Claudio Tozzi, il metodo BIIO e l’estate

Claudio Tozzi

Claudio Tozzi

Per molte persone l’estate è una sorta di punto d’arrivo: iniziano a preoccuparsi del proprio aspetto fisico in primavera, sperando di riuscire a essere in forma entro agosto, per la famigerata “prova costume”.

Per altri, al contrario, l’estate diventa una sorta di punto di partenza. Avendo più tempo da dedicare a se stessi, con il ritmo di lavoro che prima rallenta e poi viene sostituito dalle vacanze, sono in molti a intraprendere nuove iniziative rivolte al benessere personale proprio nel periodo estivo.

Per chi ha deciso che da questa estate vuole iniziare a dedicare maggiore attenzione alla bellezza e alla salute del proprio corpo, supersalute.com ha una piacevole sorpresa: Claudio Tozzi.

Il guru del natural body building in Italia, ideatore del metodo BIIOSystem®, sarà l’esperto dell’estate su supersalute.com. Nei mesi di luglio e agosto potrete inviargli domande sul mondo che gli sta più a cuore, ovvero quello del body building senza sostanza dopanti, il cosiddetto “natural”.

Abbiamo pubblicato la sezione nel weekend e già fioccano le domande. Chi ha curiosità da soddisfare può scrivergli a caludiotozzi@supersalute.com.

Le domande più rilevanti riceveranno una risposta pubblica su supersalute.com, nella pagina dedicata a Claudio Tozzi.

Marco Morello di supersalute.com

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ellesse – storia di un mito del made in Italy

POST A RETI UNIFICATE. Trovi questo articolo sui blog:
supersalute, myperugia e running.

Maratona di New York?

Maratona di New York?

Perugia, 16 settembre 2008

La famiglia Morello al completo (figlia di 21 mesi inclusa – vedi foto qui accanto) ha partecipato alla realizzazione di un progetto entusiasmante: la presentazione di un libro, scritto da Gianfranco Ricci, dedicato ai alla storia della ELLESSE, storico marchio perugino dell’abbigliamento sportivo, creato alla fine degli anni ’50 da Leonardo Servadio.

Tra il coordinamento e lo svolgimento di varie attività, online e offline, siamo stati catapultati nel periodo d’oro dello sport italiano e internazionale, rivivendo grazie al fondatore della ELLESSE i momenti più intensi della storia dello sport e del costume degli ultimi 50 anni.

Copertina del libro

Copertina del libro

Ho avuto così tra le mani la bozza in PDF e poi una delle prime copie stampate del volume che è stato presentato oggi in anteprima nazionale e devo ammettere che si tratta di un bel colpo al cuore.
Per chi ha più di trent’anni e ha vissuto gli anni ’70 e ’80 con quel simbolo cucito sul petto, il libro è una fonte inesauribile di emozioni, notizie e personaggi.

E non vi dico che ondata di emozioni abbiano scatenato anche i due giorni di festa organizzati per la presentazione. Tra la cena di ieri sera e la giornata di oggi, ho visto passare davanti ai miei occhi, ho sentito parlare, ho stretto la mano ai personaggi che hanno fatto in prima persona la storia dello sport internazionale.

Massimo De Luca

Massimo De Luca

Se siete curiosi e volete conoscere i nomi dei partecipanti, tornate tra qualche giorno sul sito leonardoservadio.it, dove, nella sezione PRESS, verrà pubblicato il comunicato stampa relativo alla giornata di oggi. Tanto per darvi un’idea, tra i tanti giornalisti sportivi c’erano Massimo De Luca (direttore di RAI Sport – vedi foto) e Giampiero Galeazzi. Gli sportivi erano tantissimi, tra cui tre sciatori della Valanga Azzurra, la bellissima tennista Virginia Ruzici e l’incredibile Ion Tiriac, arrivato dalla Romania con il suo aereo privato.

Tutti hanno avuto parole profonde, sincere, commosse e commoventi per Leonardo Servadio.

De Luca, Cucinelli e Giuliana Paoletti

De Luca, Cucinelli e Giuliana Paoletti

Più che una presentazione ufficiale, sembrava una rimpatriata tra compagni di scuola, con Giuliana Paoletti (proprietaria dell’agenzia di relazioni pubbliche Image Building che ha seguito l’ufficio stampa nazionale) che oggi come allora conosceva tutti, abbracciava tutti, confermando un clima di serenità e di splendido affiatamento che io stesso ho sperimentato raramente negli ambienti di lavoro che ho frequentato. Tutto ciò a testimonianza che l’esperienza di Leonardo Servadio e della sua ELLESSE, oltre che sulle scelte imprenditoriali innovative e forti si è basata, come ha detto bene Massimo De Luca nel suo intervento, su una realtà imprenditoriale resa unica e forte da una caratteristica ricevuta in dote da Leonardo: l’anima.

Se la festa, per chi c’era, è stata un tripudio di emozioni, il libro “ellesse – storia di un mito del made in Italy raccontata dai suoi protagonisti” (scritto da Gianfranco Ricci per Guerra Edizioni) è una vera full immersion nelle immagini e nella vita di quei tempi: i grandi atleti e i divi dell’epoca, il racconto delle persone che hanno lavorato all’interno dell’azienda, le considerazioni di personaggi di rilievo dei giorni nostri che, nelle prefazioni, hanno dato una lettura profonda e appassionata del lavoro e della persona di Leonardo Servadio.

Un volume di quelli che si possono definire DA COLLEZIONE, che ha una marcia in più nel suo approccio etico. I benefici delle vendite verranno infatti devoluti a due Onlus (Medici Senza Frontiere e Conoscere per Vincere) a testimonianza del fatto che Leonardo Servadio ha ancora un cuore grande così, proprio come se lo ricordano i suoi collaboratori di allora.

Per chi vuole saperne di più sul libro e sull’evento di presentazione, l’INSTANT WEBSITE pubblicato in poche ore in occasione del lancio contiene tutte le informazioni necessarie. Nella sezione PRESS si trova anche un link alle foto utilizzate per il libro. Per gli appassionati di tennis, sci e running (ma anche di calcio, visto che nel 1982 abbiamo vinto i mondiale e il marchio ELLESSE sembrava essere dappertutto) si tratta di una bella galleria di immagini, un pezzo di storia dello sport e del costume italiano e internazionale. Nei prossimi giorni, inoltre, pubblicherò sempre qui e sul sito alcune delle foto più belle dell’incontro di oggi.

L’indirizzo del sito e’ www.leonardoservadio.it.

Colgo l’occasione di questo mio intervento per ringraziare personalmente Leonardo Servadio e sua moglie Marilena per avermi dato l’opportunità di partecipare, seppur con un minuscolo contributo, al successo di questa iniziativa. Con il loro instancabile lavoro (e quello delle persone che li hanno aiutati con entusiasmo e professionalità) hanno dato vita a una festa meravigliosa e hanno realizzato un progetto che va molto oltre la pubblicazione di un libro: hanno dato nuova vita a un sogno.

Marco Morello di supersalute.com

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NOTA IMPORTANTE

Il libro, i benefici delle cui vendite saranno devoluti a due Onlus così come indicato nel testo, è in vendita anche su supersalute.com, nella sezione libri. Gli appassionati dell’abbigliamento vintage saranno entusiasti del volume tanto quanto gli amanti del marchio ELLESSE.

Wii Fit Nintendo: specchio dei tempi? Però indispensabile!

Nintendo Wii Fit

Nintendo Wii Fit

Un commento sulla Wii Fit mi ha fatto pensare per almeno una decina di secondi a dove siamo arrivati.

Sottintendo nella breve locuzione di tre parole (dove siamo arrivati) una montagna di considerazoini alte e basse su società, consumismo, individualismo, pericoli, pedofilia, educazione sportiva… Dopo i primi 10 secondi ho smesso di pensare a queste cose e, appena arrivata in casa la Wii Fit, ho subito iniziato a pensarne altre.

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Obesità infantile e videogames (vale per tutti, tranne che per la Wii!)

Una campagna di prevenzione sull’obesità infantile a cura dell’Ospedale San Raffaele:

A quelli del San Raffaele dobbiamo ricordare, però, che con la Wii di Nintendo le cose cambiano drasticamente: mio nipote si sveglia alle 7 del mattino e di buon grado – cosa mai vista – per allenarsi con la Wii Fit prima di andare a scuola. Ma questa è una storia che raccontiamo meglio un’altra volta.
Nel video qui sopra, invece, un monito efficace per tutti i videogiocatori da poltrona.

Marco di supersalute.com

Come iniziare a correre

Articolo del 2008
(pubblicato per la prima volta alle 17:57 del 5 gennaio 2008)

Dal sito supersalute.com, dai miei blog, dalle mie e-mail agli amici, dal mio contributo pubblicato nel libro Il circolo virtuoso del benessere del Dottor Duranti… Da questi e da altri luoghi della rete e della vita reale mi arriva spesso la domanda: “Ma come sei riuscito a correre?” “Ma è vero che non riuscivi a scendere le scale e adesso fai la Stramilano?”

Ragazzi, è vero. Ma non sono un eroe. Ho cominciato, come tutti, un po’ alla volta. Piano piano. Perdendo fiducia, riacquistandola. Impigrendomi, riattivandomi. Ogni volta con l’idea di non poter fare meglio di così, trovandomi invece, di volta in volta, a un punto sempre più avanzato.

Per le persone che mi hanno chiesto come ho fatto (l’ultima è Chiara, che si trova in una situazione simile alla mia – ovvero ha la sclerosi multipla), ecco di seguito il metodo per iniziare a correre che ho utilizzato io.

Si possono leggere libri sull’argomento. Si può anche chiedere il supporto di un preparatore atletico. Io ho trovato molto efficaci le indicazioni di Daniela, che aveva imparato a correre da un’insegnante di atletica. Con quelle indicazioni sono riuscito a raggiungere un’ora di corsa continuativa, nella quale copro la distanza di 10Km.

Istruzioni per imparare a correre

Le scarpe da running – Per prima cosa, davvero prima primissima e non si può sgarrare, per iniziare a correre bisogna avere le scarpe giuste. Il resto dell’abbigliamento è un utilissimo optional, ma le scarpe da running sono indispensabili.

Andate in un posto dove potete parlare con qualcuno, dove ci sia ancora un negoziante che non cerca di rifilarvi il fondo di magazzino ma sia in grado di capire le vostre esigenze e di creare un buon rapporto. Se siete a Milano ditemelo in un commento, così vi dico dove si può andare (io mi sono trovato benissimo. Ora che vivo a Perugia le scarpe le compro comunque lì, perché solo lui ha i modelli più adatti e mi sa consigliare come si deve).

Le scarpe da tennis, quelle per camminare, le generiche “scarpe da ginnastica” quindi non vanno bene. Vi troverete in poco tempo con dolori per tutto il corpo, se non addirittura con una caviglia slogata. Quindi, chi vuole correre CORRA a regalarsi un bel paio di scarpe da running. Le mie sono delle ASICS.

La camminata veloce – Prima di iniziare correre, come mi aveva consigliato il Dottor Duranti avevo iniziato a praticare la “camminata veloce“. Avevo iniziato camminando pochi minuti e nel giro di una settimana ero arrivato a camminare tutti i giorni mezz’ora. Dopo una seconda settimana di camminate veloci di 40 minuti ero passato direttamente a una camminata veloce di un’ora.

La camminata veloce è quel tipo di camminata continua a passo svelto che ti porta a sudare un po’. Non si tratta certo di una tranquilla passeggiata in centro guardando le vetrine, anche se io mi sono trovato a fare camminate veloci ovunque, persino intorno all’isolato di casa mia, lungo il marciapiedi.

Il metodo per correre – Dopo un paio di mesi di camminata veloce, viene quasi naturale provare il desiderio di andare oltre e si desidera trovare il modo più efficace per allenarsi a correre. Prima di rivolgermi alla mia “maestra” Daniela, avevo già provato a correre da solo, rischiando un infarto. Correvo, infatti, come se stessi per perdere l’autobus. Da fermo partivo al massimo delle mie capacità e dopo nemmeno 30 secondi avevo il cuore in gola, ero completamente rosso, mi sentivo quasi morire. Mi trovavo inoltre a correre a Milano. E non avevo pensato che per farlo da principiante fosse necessario individuare un posto dove correre senza dover attraversare la strada, cosa che rende difficile mantenere il ritmo. Quando ho spiegato questa cosa a Daniela, lei mi ha amichevolmente apostrofato con un “Ma sei matto?”
Ed ecco come mi ha consigliato di procedere.

Corsa lenta – Il primo consiglio di Daniela è stato quello di correre lentamente. “Correre piano” sembra un controsenso. Eppure è possibile. Si tratta di un passo di corsa fatto al minimo dello sforzo. Il passo di corsa differisce dalla camminata per l’assetto del corpo e per il fatto che c’è un momento in cui entrambi i piedi sono staccati da terra. L’obiettivo della “corsa lenta” è quindi quello di portare il nostro corpo nell’assetto da corsa (che è diverso da quello della camminata) senza però forzare l’andatura. Quindi all’inizio delle nostre prove l’obiettivo è quello di impostare il nostro assetto da corsa, correndo molto lentamente. Ci si accorgerà che la corsa lenta in alcuni casi è meno difficile della camminata veloce (quando si cammina molto velocemente) perché l’assetto della corsa ci consente movimenti più elastici e un utilizzo migliore della nostra struttura muscolo-scheletrica.

La corsa lenta è quindi il metodo che ci consentirà di entrare nel mondo della corsa senza grandi sforzi. [ continua dopo l’interruzione pubblicitaria ]

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Correre un minuto per volta – La seconda INDISPENSABILE indicazione è stata quella di correre SOLTANTO UN MINUTO. Mi ha detto: “cavolo, Marco, un minuto, uno solo, riuscirai a farlo, correndo lentissimamente”.

Che cosa sarà mai un minuto? Eppure io nei primi giorni facevo comunque fatica. In effetti la mia corsa non era ancora abbastanza lenta. Ma dopo un paio di giorni di prove ho capito che era possibile correre pianissimo e resistere per un intero minuto.

A questo punto la tabella di Daniela prevedeva che io, dopo aver corso un minuto, facessi un minuto di “pausa” senza mai fermarmi ma continuando a camminare velocemente per un altro minuto, per poi ripartire con la mia corsa lenta e resistere ancora per un minuto.

Quindi lo schema generale di questo primo blocco di allenamenti era questo:

  • Camminata veloce di 20 minuti
  • Corsa lentissima di un minuto
  • Camminata veloce di un minuto
  • Corsa lentissima di un minuto
  • Camminata lenta fino allo scadere dell’ora di allenamento

Dovevo quindi correre SOLO DUE MINUTI all’interno di un’ora. Devo ammettere che, benché possa sembrare facile, all’inizio io correvo per un minuto e poi il recupero lo facevo durare due o tre minuti, perché, per quanto fosse lenta, quella corsa mi affaticava molto.

Ogni volta che andavo a correre, aggiungevo un minuto di corsa. Nel tempo sono riuscito a ridurre i minuti di pausa tra una corsa e l’altra. Quindi sono arrivato a correre 5 minuti nell’arco di un’ora, con lo schema che segue:

  • 20 minuti di camminata veloce
  • 1 minuto di corsa
  • 1 minuto di camminata veloce
  • 1 minuto di corsa (siamo a 2)
  • 1 minuto di camminata veloce
  • 1 minuto di corsa (siamo a 3)
  • 1 minuto di camminata veloce
  • 1 minuto di corsa (siamo a 4)
  • 1 minuto di camminata veloce
  • 1 minuto di corsa (siamo a 5)
  • 1 minuto di camminata veloce
  • Camminata veloce fino allo scadere dell’ora

A questo punto “il gioco” consiste nell’unire i minuti. Ovvero provare a correre per due minuti di seguito, con un minuto di pausa e così via. Anche in questo caso devo ammettere che – in deroga alle indicazioni della severissima maestra – tra un blocco di corsa e l’altro facevo trascorrere più di un minuto di camminata (a volte anche tre). Ma dopo pochi giorni arrivavo a rispettare loschema.

Ecco quindi che mi trovo a procedere come segue:

  • 20 minuti di camminata veloce
  • 2 minuti di corsa
  • 1 minuto di camminata veloce
  • 2 minuti di corsa (siamo a 4)
  • 1 minuto di camminata veloce
  • 2 minuti di corsa (siamo a 6)
  • 1 minuto di camminata veloce

In questo modo sono andato avanti di giorno in giorno aggiungendo minuti fino a correrne 10 in tutto. E a questo punto ho unito i minuti per formare blocchi da 5 minuti di corsa. E questo è diventato lo schema:

  • 20 minuti di camminata veloce
  • 5 minuti di corsa
  • 1 minuto di camminata veloce
  • 5 minuti di corsa (siamo a 10)
  • 1 minuto di camminata veloce
  • 5 minuti di corsa (siamo a 15!)
  • Camminata veloce fino allo scadere dell’ora

Sono andato avanti così fino ad alternare la corsa di 5 minuti alla volta per un totale di 30 minuti complessivi. A questo punto ho unito i minuti creando dei blocchi da 10. Credevo che fosse impossibile, per me, correre per 10 minuti di fila. Invece la mia mente mi frenava più di quanto il mio corpo non volesse. Infatti nel giro di poche sessioni di corsa mi sono accorto che non mi serviva più la pausa tra un blocco di 10 minuti e l’altro, e quindi mi sono trovato a correre per 15 minuti consecutivi!

Ancora una volta non credevo alle mie gambe. Potevo correre per 15 minuti di fila, poi mi riposavo camminando veloce per due minuti o tre minuti e poi riprendevo per altri 15 minuti. Il salto verso i 20 minuti continuativi è stato breve. Ecco che a questo punto potevo correre come segue:

  • 10 minuti di camminata veloce
  • 20 minuti di corsa
  • 2 minuti di camminata veloce
  • 20 minuti di corsa (siamo a 40 minuti!!!)
  • Camminata veloce per il resto dell’ora

La magia è avvenuta quando mi sono sentito così in forze da rinunciare alla pausa dopo i primi 20 minuti di corsa. Queste cose succedono da sole e non si devono programmare troppo. Un giorno stiamo correndo e ci accorgiamo che possiamo resistere ancora, senza grandi sforzi. Arrivato a 20 minuti ho deciso di continuare senza guardare troppo l’orologio. E così ho corso senza rendermene nemmeno conto quasi 30 minuti consecutivi (e il resto del tempo ho camminato veloce come sempre).

A questo punto ho smesso di giocare al gioco “unisci i minuti” e ho iniziato più semplicemente ad aggiungere minuti. Ogni volta, appena me la sentivo, correvo 5 minuti in più. Quindi sono passato da 30 a 35, da 35 a 40. Per un po’ di tempo ho continuato a correre sempre 40 minuti, dedicandomi a qualche scatto più veloce nel corso degli ultimi minuti… In breve sono arrivato a 50 minuti. A quel punto ho iniziato anche a occuparmi delle distanze.

Nel frattempo era arrivato l’inverno, io avevo ricevuto in regalo un tappeto per correre (sì, un tapis roulant – o treadmill) e quindi ho potuto verificare anche i progressi dal punto di vista delle distanze. E’ proprio sul tapis roulant, infatti, che ho potuto verificare i miei miglioramenti. All’inizio il tempo dedicato alla corsa era di 50 minuti o un’ora, nei quali arrivavo al massimo a percorrere 8Km. Di settimana in settimana sono riuscito ad aumentare il ritmo fino a correre in un’ora 10Km. Oggi sono al punto che i 10Km li faccio in 55 minuti.

Non è male, vero? E ho cominciato con la semplice camminata veloce poco più di un anno fa. La corsa, come ho detto già dal primo post del mio blog, è uno degli strumenti più efficaci a mia disposizione per ridare al mio sistema immunitario il giusto orientamento. Il mio sistema immunitario è disorientato. Perché la mia vita si è svolta senza assecondare le esigenze del mio corpo. Ad alcuni va bene. Ad altri no. A me la vita sedentaria, la pessima alimentazione, lo stress, il poco tempo dedicato a me stesso… hanno portato la sclerosi multipla. Con una sana alimentazione, un protocollo di integrazione completo, la corsa, la pulizia dell’intestino e la meditazione io sto tenendo sotto controllo da anni i sintomi di una malattia molto spesso gravemente invalidante.

Ogni caso è diverso, lo sappiamo bene. Ogni persona reagisce in maniera differente agli stimoli. Ma, dico io, perché non provarci? Noi che viviamo di formicolii e dolori ce ne accorgiamo subito se qualcosa ci fa bene. Dopo tre mesi di attività i miei formicolii erano talmente diminuiti che io ho potuto quantificare ESATTAMENTE quale fosse l’efficacia del metodo che stavo seguendo.

Che ne dite? Scarpe ai piedi. E andiamo tutti insieme alla Stramilano!

Ciao,
Marco di supersalute.com

Pilates

Della serie: "quando la famiglia ti aiuta a crescere". Grazie a mia sorella sto iniziando a capire che cos’è il Pilates che tanto fa impazzire ballerine, atleti e divi di Hollywood. Trattandosi di una disciplina di gran moda, da bravo snob l’ho sempre sottovalutata. Anzi, letteralmente snobbata.

Ragazzi, ecco la pubblica ammissione. Ho sbagliato. Con la sua santa pazienza mia sorella mi ha spiegato alcune nozioni di base e poi, cosa fondamentale, mi ha dato da leggere qualche libro. Dopo la lettura tornerò qui a dirvi quali sono i libri migliori. Per adesso accontentatevi della prima infarinatura.

A partire dalla Prima Guerra Mondiale il signor Joseph Hubertus Pilates (per ragioni che approfondirete su wikipedia) inizia a mettere a punto un articolato, semplice e completo sistema per potenziare la muscolatura in modo armonico, con l’obiettivo di coniugare e far collaborare le energie del corpo e della mente, non solo per migliorare il proprio stato fisico ma anche quello mentale, con il fine di ottenere un equilibrio psicofisico completo.

Mutuando tecniche tipiche dello yoga e integrandole con altri strumenti più "occidentali," J.H.Pilates crea un metodo di potenziamento dell’energia fisica che colpirà subito gli esperti del mondo della danza, tanto che il metodo diventa la base dell’allenamento quotidiano di gran parte dei ballerini dall’inizio del secolo ai giorni nostri.

Posto che il mondo della danza è stato il primo a scoprire J. H. Pilates e che il mondo della fisioterapia e della riabilitazione hanno seguito a ruota questa scoperta, il "metodo Pilates" ha caratteristiche tali da poter essere considerato di enorme importanza per la preparazione in moltissime discipline atletiche.

Indovinate un po’ perché mi interessa? Nell’aprile 2008 il team supersalute.com che cosa farà? Su su, dieci secondi, nove, otto, sette… MEEEP: esatto! La Stramilano.

Chiaramente la prima cosa che ho chiesto a mia sorella è stato: MA QUANTO TEMPO DEVO DEDICARE A ‘STA COSA PERCHE’ DAVVERO MI PORTI A QUALCHE RISULTATO? La risposta è stata la leva più convincente. Bastano 15 minuti al giorno.

All’inizio l’assimilazione degli esercizi potrà anche richiedere 40 minuti al giorno. Ma una volta appreso il meccanismo, saranno sufficienti 15 minuti al giorno per raggiungere risultati davvero interessanti.

Oltre all’allenamento invernale sul tapis roulant, oltre ai nuovi esperimenti con le onde theta, oltre all’integrazione durante la corsa con l’acqua di cocco, che cosa posso fare per trasformarmi nel runner dei miei sogni? Come posso eliminare quel dolorino che ancora adesso mi sbuca al lato del ginocchio verso i 50 minuti di corsa?

La risposta che mi sono dato – che mi ha dato mia sorella – e’: PILATES.

Seguitemi. Corretemi dietro. Qualcosa di buono di certo ne uscirà!

Ciao,
Marco di supersalute.com

Matteo, 44’59”

Tanto per spiegarvi che il Magggico Team superSalute (trio podistico-entusiastico) non scherza mica, annoto al volo qualche informazione sul MITICO Matteo.

Zitto zitto, senza far troppo casino, Matteo s’è fatto i 7Km della "Legnano Night Run" in 32′ 08" e i 10Km della "DJ Ten" in 44 minuti e 59 secondi. Capito? Vuol dire correre un chilometro a 4’30" e resistere cosi’ per ben 10Km.

Matteo, mi raccomando, adesso che cerchi casa (qualcuno ha una casa a Milano per Matteo? Presto, gliela venda subito così non perde tempo e riprende a correre!) e che hai cambiato lavoro, non lasciar perdere gli allenamenti. Puntiamo tutto su di te, perché io ed Elena, ok, siamo gente di buona volontà, lei ha fatto anche la maratona, ma quella velocità lì ce la scordiamo (oddio, Elena, non è invece che anche tu sei diventata un fulmine?).

Chi vuole unirsi a noi e ha bisogno di sostegno per gli allenamenti, non esiti a scriverci (basta un commento su questo blog per innescare il circolo virtuoso della comunicazione). E se volete davvero davvero davvero fare un salto di qualità e vivere l’esperienza di un personal coach distribuito, in puro stile web 2.0, potreste benissimo iscrivervi a twitter e mettere tra i vostri amici/link/following l’utente "supersalute", che sono io. Così vi avviso quando vado a correre e poi anche voi mi informate dei vostri risultati e poi ci teniamo tutti in contatto stimolandoci a vicenda anche quando c’è un freddo cane e non avremmo voglia di mettere il naso fuori casa (io me la sono presa comoda con il tapis roulant, ma se qualcuno mi trascina fuori casa, capace che mi faccio convincere). Questo twitter può sembrare, di primo acchito, una stupidaggine. Ma il solo fatto che mi arrivi sul cellulare il messaggio di qualcuno che mi dice: oggi corsetta di 50 minuti a 5’30" magari mi mette il pepe al… naso e anche se non avevo voglia di fare nemmeno una passeggiatina, può essere che per orgoglio decida di infilare le scarpette per poter rispondere a mia volta oggi corsetta di 10Km in 55′.

Ciao a tutti,
Marco di supersalute.com