si pensa più al denaro che alla salute. “Conosci te stesso” è una massima che già nell’antica Grecia fondava l’approccio alla vita dei più saggi e accorti. Noi possiamo far decidere tutto agli altri oppure prendere in mano la nostra vita. Il che non significa abbandonare le indicazioni dei medici, ma scegliere medici migliori di quelli che ci capitano per caso. Quindi, ottimi i suoi studi sull’alimentazione e le conseguenze che ne trae. L’importante è saper soppesare le situazioni, fare da sé quando si può e rivolgersi a un professionista quando si deve.

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