Avanti così!

Anche oggi una piccola conferma. Servono anche a me, le conferme. Non si creda che io sia immune dalla necessità di un incoraggiamento. Anche io, con qualche periodicità, trovo indispensabile sentirmi dire BRAVO, BENE COSI’ oppure GRAZIE, QUELLO CHE SCRIVI MI AIUTA.

Oggi l’amministratore delegato dell’azienda che mi fornisce gli omega-3 con il famoso certificato IFOS mi ha chiamato per farmi qualche domanda sulla mia sclerosi multipla. A che punto sono, quali sono stati i sintomi iniziali, quale il decorso, chi mi segue, che integratori prendo, che benefici SENTO quando li prendo e quando non li prendo, come mangio, quali sono le attività che mi portano un maggiore e più evidente miglioramento, se sento differenze quando assumo l’integratore liquido di DHA rispetto a quando prendo i normali Omegor Vitality con EPA e DHA.
Così abbiamo parlato dei miei soliti argomenti del cuore, con l’obiettivo di aiutare qualcuno che, come me, si trova davanti al muro della sclerosi multipla pieno di dubbi, domande, timori.
Anche questa volta mi sono raccontato senza vergognarmi, spiegando bene i sintomi che avevo (tanti) e quelli che ho ancora (insignificanti).
E ho di nuovo provato quel piccolo gigantesco piacere nel sentire che quello che stavo raccontando non era solo chiacchiera o business o soddisfazione del mio ego. Stavo mettendo la mia storia nelle mani di un’altra persona che si trova oggi ad affrontare quello che io ho già passato 7 anni fa’. Senza alimentare false speranze. Senza misteri. Ma con una irrefrenabile voglia di travolgere d’entusiasmo chi si sta facendo sconvolgere dalla paura.

Se mi leggi, alza la testa. La parte più densa della tua vita comincia adesso.

Marco di supersalute.com

Tapis roulant e camminata veloce

Così succede che leggendo, commentando, condividendo, incaponendosi… qualcuno si incuriosisce, inizia a leggere qualche libro in più, sperimentare, chiedere al suo medico.

Oggi mi ha scritto Chiara, una ragazza molto giovane di cui ho già parlato. A lei, come a me, è stata diagnosticata la sclerosi multipla.

Chiara ha letto il mio blog, le è scattata la curiosità, ha comprato il libro della dottoressa Kousmine, ha parlato con il suo medico. I suoi genitori le hanno regalato il tapis roulant per Natale e adesso Chiara tutti i giorni si fa la sua camminata veloce in casa.

E’ partita da una situazione poco incoraggiante: si stancava presto, era sempre un po’ malata e il formicolio che aveva ai piedi non la incoraggiava a muoversi molto.

Adesso ogni giorno aggiunge qualche minuto in più alla sua camminata veloce casalinga. Il tapis roulant, inoltre, essendo per sua natura uno strumento ammortizzato, le rende più facile e regolare la camminata e quindi sente che si stanca di meno, benché la splendida macchina biologica del suo organismo sia comunque messa completamente in moto dall’attività fisica (questo per dire che se facciamo meno fatica, sul tapis roulant, non vuol dire che ci faccia meno bene!).

A mano a mano che procede, tra alimentazione Kousmine, protocollo di integrazione alimentare proposto dal suo immunologo e camminata veloce, si accorge che il suo stato di salute generale migliora e che la sensazione di cedimento della gamba si presenta sempre più tardi. Ma soprattutto si accorge che, anche quando la gamba arriva a non reggerla più, la sensazione di smarrimento che l’attanagliava un tempo adesso non la prende più con tutta l’angoscia del passato. Ora sa che ogni giorno sta migliorando. La sua e-mail si intitola “progressi” e la prima frase dice “sto davvero imparando a VOLERMI BENE”. Ha fiducia in sé stessa e nelle sue possibilità di miglioramento. Insomma, intravede qualcosa di più consistente di un sempice spiraglio: lei vede proprio con chiarezza la sua strada verso la salute.

Approfitto dell’e-mail di Chiara, che sta affrontando con grande entusiasmo e determinazione il suo percorso di miglioramento, per ringraziare lei e tutti quelli che, partendo dal mio blog, da qualche mio commento, dalla mia testimonianza pubblicata nel libro “Il circolo virtuoso del benessere“, mi hanno scritto o chiamato per raccontarmi che grazie a qualche mio spunto hanno approfondito, letto, chiesto chiarimenti al loro medico e che oggi, ciascuno in modo diverso ma tutti con lo stesso entusiasmo, stanno affrontando la vita in modo migliore.

I vostri successi, la vostra determinazione, il vostro straordinario esempio mi tornano indietro centuplicati. Ogni volta che qualcuno mi scrive o commenta il blog, io riprendo forza, rinnovo i propositi, mi sento più forte e determinato.

Quindi grazie a Chiara e grazie a tutti.
Insieme possiamo davvero supportarci per raggiungere i nostri obiettivi!

Marco di supersalute.com

La sclerosi multipla e i libri per la salute

Come ho scritto nel post che spiega come iniziare a correre (o meglio: che spiega come io ho potuto imparare a correre), una delle ultime persone che mi ha contattato per trovare un supporto morale nell’affrontare i suoi problemi con la sclerosi multipla è Chiara.

Abbiamo fatto una lunga chiacchierata telefonica e ho scoperto che i suoi dubbi sono simili ai miei stessi dubbi della prima volta che mi sono trovato davanti a un medico che mi diceva PER STARE BENE DEVI CORRERE.
E se cado? E se non mi reggono le gambe? Io non ho mai corso, come posso riuscirci? Ma perché mi fa bene?

Nel post che spiega come mi sono trovato a imparare a correre racconto tutto, dalla camminata veloce alla Stramilano. Ma quello che conta è la condivisione delle esperienze. Davanti alla prescrizione di un medico, a volte ci sentiamo un po’ smarriti. Il medico spesso non ha tempo di spiegarci i motivi della prescrizione. Lui sa che si tratta di cose che ci fanno bene e noi dobbiamo fidarci di lui.

Però non dobbiamo avere timore di chiedere. La nostra curiosità può essere la nostra salvezza. La domanda più sensata che io sia mai stato in grado di fare a un medico è: “mi consiglia un libro da leggere sull’argomento?” Tenendo infatti presente che il medico può dedicarmi solo pochi minuti di visita, gli ho chiesto di lasciare a me l’onere dell’approfondimento. E, in effetti, non sarebbe stato possibile spiegarmi, nel corso di una singola visita, l’intero contenuto del libro della Kousmime!

E’ così che ho scoperto i libri fondamentali per il mio miglioramento, che non mi stanco mai di elencare (li riporto qui su richiesta espicita di due differenti e-mail), come si trattasse di un decalogo per la buona salute:

Il mio processo di miglioramento è partito proprio grazie a questi testi, con i quali ho capito perché è importante mangiare biologico, perché è indispensabile l’integrazione, perché bisogna pulire l’intestino, qual è il motivo dell’efficacia della corsa per risolvere un numero incredibilmente alto di problemi di salute e, infine, qual è il valore della respirazione, del rilassamento e della meditazione per raggiungere un durevole stato di buona salute.

Quindi, ricordando a Chiara e a tutti quelli che mi scrivono che io non sono un medico, che non prescrivo nulla, che non posso nemmeno dare consigli di nessun tipo riguardanti la salute (non posso non solo perché è vietato ma anche perché non ne sono capace), l’unica cosa che mi sento in dovere di fare è quella di condividere la mia esperienza, specialmente quella di approfondimento culturale, che mi ha portato a capire le fondamenta. Per tutto il resto, poi, c’è il vostro medico.

Su le maniche, determinati e sorridenti: stiamo cambiando il corso della nostra vita!

Un caro saluto a tutti,
Marco di supersalute.com

Due anni di dubbi, due settimane d’ospedale

Tanto per far capire la differenza tra quello che mi e’ successo prima e quello che mi succede adesso, ti racconto come ho scoperto di avere la sclerosi multipla. La storia ha una morale, che ti dico fin da subito (abbi pazienza se ti do del tu, ma quando racconto faccende cosi’ intime non sono capace di fare convenevoli).

La Medicina si muove per tentativi. Una diagnosi azzeccata e’ frutto di cosi’ tante variabili da risultare a volte tanto probabile quanto una vincita al lotto. La morale quindi e’ questa: l’importante e’ cercare di non aver bisogno della Medicina. Scrivo la emme maiuscola per riferirmi a quella che si chiama abitualmente “medicina tradizionale”, fatta di ospedali, operazioni, cure a base di antibiotici, cortisone e cosi’ via… Sappi che “non aver bisogno della medicina” non e’ un proposito astratto: e’ una cosa che si puo’ fare davvero, basta decidere quali sono le priorita’ nella propria vita e mettere la propria vita tra queste. Inoltre “non aver bisogno della medicina” non significa ESCLUDERLA dalla propria esistenza. Significa non abusarne, capirla, sapere quando e’ il caso di utilizzarla e quando e’ possibile farne a meno.

La Medicina ci ha messo due anni per capire che il mio disturbo non era di origine circolatoria, nervosa o psicolgica. Camminando sentivo un fastidioso formicolio alle gambe, che a volte mi costringeva a fermarmi. Quando lo racconto mi sembra di parlare di un’altra persona. Dalla scrivania vedo il mio tapis roulant vicino alla tv e accanto alla porta ho lasciato (lo so, in disordine) le mie Asics Gel, abbandonate dopo la corsa di ieri sera al parco Forlanini (solo 40 minuti, va bene, ma avevo un appuntamento).

Il mio formicolio e’ stato analizzato con ecodoppler, esami ai nervi delle gambe (potenziali elettrici), chiacchierata con una psicologa… Visto che dal punto di vista fisico il formicolio non era giustificabile, si e’ appioppata la colpa alla mia povera psiche. Avevo iniziato a chiamare il mio disturbo “gambe molli“. Ecco, l’interpretazione era la seguente: visto che avevo deciso di sposarmi e che stavo per aprire una societa’ (una web agency) io me la facevo sotto, l’avvenire mi spaventava e le mie gambe interpretavano questo mio timore di procedere verso l’imminente futuro, rifiutandosi di muoversi.

Io ci ho provato a credere a questa diagnosi buttata li’ come estremo tentativo d’interpretazione… Hai presente il film IL PADRE DELLA SPOSA in cui Spencer Tracy fa un incubo nel quale, accompagnando la figlia all’altare, comincia a sprofondare nel pavimento della chiesa? Ecco, secondo loro io ero terrorizzato all’idea di sposarmi e quindi le mie gambe si ribellavano cercando di proteggermi da questo enrome “passo avanti”.

Durante il mio delizioso viaggio di nozze, una gamba ha ceduto. L’ho appoggiata alzandomi dal letto ma non l’ho sentita, e mi sono ritrovato per terra.

Dopo qualche settimana la situazione pero’ era migliorata, tanto che per un anno non ho fatto niente. Ma, a distanza di un anno da quegli episodi, il formicolio ha ripreso il suo lavorio. Mi ha reso insensibili due polpastrelli, si e’ esteso alla mano, all’avambraccio, al braccio, al petto… A questo punto il mio medico della mutua mi ha fatto fare una risonanza magnetica e il risultato (alcune macchie sulla ricopertura mielinica del midollo spinale e una nel cervello) lo ha finalmente convinto a spedirmi in ospedale.

Quando ti mandano cosi’ d’urgenza all’ospedale (sono entrato nel giro di un paio di giorni) pensi subito: ECCO, E’ FATTA, ME NE VADO, ADDIO A TUTTI, ACCIDENTI A ME PIACEVA VIVERE… Prima che venisse formulata la diagnosi (questa volta costruita con gli esami giusti e finalmente con piu’ chiarezza) ero convinto di avere un tumore al cervello e di essere li’ li’ per salutare il mondo (adesso so che nemmeno con un tumore al cervello si e’ costretti a morire, un tentativo per risolvere la situazione lo si può sempre fare). Mi sono messo in una disposizione d’animo cosi’ placida che quelle due settimane le ricordo in maniera confusa ma positiva. Io che lavoravo 12 ore al giorno, in ospedale ero costretto a non fare nulla per 24 ore. Per una settimana sono stato in camera da solo e sembrava un po’ di essere in villeggiatura. Ho letto tutto Anna Karenina di Tolstoj. E mi sono abituato a vivere senza niente. Da allora infatti non mi serve nulla, per campare, a parte il cibo della migliore qualita’, i miei integratori vitaminici e l’attivita’ sportiva. Per il resto posso fare a meno quasi di tutto (un buon libro non lo si nega a nessuno: e’ l’unico vero vizio che ho).

Insomma, dopo due anni di incertezze e due settimane di ospedale arrivo al momento della consegna della cartella clinica, dove leggo finalmente ben chiaro il nome del mio disturbo: sclerosi multipla.
Era stato difficile capire che si trattava di quello, perche’ i medici parlavano di “disturbo demielinizzante“, e nessuno di noi in famiglia capiva bene di che cosa si trattasse… Tornato a casa ho fatto ricerche su Google, ho letto informazioni dai siti delle principali associazioni italiane che sostengono la ricerca e l’assistenza ai malati di sclerosi multipla, ma non ero ancora certo che quel DISTURBO DEMIELINIZZANTE fosse proprio la stessa cosa. La cartella clinica, consegnata qualche girno dopo l’uscita dall’ospedale, ha chiarito bene la situazione.

Raccontando, mi tornano su (come avanzi di una digestione laboriosa) ricordi che non frequento spesso. Perche’ fanno parte di un’altra vita, apparentemente riguardano un’altra persona. Io adesso, quando non faccio il pigrone, corro 10 chilometri al giorno e mi sento meglio di quanto non sia stato negli ultimi 20 anni. Eppure ripercorrere le tappe del mio piccolo calvario mi e’ utile, una sorta di auto-psicoterapia. Mi serve a dare nuovamente il giusto peso alle cose che mi succedono oggi e a recuperare, nel caso l’avessi perso, lo stesso entusiasmo che ha accompagnato la scoperta della possibilita’ di un nuovo modo di vivere. Che trovo decisamente migliore.

Se la mia storia non ti ha annoiato e sei uno di quei venti lettori che hanno un parente, un collega o un amico nelle mie condizioni, o se tu stesso stai passando uno dei momenti bui che capitano nella vita di tutti, nei prossimi interventi ho intenzione di raccontati come ho conosciuto Fabrizio Duranti e come lui e’ riuscito a convincermi a cambiare vita, sfruttando la splendida occasione della malattia come propulsore per la mia apparentemente straordinaria rinascita. Dopo il calvario della malattia, la resurrezione. Non fare quella faccia, non sono blasfemo: calco un po’ la mano su un concetto che per me e’ alla base di tutto quello che mi e’ successo. Anche nel sito che ho creato( www.supersalute.com ) questo concetto presto sara’ raccontato in un articolo che recensisce un libro molto importante sull’argomento. La malattia e’ stata la piu’ grande occasione della mia vita. Il mio corpo (che sono sempre io!) mi ha mandato un segnale forte e chiaro.
E io ho deciso di ascoltarlo.

Marco Morello
di superSalute.com

Sclerosi multipla? Io la combatto correndo.

Non credere che io la faccia troppo facile. Il punto e’ questo: nel 2001 mi hanno diagnosticato la sclerosi multipla e nel 2006 ho corso la mia prima Stramilano. Visto che l’ho fatto sulle mie gambe, io questa storia la voglio raccontare. E’ la mia. E io la scrivo qui sul mio blog. L’idea e’ questa: magari la mia storia puo’ servire a qualcun altro.
Fosse anche uno solo, a me basta.

Cosi’ se tu che leggi hai qualche amico, parente, conoscente che soffre di sclerosi multipla, puoi dirgli: SAI CHE SUI BLOG DI SUPERSALUTE.COM C’E’ UN MATTO CHE DICE DI CURARSI LA SCLEROSI MULTIPLA CORRENDO E MANGIANDO FRUTTA? Ti diranno che su Internet si trovano milioni di idioti che scrivono miliardi di idiozie. Io pero’ ci provo. Non si sa mai che a qualcuno venga il dubbio che non sto dicendo fesserie. Del resto la mia storia e’ ben documentata, ho le risonanze magnetiche, i referti… il tutto reso pubblico con un mio intervento nel libro del medico che mi segue.

Sia chiaro: non ho fatto niente di testa mia, se non decidere che volevo stare meglio. Sono seguito da un medico, Fabrizio Duranti, che mi ha aiutato a raggiungere il punto in cui mi trovo. E’ molto in alto dove mi trovo adesso. Da qui si gode di uno splendido panorama. Vedo le persone che amo senza un velo di preoccupazione per me e per il mio futuro, vedo il lavoro che va meglio e la mia famiglia che cresce (siamo incinti, a ottobre ci nasce una figlia). Rispetto al punto dal quale sono partito, qui sopra si respira tutta un’altra aria.

Prima della malattia pensavo solo al lavoro, mangiavo male, vivevo male… Adesso penso molto a me stesso, vivo bene, ho trasformato questa mia nuova passione per la salute in un progetto web (www.supersalute.com) e sto sempre meglio.

Tutto questo seguendo indicazioni di indiscutibile buon senso. Mangio molta piu’ frutta e molta piu’ verdura e in generale mangio meglio, seguendo le indicazioni del mio medico (si trovano anche nel suo ultimo libro: Il circolo virtuoso del benessere), attento a tenere sotto controllo la risposta glicemica del mio organismo tramite quello che mangio (ho anche preso la macchina del pane per fare il pane in casa). Sotto controllo medico ho iniziato a prendere integratori vitaminici, mi sono dedicato alla pulizia dell’intestino con l’idrocolon terapia e poi ho iniziato a correre. Sono arrivato a correre 10 km al giorno. Mica male per uno che quasi non riusciva piu’ a scendere le scale!

In questo blog, per chi ha voglia, ho deciso di raccontare proprio questa storia. Cinque anni con la sclerosi multipla, assistendo di mese in mese, di anno in anno al suo affievolimento, fino quasi a non sentire piu’ la sua subdola influenza. E’ vero che molto di quello che dico e’ spiegato meglio nei libri e nei consigli del medico che mi ha seguito (presto si potra’ trovare tutto sul mio sito) ma e’ anche vero che qui, trovandomi lontano dal mio sito e concedendomi il lusso della leggerezza, posso permettermi di dire tutto tutto tutto… Anche di parlare di quelle faccende che in un sito professionale stonano o rischiano di compromettere il progetto di business.

Se nello sterminato numero di lettori di deejay.it ci fosse anche solo una persona che potra’ trarre beneficio da quel che racconto, allora ho fatto goal, ho vinto anche io il mondiale. E non me ne voglia il Supremo Maestro di Cerimonia Linus se sono un partigiano sfegatato del mio stile di vita. Io con questo stile ci sto combattendo un disturbo niente male, e per adesso sono io quello che ha avuto la meglio.

Chi decide di seguire il mio blog si accorgera’ che quel che ho da dire non serve solo a quelli che hanno la sclerosi a placche. E’ utile a tutti. Serve a stare bene, a stare sempre meglio. A passare l’inverno senza piu’ prendere l’influenza o ammalandosi solo in forma lieve. E non si tratta di vaccinarsi o di ingurgitare tonnellate di medicine. Si tratta di cambiare atteggiamento e capire che noi e il nostro corpo possiamo avere una splendida e lunga vita insieme, piena di soddisfazioni.

Basta volerlo.

Marco Morello
di superSalute