Pasta Aliveris in superofferta (fino al 30% di sconto!)

E’ Natale e noi vogliamo fare un regalo a tutti gli appassionati della pasta al germe di soia Aliveris.

Chi l’ha provata una volta sa che questo prodotto unico al mondo, realizzato con le migliori semole di grano duro e con l’aggiunta di una piccolissima percentuale di germe di soia, non solo si avvantaggia degli effetti degli isoflavoni della soia ma è anche buonissima! Molti ristoranti la ordinano sol perché è buona.

La versione tradizionale (scatola rossa) ha anche una tenuta della cottura invidiabile.

Il regalo di Natale di supersalute.com è uno sconto ultraspeciale sulla pasta Aliveris.

sedani-aliveris_germe_soia_2mUn cartone da 16 pacchetti di sedani Aliveris, costa EUR 25,60 invece che EUR 36,80. Uno sconto di oltre il 30% che porta il costo di ogni singolo pacchetto a soli EUR 1,60. Si tratta di un’occasione unica per accaparrarsi le ultime scorte del prodotto più amato dagli chef e con la migliore tenuta di cottura tra tutti i prodotti Aliveris. Disponibilità: 7 cartoni da 16 pacchetti.

Le scorte sono limitate, quindi se volete i sedani Aliveris (confezione rossa) cliccate subito qui.

E se volete la qualità dell’agricoltura biologica e di una selezione di grano 100% italiano, anche la versione nella scatola verde è in offerta: € 2,30 al pacchetto contro € 2,99 del prezzo ufficiale: un risparmio di circa 70 centesimi per ogni pacchetto.

Fusilli, sedani e penne bio sono in offerta nei pacchi da 16 confezioni da mezzo chilo al prezzo di EUR 36,80 al cartone (contro gli EUR 48 del prezzo ufficiale), ovvero con uno sconto superiore al 20%.

Gli sconti sono validi solo fino a esaurimento scorte.

Buon Natale!

Prodotti per dimagrire che funzionano

Scrivo un breve post per chiarire il mio punto di vista (e quello dei miei medici di riferimento) sul proliferare di siti e prodotti che promettono di dimagrire senza fare nulla prendendo solo integratori naturali. Su questo argomento ho una brutta notizia e una bella notizia.

La brutta notizia è che dimagrire è un processo che coinvolge diversi aspetti della nostra vita. Pensare che magicamente, grazie a una pillola magica e senza alcuna conseguenza, perderemo peso fino ad arrivare a un fantomatico “peso forma”… è semplicemente illusorio.

Chiunque desideri dimagrire senza cambiare stile di vita desidera una cosa impossibile. Perlomeno, impossibile senza calcolare l’impatto di effetti collaterali. Esistono infatti farmaci o tecniche che servono per far perdere peso, ciascuno dei quali deve fare i conti con specifiche conseguenze nella propria vita.

C’è però una bella notizia, ed è quella che i prodotti naturali per dimagrire, in effetti servono davvero a qualcosa. Molte persone hanno sperimentato nella propria esistenza la difficoltà di perdere peso e poi mantenere il peso raggiunto. Se restiamo seduti tutto il giorno sul divano ingurgitando vaschette di gelato, gli integratori naturali indicati come “per dimagrire” non faranno proprio nulla. Ma se abbiamo iniziato un programma volto a ridurre il peso corporeo nel quale stiamo dedicando ogni giorno del tempo all’attività fisica, stiamo migliorando il nostro rapporto con il cibo, stiamo bevendo più acqua, stiamo modificando le nostre abitudini eliminando per esempio i prodotti inquinanti o le cause del nostro stress quotidiano, beh, in questo caso aggiungere gli integratori al mix di attività che stiamo già svolgendo darà certamente un’accelerazione al processo che tanto ci sta a cuore.

Quindi confermo che Dima Solgar Complex, Tonalin Oil, Chilu Burn (che ora si chiama Chili Drin), Dima Norwegian Alghe Marine (ovvero l’alga Kelp) sono prodotti davvero efficaci, ciascuno a suo modo e nel proprio campo, se inseriti in un processo più ampio che includa tutta la nostra esistenza. Uno stile di vita sano e attivo trae davvero beneficio dall’utilizzo di questi prodotti. E questa, come dicevo, mi sembra una bellissima notizia!

.

Marco Morello di supersalute.com

Il residuo fisso

Articolo sul Residuo FissoL’estate è sempre il periodo dell’anno in cui si pone maggiore attenzione all’importanza dell’acqua. Con il caldo diventa ancora più vitale bere per garantire un’adeguata idratazione.

L’acqua è importante in generale per tutte le funzioni vitali dell’organismo. Le persone che bevono poco si accorgono spesso di avere diversi problemi, perché una scarsa idratazione, tra le varie cose, non supporta per esempio il corretto funzionamento dell’intestino.

Con l’aiuto della Dottoressa Silvia Parola, responsabile delle Analisi di Acqua Sant’Anna, ho cercato di chiarirmi alcuni punti essenziali sul tema del “residuo fisso” delle acque minerali e in generale sulle tipologie di acqua e su quali siano da considerare le migliori. Ecco che cosa ho capito.

Che cos’è l’acqua minerale?

Si parte da un assunto essenziale: l’acqua minerale non è solo acqua, intesa come H2O. L’acqua minerale è una soluzione in cui nell’elemento acqua sono disciolti altri componenti presenti in natura, come sali minerali e metalli.

La quantità e il tipo di componenti che ritroviamo nell’acqua dipendono dal percorso che l’acqua compie negli strati terrestri. La differenza tra le varie acque minerali è quindi dovuta alla differenza delle zone geologiche e dei “percorsi” naturali che portano l’acqua alla sorgente.

Per chiudere questo argomento, quindi, l’acqua minerale è composta dall’elemento “acqua” e dai sali minerali, metalli e altri componenti che nell’acqua vengono rilasciati nella falda acquifera.

Acqua minerale: qual’è quella giusta?

Chiarito che è normale, quindi, trovare più o meno elementi all’interno dell’acqua, quello che ho cercato di capire è se esiste un’acqua migliore delle altre. Ho capito che la risposta più corretta è: “dipende”.

Se stiamo usando l’acqua per ricostituire un latte in polvere per neonati, per esempio, è importante che l’acqua sia più “neutra” possibile rispetto al latte da reidratare, perché il latte è già formulato secondo un preciso equilibrio di nutrienti, quindi l’acqua non deve aggiungerne altri (o deve aggiungerne solo il minimo possibile) pena il rischio  di alterare la formulazione del latte. Quindi questo è un chiaro caso in cui è consigliabile scegliere un’acqua minerale “leggera”, dove per leggera si intende con basso residuo fisso, basso contenuto di sodio, bassissimo contenuto di nitrati.

Che cos’è il residuo fisso?

Il residuo fisso è quella quantità di sostanze, misurate in milligrammi per litro, che si può ritrovare facendo bollire un litro d’acqua alla temperatura di 180°C. Quello che resta dopo questa operazione viene pesato ed esprime la quantità di sostanze disciolte nell’acqua. Più basso è il residuo fisso e più bassa è la quantità di sostanze disciolte nell’acqua.

Alto residuo fisso significa acqua non buona?

L’associazione tra il concetto di basso residuo fisso e “acqua buona” non ha un contrario. Nel senso che esistono acque fortemente mineralizzate con residuo fisso molto alto e che sono molto indicate in specifiche situazioni patologiche o parapatologiche – addirittura a volte vengono prescritte dai medici. Quindi se un medico può indicare a un paziente un’acqua specifica ricca di calcio e magnesio questo significa che per quella persona quell’acqua è un’acqua buona.

Ecco spiegato perché ci sono situazioni in cui le acque fortemente mineralizzate hanno una grande utilità.

Perché qualcuno preferisce le acque a basso residuo fisso?

Partendo dal concetto che l’acqua serve per idratare e non per nutrire, molte persone preferiscono l’acqua a basso residuo fisso e con un contenuto limitato o nullo di altre sostanze perché vogliono avere pieno controllo della propria nutrizione e micronutrizione. Pensiamo ai bambini ai quali viene prescritta un’integrazione di fluoro. Se bevono un’acqua con altro contenuto di fluoro rischiano di assumerne troppo.

È per questo motivo che molte persone scelgono preferibilmente acque con basso residuo fisso. Chi ha fatto la scelta di occuparsi attivamente del proprio benessere, spesso sceglie di sapere quante e quali sostanze sta ingerendo: usa l’acqua per idratare le cellule e usa il cibo e gli integratori per nutrirle correttamente, in modo da avere sotto controllo il più possibile la qualità e la quantità di sostanze che introduce nell’organismo.

Prendiamo anche il caso degli sportivi che facciano uso di integratori alimentari in specifici dosaggi: se l’acqua ha basso residuo fisso non hanno il rischio di assumere più minerali di quelli inseriti nel loro profilo di integrazione. Se prendono ogni giorno 400 milligrammi di magnesio e bevono un’acqua con basso residuo fisso (sotto i 50mg/l), sanno che nell’acqua che usano per ingerire il loro integratore non ci sarà un’ulteriore contenuto dello stesso minerale, cosa che renderebbe difficile effettuare conteggi e misurazioni.

L’acqua serve per idratare ma anche per espellere

Oltre che a idratare le cellule, il nostro corpo utilizza l’acqua per le attività di eliminazione delle scorie. Più è leggera l’acqua (residuo fisso basso, basso contenuto di sodio ecc.) più è facile per il nostro organismo utilizzarla per le sue attività di filtraggio ed espulsione.

Non tutto è sull’etichetta

Per conoscere il contenuto di minerali e metalli dell’acqua in bottiglia che vogliamo bere, come consumatori abbiamo il solo aiuto dell’etichetta. Bisogna tener conto di una cosa molto importante, però. Oggi non tutto quello che è contenuto nell’acqua è obbligatoriamente scritto anche in etichetta. Ovvero: le aziende possono scegliere che cosa scrivere in etichetta e che cosa omettere. Alcuni parametri sono ritenuti indispensabili, ma altri sono facoltativi. Per esempio: il fatto che non si trovi un’indicazione relativa a quanti nitrati sono presenti nella bottiglia che abbiamo acquistato, non significa che i nitrati non ci siano ma che l’azienda ha deciso di non pubblicare in etichetta il dato.

In ogni caso l’etichetta è sempre un prezioso alleato perché a parità di residuo fisso ci può far scoprire differenze tra acque apparentemente simili. Alcune acque con lo stesso residuo fisso, ad esempio, possono avere contenuto di sodio anche sensibilmente diverso, quindi chi ha scelto di limitare l’assunzione di sodio dovrà anche tenerne conto nella scelta dell’acqua.

Quale acqua minerale scegliere?

Come si sarà capito, quindi, l’acqua si sceglie in base alle proprie esigenze. Chi non assume integratori alimentari e non è in grado di mangiare abbastanza frutta e verdura per sopperire alle necessità di minerali dell’organismo, probabilmente sceglierà un’acqua fortemente mineralizzata. Ovviamente per il benessere quotidiano è necessario ricordarsi che mangiare frutta e verdura fresche e crude è sempre il metodo più efficace per assumere la giusta quantità di vitamine, minerali ed enzimi e l’acqua da sola non basta per questo, perché non è un alimento e soprattutto perché può certamente contenere una piccola quantità di minerali, ma non contiene né vitamine né enzimi.

Ma l’acqua del rubinetto?

Non sono poche le persone a pensare che l’acqua del rubinetto possa essere una valida alternativa a quella in bottiglia. Molti comuni italiani hanno un’ottima acqua, ma un sistema di distribuzione antiquato (a volte risalente alla prima metà del secolo scorso). Un’acqua buona che si incanala in tubature inadeguate subisce una trasformazione che spesso la rende al di fuori dei parametri accettabili. Chi vuole avere la certezza che la propria acqua sia di buon livello può chiedere di effettuare l’analisi di un campione. Ci sono diversi enti, sia pubblici sia privati, in grado di farlo. Tra gli enti pubblici ci sono i dipartimenti di chimica di varie università (anche quella di Agraria) o dell’ARPA.

Nel dubbio, io scelgo la bottiglia

Se decidete che la spesa per l’analisi chimica e batteriologica della vostra acqua di casa è troppo alta (nella mia zona il costo dell’analisi dell’acqua del rubinetto è traducibile nell’acquisto di circa 300 bottiglie d’acqua), nel dubbio bevete un’acqua a basso residuo fisso in bottiglia. E se avete paura che le bottiglie di plastica possano rilasciare sostanze all’interno dell’acqua, ogni volta che potete scegliete il vetro o la versione “Bio Bottle” dell’acqua Sant’Anna, che viene distribuita in una bottiglia costruita con materiale 100% vegetale, completamente biodegradabile nei sistemi di compostaggio industriali. Evidenzio “sistemi di compostaggio industriali” perché ho ricevuto già la sfida da parte di qualche amico scettico che mi ha detto di aver messo la bottiglia in un vaso sul terrazzo per 3 mesi e la bottiglia è ancora intera. INFATTI la bio bottle è resistente esattamente come la plastica tradizionale che viene usta per le solite bottiglie dell’acqua. Ma se viene smaltita correttamente nella frazione umida della raccolta differenziata, quando viene inserita nei sistemi di compostaggio industriali i batteri e le temperature che si sviluppano al loro interno sciolgono completamente la bio bottle, rendendola un sistema di trasporto e conservazione dell’acqua “ecologico”.

Marco Morello di supersalute.com

La crema budwig (ricetta)

Semi di linoChi non conosce Catherine Kousmine, per prima cosa vada a leggere il suo splendido bestseller Salvate il vostro corpo. Un libro scritto negli anni ’70 che ancora oggi può essere considerato fondamentale per il nostro benessere quotidiano.

Catherine Kousmine era un medico tenace e aveva basato il suo approccio curativo – anche per malattie “importanti” – su quattro pilastri: alimentazione, deacidificazione, integrazione, pulizia dell’intestino.

L’alimentazione non a caso è il primo punto. Questa minuta inarrestabile dottoressa che lavorava nella campagna svizzera riteneva che mangiare i cibi giusti ed eliminare quelli tossici fosse una strategia in grado di portare benefici incommensurabili alla salute di chiunque.

Ecco perché la prima colazione, secondo la dottoressa Kousmine, era un momento fondamentale per la salute degli individui. Dare i giusti alimenti al nostro corpo è come dare il giusto carburante a un veicolo.

Appena svegli, quindi, la dottoressa Kousmine riteneva che fosse indispensabile dare al corpo tutti gli elementi che gli servono per affrontare le fatiche della giornata: proteine possibilmente di facile digestione, vitamine e minerali, acidi grassi essenziali omega 3, fibre, possibilmente in un pasto alcalinizzante.

Tante parole di preparazione per quella che, secondo la dottoressa Kousmine, costituiva la colazione ideale per vivere in pieno benessere: la crema Budwig.

Riporto qui la “mia” crema budwig. Non ho mai avuto il tempo per prepararmi il formaggio in casa, come faceva la dottoressa Kousmine, ma l’ho sostituito con altri prodotti. Chi è vegano troverà indicata una scelta alternativa, indicata con un asterisco.

La crema budwig (ricetta)

Ingredienti:

  • Ricotta / yogurt / kefyr / yogurt di soia* / tofu cremoso*
  • Olio di semi di lino / Semi di lino macinati (o anche tutt’e due)
  • 1 banana matura / 2 cucchiaini di miele
  • Frutta di stagione (meglio se BIO)
  • Succo di mezzo limone
  • Un paio di cucchiai di semi oleosi e frutta oleosa: Nocciole / Mandorle / Noci / Semi di girasole
  • Un paio di cucchiai di cereali integrali crudi macinati

*Ingrediente adatto ai vegani.

Preparazione

Chi ha voglia di usare un frullatore (e poi di lavarlo) risparmierà qualche secondo nella preparazione. Ma con l’aiuto di una forchetta o di un apposito frustino per sbattere le uova si raggiungeranno gli stessi risultati.

Mettere nel frullatore yogurt e olio di lino e frullare finché non sono ben emulsionati. Potete fare la stessa cosa sbattendoli energicamente con uno sbattiuova o con una forchetta in una ciotola. Aggiungere il succo di limone e tutti gli altri ingredienti secchi mescolando e finire aggiungendo la banana schiacciata (o il miele se la banana non è abbastanza matura da dolcificare la crema) e la frutta fresca.

Assunzione di liquidi

A colazione è importante reidratare il corpo bevendo. Se si vuole accompagnare la crema budwig con una bevanda altrettanto importante per il benessere, si può provare il tè verde (che contiene teina) o il tè bianco (naturalmente privo di teina). Bisogna assicurarsi di scegliere tè naturali in foglia, perché nei processi industriali di polverizzazione che si usano per produrre i tradizionali tè in bustina, i principi salubri del tè vanno persi. Gli oli essenziali contenuti nelle foglie e parte dei nutri enti si disperdono o si ossidano proprio a causa del processo industriale di macinatura.

Un buon tè verde sencha può dare la carica mattutina con l’aggiunta dei principi benefici dei tè non fermentati. Nel processo di fermentazione che trasforma il tè natuale verde in tè nero, quasi tutti i principi positivi del tè vengono infatti distrutti.

Gli studi scientifici indicano che il tè verde, oltre a una lunga serie di proprietà, ha anche una funzione alcalinizzante. In piena sinergia con le indicazioni della dottoressa Kousmine!

Da consumarsi preferibilmente entro

TMC - termine minimo di conservazione

Termine minimo di conservazione

Il sito supersalute.com vende integratori alimentari, barrette energetiche biologiche, pasta al germe di soia… tutti prodotti classificati come alimenti e soggetti quindi a severe normative in termini di gestione del ciclo di vita del prodotto.

Spesso sul sito vengono attivate delle promozioni con prezzi speciali per i prodotti al termine del loro ciclo di vita. Visto che molti clienti hanno espresso il desiderio di capire la differenza tra “data di scadenza” e “termine minimo di conservazione,” ecco una breve descrizione delle due tipologie di indicazione.

Il “termine minimo di conservazione” (abbreviato in TMC) si configura con la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” seguita da una data, stampata sulla confezione del prodotto. In inglese si trova la dicitura “best before,” sempre seguita da una data. La dicitura indica che il prodotto può essere acquistato e consumato nel pieno delle sue proprietà e caratteristiche fino alla data indicata. Dopo quella data il prodotto non subisce alterazioni pericolose per la salute del consumatore. Con questa dicitura il produttore indica che dopo quella data non si garantisce più la perfetta integrità del prodotto. IL GIORNO DOPO la scadenza del termine minimo di conservazione,  un pacchetto di biscotti non sarà certamente dannoso per la salute ma potrebbe presentare un prodotto non più fragrante, friabile, gustoso come appena uscito dal forno. La stessa cosa avviene per tantissimi generi alimentari: giunti alla scadenza del termine minimo di conservazione possono tranquillamente essere consumati senza rischi per la salute, con la consapevolezza che potrebbero aver perso qualcuna delle loro peculiarità.

In Inghilterra sta fiorendo il commercio di prodotti “scaduti” (ovvero che hanno superato il termine minimo di conservazione) che vengono venduti a prezzi ribassati.

Quando si parla invece di “data di scadenza,” sulla confezione si trova la dicitura “da consumarsi entro,” seguita dalla data. In questo caso il produttore sta indicando al consumatore che, dopo quella data, il prodotto non deve più essere consumato perché può avere conseguenze negative per la salute o perché può subire un significativo e subitaneo deterioramento.

A questo punto viene facile spiegare perché al termine della “vita” di un prodotto, molto spesso vengono lanciate delle offerte speciali che vengono subito colte al volo da chi ha già una buona conoscenza del significato di termine minimo di conservazione. I prodotti soggetti al termine minimo di conservazione che vengono posti in offerta, potrebbero anche essere venduti DOPO la loro “scadenza”. La differenza sta nella “responsabilità” in relazione all’integrità del prodotto.
Se il consumatore acquista un prodotto ENTRO IL TERMINE MINIMO DI CONSERVAZIONE e lo trova deteriorato, sarà il produttore a dover rispondere del problema. Se invece il prodotto viene venduto anche DOPO la scadenza del termine minimo di conservazione, sarà allora il venditore a dover rispondere in caso di problemi.

Nel caso specifico degli integratori alimentari, diamo alcune indicazioni utili per orientarsi: la maggior parte dei prodotti conserva la propria stabilità per alcuni mesi dopo il termine minimo di conservazione. Quindi se acquistate a gennaio 2013 un prodotto che suggerisce “da consumarsi preferibilmente entro febbraio 2013,” non dovrete certamente buttare il prodotto residuo se il 28 febbraio non avete ancora consumato tutto il barattolo, perché questi prodotti vengono studiati appositamente in modo tale che i rivenditori possano venderli al pubblico FINO ALL’ULTIMO GIORNO UTILE indicato dal termine minimo di conservazione. Quindi anche se il prodotto scade DOMANI e lo comprate OGGI, viene studiato apposta perché il consumatore possa consumarlo in tutta sicurezza per il periodo d’uso previsto.

Ovviamente non tutti hanno le competenze necessarie per sapere che gli integratori di minerali possono resistere più a lungo, che i probiotici vanno consumati preferibilmente più in fretta, che alcuni prodotti liquidi (vedi il regolatore enzimatico Regulat) possono per la loro stessa natura essere conservati fuori dal frigorifero anche se aperti…

Per rispondere alla domanda di alcuni clienti, quindi, relativa alla sicurezza degli acquisti dei prodotti in offerta (quando l’offerta speciale viene fatta perché il prodotto è vicino alla data ultima del termine minimo di conservazione), possiamo dire che i prodotti acquistati entro il termine minimo di conservazione e consumati anche nei giorni successivi non presentano rischi per la salute e nella maggior parte dei casi preservano ancora a lungo le loro proprietà.

11.11.11, ore 11:11. Nasce biococcole.com

Biococcole, cibi bio e cosmesi naturale online [visita il sito]

Quella di oggi può essere considerata una giornata speciale per diversi motivi. La spettacolare simmetria numerica (11/11/11) ha catalizzato l’attenzione di milioni di persone, che hanno dato a questo venerdì 11 novembre 2011 un valore simbolico, magico, terribile, meraviglioso… insomma: speciale.

Dal canto nostro, oggi festeggiamo la nascita di un nuovo sito dedicato a chi si vuole bene. Se supersalute.com è tutto concentrato sul lato degli integratori e delle apparecchiature per il benessere, il sito che nasce oggi ha come attività principale quella della vendita di alimenti biologici e di prodotti per la cosmesi naturale.

Si tratta di biococcole.com, ideato e fondato da Roberta Cester a Venezia. Roberta da anni si occupa di alimentazione sana e naturale e ha deciso di realizzare il suo progetto per mettere a frutto la sua innata capacità di selezionare i prodotti migliori del mercato, quelli che non trovi nei supermercati, quelli in grado di cambiare la qualità della vita delle persone nei gesti quotidiani.

Prepararsi da mangiare oppure occuparsi della salute e della bellezza di pelle, capelli, viso, mani, unghie… da oggi si può fare con il supporto di biococcole.com, un sito di vendita online di cibi biologici e di cosmetici naturali.

Il sito è online da oggi. Alcuni dettagli sono in via di sistemazione. Ma è tutto online e tutto pronto per essere acquistato.

Segnalo tempestivamente la nascita del sito non solo perché è stato realizzato dalla società che ha creato supersalute.com (la mia Amor srl) ma anche per segnalare agli amici di supersalute una promozione: i primi 100 iscritti potranno usufruire di uno sconto del 10% per acquisti superiori ai 49 euro, utilizzando in fase di acquisto il codice con il numero “000001” (cinque zeri + uno).

Marco Morello di supersalute.com

Giornate alla frutta (il giorno dei frugivori)

Finalmente è arrivata la stagione che consente di sperimentare le giornate disintossicanti “a sola frutta”. Quando arrivano albicocche e pesche mi viene più facile decidere di mangiare soltanto frutta per uno o due giorni. Spedita la famiglia al mare, quindi, eccomi pronto a cimentarmi con il primo tentativo a sola frutta della stagione.

Leggendo l’articolo dedicato alla disintossicazione sarà più facile capire di che cosa sto parlando. Ma qui, sul blog, consentitemi di diramare un appello: aiuto! Sono al termine della prima giornata passata mangiando solo frutta e vorrei iniziare la seconda, ma sento già che sto per cedere. Certo, la mia forza di volontà è sempre stata in grado di portarmi fino al termine del secondo giorno mangiando solo frutta, ma questa volta è dura, non ho fatto la spesa come si deve, quindi non ho la frutta secca (che aiuta tantissimo – direi che è vitale: sgranocchiare tre quattro gherigli di noci o qualche mandorla rende tutto più semplice!) e nemmeno le indispensabili banane. Per non parlare della frutta disidratata. Ho iniziato la mia pausa disintossicante a sola frutta avendo a disposizione soltanto albicocche, mele e arance.

Le strade sono due: o si cede già alla colazione del secondo giorno o si decide di passare dal fruttivendolo vicino all’ufficio anche se non ha frutta biologica… Che fare?

Marco frugivoro Morello di supersalute.com (e superfame.org)