Blogger in vacanza

chiuso-per-ferieIn vacanza non ci sono ancora andato. Ci andrò probabilmente in agosto: le cosiddette Partenze Stupide. Ma l’ottima Mafe mi ha chiesto un pezzo vacanzifero per inpausa.it, e io ho scritto Corri, corri.

Chi corre. Chi non lo fa più. Chi vorrebbe iniziare a correre. Chi ha tempo da perdere perché in fondo è estate… può andare a leggersi il leggero e scanzonato articolo estivo.

Buona lettura,

Marco Morello di supersalute.com

Iniziare a correre

Nelle ultime email che ho spedito ad amici e nuovi conoscenti di Twitter, uno degli argomenti più frequenti è stato come sia possibileiniziare a correreper chi non lo ha mai fatto.

Nelle mie risposte non ho fatto altro che riproporre a tutti il link a un mio post di gennaio (il più visitato in assoluto del mio blog: anche ieri solo quel post ha avuto 70 visite!) intitolato proprio “Come iniziare a correre“. I temi trattati sono: le scarpe da running, la camminata veloce, la corsa lenta, correre un minuto per volta. Per quelli che si rivolgono al mio blog in cerca di “integratori per il running“, dirotto invece l’attenzione sul post che ho pubblicato qui, sul blog RUNNING.

Per gli appassionati di anticipazioni, preannuncio che tra poco, sempre su running.menstyle.it, stimolato nientepopodimeno che da mafe in persona, scriverò un breve post sull’argomento “correre la mattina presto“. Tanto per essere chiari, correre di mattina, per chi può, fa molto bene alla salute e quindi è un tema che non possiamo tralasciare.

Per chi, sfiduciato per tentativi passati, avesse archiviato l’argomento corsa, la domanda a cui rispondere è: “pensi di essere in grado di correre lentamente – il più lentamente possibile – per almeno un minuto?“.

Chi risponde SI, PENSO DI POTERLO FARE, legga il mio post di gennaio, perché ha la strada spianata per il mondo del running.

Marco Morello di supersalute.com

Il mio nuovo blog sulla corsa

Parte oggi il mio nuovo blog dedicato al running. Non che mi sia facilissimo scindere le mie attività tra salute e corsa, perché senza corsa la supersalute va a farsi benedire. Ma un contenitore esplicitamente riservato alla corsa mi consente di sfogare alcuni bassi istinti da runner che qui, forse, non sarebbero graditissimi.

Se parto con un panegirico sulle mie nuove scarpe Brooks, per esempio, e sul negozio di Milano dove le ho comprate (Verde Pisello – a proposito: GRAZIE PAOLO, SONO STRAORDINARIE!!!)… mi sa che qui a qualcuno cresce la barba dalla noia.

Quindi invito tutti quelli che, come me, sbavano per cardiofrequenzimetri con il GPS, fasce da braccio per l’iPod, abbigliamento tecnico (Paolo, ri-grazie per le mutande tecniche… ok, ne parliamo sull’altro blog!) e ammennicoli di ogni genere per la corsa… invito tutti a visitare running.menstyle.it.

Il blog è partito oggi, quindi contiene un solo post. Ma, come si dice in questi casi, crescerà. Mi aiutate vero?

Ciao,
Marco di supersalute.com

Ho vinto io!

Inteso… che ho vinto il raffreddore. Sono partito che sembravo un cadavere e dopo mezz’ora di corsa ero rinato (io lo so da prima che succede così SEMPRE, anche quando sono in casa e non mi va di uscire che mi pare ci sia freddo che mi pare di avere un dolorino che mi pare di avere un pizzicore al naso… poi inizio a correre e PASSA TUTTO – sempre, regolarmente).

supersalute.com e la StramilanoPrima del vero post sulla Stramilano, un’anticipazione al volo ovvero la foto che le Ragazze (moglie figlia sorella e nipote accorse al traguardo) hanno scattato per immortalarmi nello splendore del gesto atletico. Ho una faccia orribile, lo so, ma siate clementi: quella è la smorfia di gioia che mi è scappata vedendo tutti i miei amori lì a bordo pista.

I tempi sono stati disastrosi. Ma ho approfittato della scusa della salute per fare un sacco di foto. Le metterò online.

A presto,
Marco di supersalute.com

Preparazione alla Stramilano

Appena arrivata a Milano, la famiglia Morello si è presa un’influenza colossale. Maledetta metropoli.
Raffreddore, tosse, dolori alle ossa: niente di buono per uno che oggi deve farsi 12 km. Ma non è certo il caso di lasciarsi suggestionare: al limite camminerò con calma (torno indietro solo se piove).
Vista la situazione, non rinuncerò al doping acustico: anche quest’anno correrò con le onde theta nelle orecchie, tanto più che ho la nuova fascia Belkin che mi appiccica l’ipod al braccio come una seconda pelle. :-)

L’abbigliamento tecnico è perfetto (shopping compulsivo milanese da Verde Pisello, il mionegoziodifiducia), al polso l’RS800 Polar (ma usato come banale cronometro: niente fascia o gps).
Unico dubbio per completare la dotazione: il mio vecchio N70 per twittare o la nuova macchinetta fotografica ultrasottile Exilim S10 per un completo, folle reportage a 10 megapixel? La mia anima 2.0 è tentata dalla pazzia di twittare in corsa, ma so di non potercela fare. Forse è meglio il reportage.

A questo punto chiudo le comunicazioni. Ci leggiamo qui stasera o lunedì, per il post post-gara (ops!).
Vincerà il mio raffreddore o vincerò io?

Marco

Preparativi per la Stramilano

Ieri, grazie ai Potenti Mezzi (un browser e una carta di credito), mi sono iscritto alla mia terza Stramilano.
Mi sto arrovellando sulle date: se è nata nel 1972 e se siamo nel 2008, come mai è arrivata alla trentasettesima edizione? Gli storici mi aiutino a ricostruire.

Comunque, se la Stramilano ha 36 anni e 37 edizioni, io che ho compiuto i 38 da poco sono più grande di lei e quindi non mi faccio intimorire. Lo dicono anche uno slogan elettorale e uno dei miei film preferiti: SI PUO’ FARE!

Ho una tale smania di trovarmi di nuovo accanto a tutte quelle persone con la mia stessa passione che sto già preparando mentalmente tutto il necessario.
Ho ancora il dubbio se farmi supportare anche questa volta dall’iPod con le onde theta (ok, non sono proprio onde theta, ma è lunga da spiegare – leggi l’apposito post). Però tutto il resto è già chiaro.
L’abbigliamento tecnico è perfetto fino alla biancheria intima. Avrò anche il mio speciale giacchettino traspirante antivento superleggero che si richiude nell’apposita custodia, in modo da poterlo togliere e agganciare al fianco quando mi sono riscaldato benbene. Le scarpe sono alla loro ultima gara. E’ proprio il caso di dirlo: insieme abbiamo fatto davvero tanta strada, ma è arrivato il momento di separarci.
Penso che il cardiofrequenzimetro, però, resterà a casa: quando corro la Stramilano voglio solo divertirmi, guardare la gente che ci guarda dai palazzi, godermi le strade piene di persone e vuote di auto. Quello che conta è arrivare alla fine, sudato e felice, piazzarmi sul prato dell’Arena Civica, respirare, gustarmi la placida baraonda. Magari migliorare il tempo dello scorso anno (l’orologio quindi lo porto CERTAMENTE!).

A mano a mano che mi avvicino alla soglia dei quarant’anni, mi accorgo che mi capita di iscrivermi sempre più tardi, quasi temessi – ogni volta di più – di non potermela permettere, una Stramilano. Mentre è vero proprio il contrario: ogni anno che passa sto sempre meglio e la Stramilano mi spaventa sempre meno. Anche perché nel 2007 ho provato la Grifonissima di Perugia. La gara podistica perugina è un massacro di salite e discese durante il quale si corre tra panorami mozzafiato e auto che sfuggono ai vigili urbani imprecando, rischiando di investirti (e intossicarti). Vuoi mettere con il percorso liscio di Milano, il severo blocco del traffico e le decine di persone affacciate alle finestre che applaudono e ti incitano quando passi? Quella signora, ne sono certo, l’anno scorso guardava proprio me quando diceva: “vai che ce la fai” – appena sceso dal Cavalcavia delle Milizie, quello che passa sul naviglio.

Si può fare, signora, certo che ce la faccio! Anche se mi sono allenato male, anche se sono stato fermo per tre mesi inseguendo il lavoro, la famiglia, pensando che tutto fosse più importante della mia salute (possibile che io cada ciclicamente negli stessi errori?). Ce la faccio, ce la faccio.
Ma mi serve di nuovo il suo incoraggiamento. Sarà sempre lì a fare il tifo? Ci conto!

Adesso la tabella di marcia è segnata. Ecco gli allenamenti imprescindibili della settimana prima della gara:

  • Domenica 30 marzo, 70 minuti di corsa al percorso verde
  • Lunedì 31 marzo, 60 minuti dove posso (anche sul tapis roulant)
  • Mercoledì 2 aprile, 70 minuti dove posso (meglio se al percorso verde)
  • Venerdì 4 aprile, senza regole senza tempo senza pensieri, però una corsetta la devo fare. Poi in macchina verso Milano (ok, giornata corta, si lavorerà poco venerdì!)
  • Sabato 5 aprile: riposo, shopping compulsivo (compro le nuove scarpe da running!) e cena secondo le Regole dei Maestri
  • Domenica: Stramilano!

Marco di supersalute.com

Stramilano 2008: iscritto!

Eccofatto! Mi sono iscritto alla Stramilano dei 50.000, quella da 12 Km.

Lo so, lo so, questo doveva essere l’anno della svolta, del Grande Passo, della Vera Mezza Maratona… ma il cambio di sede della mia società (trasloco, operatività, burocrazia) mi ha travolto e non sono riuscito ad allenarmi comesideve. Quindi niente 21,097 Km.

Sia chiaro: correre, corro. Ma solo ieri sono tornato a fare i miei soliti 10Km in un’ora. Per la Stramilano dei 50.000, quindi, sono a posto (devo solo cercare di migliorare il mio record personale dell’anno scorso: 12Km in 67 minuti).

Correre è bello. E’ sano. Ma se diventa un’ossessione che ti sfianca, no. Non sono il tipo di persona che si lascia schiacciare dagli obiettivi irraggiungibili. Almeno in questo ambito sono proprio dell’idea che l’importante sia correre, sfogarsi, mantenere il proprio equilibrio psicofisico con l’aiuto di un’attività straordinaria come la corsa. Ma cercare di andare oltre il limite, sfidarsi allo stremo, no, non è per me. Il giorno dopo la corsa voglio avere i muscoli in subbuglio, non voglio essere morto. :-)

Domenica 6 aprile mattina, quindi, sarò in piazza del Duomo a Milano (la partenza è prevista alle 9). Per la mia 12Km di puro divertimento, destinazione: il traguardo all’Arena Civica.

Chi c’è di voi? Su su, ditemelo nei commenti!

Marco di supersalute.com

Come iniziare a correre

Articolo del 2008
(pubblicato per la prima volta alle 17:57 del 5 gennaio 2008)

Dal sito supersalute.com, dai miei blog, dalle mie e-mail agli amici, dal mio contributo pubblicato nel libro Il circolo virtuoso del benessere del Dottor Duranti… Da questi e da altri luoghi della rete e della vita reale mi arriva spesso la domanda: “Ma come sei riuscito a correre?” “Ma è vero che non riuscivi a scendere le scale e adesso fai la Stramilano?”

Ragazzi, è vero. Ma non sono un eroe. Ho cominciato, come tutti, un po’ alla volta. Piano piano. Perdendo fiducia, riacquistandola. Impigrendomi, riattivandomi. Ogni volta con l’idea di non poter fare meglio di così, trovandomi invece, di volta in volta, a un punto sempre più avanzato.

Per le persone che mi hanno chiesto come ho fatto (l’ultima è Chiara, che si trova in una situazione simile alla mia – ovvero ha la sclerosi multipla), ecco di seguito il metodo per iniziare a correre che ho utilizzato io.

Si possono leggere libri sull’argomento. Si può anche chiedere il supporto di un preparatore atletico. Io ho trovato molto efficaci le indicazioni di Daniela, che aveva imparato a correre da un’insegnante di atletica. Con quelle indicazioni sono riuscito a raggiungere un’ora di corsa continuativa, nella quale copro la distanza di 10Km.

Istruzioni per imparare a correre

Le scarpe da running – Per prima cosa, davvero prima primissima e non si può sgarrare, per iniziare a correre bisogna avere le scarpe giuste. Il resto dell’abbigliamento è un utilissimo optional, ma le scarpe da running sono indispensabili.

Andate in un posto dove potete parlare con qualcuno, dove ci sia ancora un negoziante che non cerca di rifilarvi il fondo di magazzino ma sia in grado di capire le vostre esigenze e di creare un buon rapporto. Se siete a Milano ditemelo in un commento, così vi dico dove si può andare (io mi sono trovato benissimo. Ora che vivo a Perugia le scarpe le compro comunque lì, perché solo lui ha i modelli più adatti e mi sa consigliare come si deve).

Le scarpe da tennis, quelle per camminare, le generiche “scarpe da ginnastica” quindi non vanno bene. Vi troverete in poco tempo con dolori per tutto il corpo, se non addirittura con una caviglia slogata. Quindi, chi vuole correre CORRA a regalarsi un bel paio di scarpe da running. Le mie sono delle ASICS.

La camminata veloce – Prima di iniziare correre, come mi aveva consigliato il Dottor Duranti avevo iniziato a praticare la “camminata veloce“. Avevo iniziato camminando pochi minuti e nel giro di una settimana ero arrivato a camminare tutti i giorni mezz’ora. Dopo una seconda settimana di camminate veloci di 40 minuti ero passato direttamente a una camminata veloce di un’ora.

La camminata veloce è quel tipo di camminata continua a passo svelto che ti porta a sudare un po’. Non si tratta certo di una tranquilla passeggiata in centro guardando le vetrine, anche se io mi sono trovato a fare camminate veloci ovunque, persino intorno all’isolato di casa mia, lungo il marciapiedi.

Il metodo per correre – Dopo un paio di mesi di camminata veloce, viene quasi naturale provare il desiderio di andare oltre e si desidera trovare il modo più efficace per allenarsi a correre. Prima di rivolgermi alla mia “maestra” Daniela, avevo già provato a correre da solo, rischiando un infarto. Correvo, infatti, come se stessi per perdere l’autobus. Da fermo partivo al massimo delle mie capacità e dopo nemmeno 30 secondi avevo il cuore in gola, ero completamente rosso, mi sentivo quasi morire. Mi trovavo inoltre a correre a Milano. E non avevo pensato che per farlo da principiante fosse necessario individuare un posto dove correre senza dover attraversare la strada, cosa che rende difficile mantenere il ritmo. Quando ho spiegato questa cosa a Daniela, lei mi ha amichevolmente apostrofato con un “Ma sei matto?”
Ed ecco come mi ha consigliato di procedere.

Corsa lenta – Il primo consiglio di Daniela è stato quello di correre lentamente. “Correre piano” sembra un controsenso. Eppure è possibile. Si tratta di un passo di corsa fatto al minimo dello sforzo. Il passo di corsa differisce dalla camminata per l’assetto del corpo e per il fatto che c’è un momento in cui entrambi i piedi sono staccati da terra. L’obiettivo della “corsa lenta” è quindi quello di portare il nostro corpo nell’assetto da corsa (che è diverso da quello della camminata) senza però forzare l’andatura. Quindi all’inizio delle nostre prove l’obiettivo è quello di impostare il nostro assetto da corsa, correndo molto lentamente. Ci si accorgerà che la corsa lenta in alcuni casi è meno difficile della camminata veloce (quando si cammina molto velocemente) perché l’assetto della corsa ci consente movimenti più elastici e un utilizzo migliore della nostra struttura muscolo-scheletrica.

La corsa lenta è quindi il metodo che ci consentirà di entrare nel mondo della corsa senza grandi sforzi. [ continua dopo l’interruzione pubblicitaria ]

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Correre un minuto per volta – La seconda INDISPENSABILE indicazione è stata quella di correre SOLTANTO UN MINUTO. Mi ha detto: “cavolo, Marco, un minuto, uno solo, riuscirai a farlo, correndo lentissimamente”.

Che cosa sarà mai un minuto? Eppure io nei primi giorni facevo comunque fatica. In effetti la mia corsa non era ancora abbastanza lenta. Ma dopo un paio di giorni di prove ho capito che era possibile correre pianissimo e resistere per un intero minuto.

A questo punto la tabella di Daniela prevedeva che io, dopo aver corso un minuto, facessi un minuto di “pausa” senza mai fermarmi ma continuando a camminare velocemente per un altro minuto, per poi ripartire con la mia corsa lenta e resistere ancora per un minuto.

Quindi lo schema generale di questo primo blocco di allenamenti era questo:

  • Camminata veloce di 20 minuti
  • Corsa lentissima di un minuto
  • Camminata veloce di un minuto
  • Corsa lentissima di un minuto
  • Camminata lenta fino allo scadere dell’ora di allenamento

Dovevo quindi correre SOLO DUE MINUTI all’interno di un’ora. Devo ammettere che, benché possa sembrare facile, all’inizio io correvo per un minuto e poi il recupero lo facevo durare due o tre minuti, perché, per quanto fosse lenta, quella corsa mi affaticava molto.

Ogni volta che andavo a correre, aggiungevo un minuto di corsa. Nel tempo sono riuscito a ridurre i minuti di pausa tra una corsa e l’altra. Quindi sono arrivato a correre 5 minuti nell’arco di un’ora, con lo schema che segue:

  • 20 minuti di camminata veloce
  • 1 minuto di corsa
  • 1 minuto di camminata veloce
  • 1 minuto di corsa (siamo a 2)
  • 1 minuto di camminata veloce
  • 1 minuto di corsa (siamo a 3)
  • 1 minuto di camminata veloce
  • 1 minuto di corsa (siamo a 4)
  • 1 minuto di camminata veloce
  • 1 minuto di corsa (siamo a 5)
  • 1 minuto di camminata veloce
  • Camminata veloce fino allo scadere dell’ora

A questo punto “il gioco” consiste nell’unire i minuti. Ovvero provare a correre per due minuti di seguito, con un minuto di pausa e così via. Anche in questo caso devo ammettere che – in deroga alle indicazioni della severissima maestra – tra un blocco di corsa e l’altro facevo trascorrere più di un minuto di camminata (a volte anche tre). Ma dopo pochi giorni arrivavo a rispettare loschema.

Ecco quindi che mi trovo a procedere come segue:

  • 20 minuti di camminata veloce
  • 2 minuti di corsa
  • 1 minuto di camminata veloce
  • 2 minuti di corsa (siamo a 4)
  • 1 minuto di camminata veloce
  • 2 minuti di corsa (siamo a 6)
  • 1 minuto di camminata veloce

In questo modo sono andato avanti di giorno in giorno aggiungendo minuti fino a correrne 10 in tutto. E a questo punto ho unito i minuti per formare blocchi da 5 minuti di corsa. E questo è diventato lo schema:

  • 20 minuti di camminata veloce
  • 5 minuti di corsa
  • 1 minuto di camminata veloce
  • 5 minuti di corsa (siamo a 10)
  • 1 minuto di camminata veloce
  • 5 minuti di corsa (siamo a 15!)
  • Camminata veloce fino allo scadere dell’ora

Sono andato avanti così fino ad alternare la corsa di 5 minuti alla volta per un totale di 30 minuti complessivi. A questo punto ho unito i minuti creando dei blocchi da 10. Credevo che fosse impossibile, per me, correre per 10 minuti di fila. Invece la mia mente mi frenava più di quanto il mio corpo non volesse. Infatti nel giro di poche sessioni di corsa mi sono accorto che non mi serviva più la pausa tra un blocco di 10 minuti e l’altro, e quindi mi sono trovato a correre per 15 minuti consecutivi!

Ancora una volta non credevo alle mie gambe. Potevo correre per 15 minuti di fila, poi mi riposavo camminando veloce per due minuti o tre minuti e poi riprendevo per altri 15 minuti. Il salto verso i 20 minuti continuativi è stato breve. Ecco che a questo punto potevo correre come segue:

  • 10 minuti di camminata veloce
  • 20 minuti di corsa
  • 2 minuti di camminata veloce
  • 20 minuti di corsa (siamo a 40 minuti!!!)
  • Camminata veloce per il resto dell’ora

La magia è avvenuta quando mi sono sentito così in forze da rinunciare alla pausa dopo i primi 20 minuti di corsa. Queste cose succedono da sole e non si devono programmare troppo. Un giorno stiamo correndo e ci accorgiamo che possiamo resistere ancora, senza grandi sforzi. Arrivato a 20 minuti ho deciso di continuare senza guardare troppo l’orologio. E così ho corso senza rendermene nemmeno conto quasi 30 minuti consecutivi (e il resto del tempo ho camminato veloce come sempre).

A questo punto ho smesso di giocare al gioco “unisci i minuti” e ho iniziato più semplicemente ad aggiungere minuti. Ogni volta, appena me la sentivo, correvo 5 minuti in più. Quindi sono passato da 30 a 35, da 35 a 40. Per un po’ di tempo ho continuato a correre sempre 40 minuti, dedicandomi a qualche scatto più veloce nel corso degli ultimi minuti… In breve sono arrivato a 50 minuti. A quel punto ho iniziato anche a occuparmi delle distanze.

Nel frattempo era arrivato l’inverno, io avevo ricevuto in regalo un tappeto per correre (sì, un tapis roulant – o treadmill) e quindi ho potuto verificare anche i progressi dal punto di vista delle distanze. E’ proprio sul tapis roulant, infatti, che ho potuto verificare i miei miglioramenti. All’inizio il tempo dedicato alla corsa era di 50 minuti o un’ora, nei quali arrivavo al massimo a percorrere 8Km. Di settimana in settimana sono riuscito ad aumentare il ritmo fino a correre in un’ora 10Km. Oggi sono al punto che i 10Km li faccio in 55 minuti.

Non è male, vero? E ho cominciato con la semplice camminata veloce poco più di un anno fa. La corsa, come ho detto già dal primo post del mio blog, è uno degli strumenti più efficaci a mia disposizione per ridare al mio sistema immunitario il giusto orientamento. Il mio sistema immunitario è disorientato. Perché la mia vita si è svolta senza assecondare le esigenze del mio corpo. Ad alcuni va bene. Ad altri no. A me la vita sedentaria, la pessima alimentazione, lo stress, il poco tempo dedicato a me stesso… hanno portato la sclerosi multipla. Con una sana alimentazione, un protocollo di integrazione completo, la corsa, la pulizia dell’intestino e la meditazione io sto tenendo sotto controllo da anni i sintomi di una malattia molto spesso gravemente invalidante.

Ogni caso è diverso, lo sappiamo bene. Ogni persona reagisce in maniera differente agli stimoli. Ma, dico io, perché non provarci? Noi che viviamo di formicolii e dolori ce ne accorgiamo subito se qualcosa ci fa bene. Dopo tre mesi di attività i miei formicolii erano talmente diminuiti che io ho potuto quantificare ESATTAMENTE quale fosse l’efficacia del metodo che stavo seguendo.

Che ne dite? Scarpe ai piedi. E andiamo tutti insieme alla Stramilano!

Ciao,
Marco di supersalute.com