Coenzima Q10

Coenzima Q10

Coenzima Q10 Solgar

Tra gli antiossidanti, il coenzima Q10 è forse il più famoso. Nelle pubblicità dei cosmetici viene utilizzato come richiamo per attirare l’attenzione sui prodotti dedicati alla salute e alla bellezza della pelle e dei capelli. La sua capacità di proteggere dai radicali liberi ogni tessuto del nostro organismo, infatti, ne fa un potente strumento contro l’invecchiamento delle cellule.

Noto anche come Ubichinone (perché ubiquitario nei sistemi biologici – ovvero si trova in ogni comparto del nostro organismo) il Coenzima Q10, al di là dei richiami pubblicitari su tematiche secondarie, ha una valenza accertata da numerosissimi studi come protettivo per il sistema cardiocircolatorio, specialmente per il trattamento delle disfunzioni cardiache. Altri studi ne attestano l’importanza per il trattamento del cancro al seno, per l’emicrania (vedi qui) e come integratore utile al cervello, un aiuto per prevenire le malattie neurodegenerative come il morbo di Parkinson.

Persone con problemi cardiovascolari o che soffrono di ipertensione hanno una carenza statisticamente accertata di Coenzima Q10.  E’ quindi ragionevole per loro cercare di integrare la propria alimentazione con un integratore di Q10.

Ho scritto questo articolo per aiutare a scegliere chi, nella selva degli integratori, non sa quale sia il più adatto. Come sapete io ho fondato e gestisco un sito che vende integratori alimentari e nel tempo ho conosciuto, studiato, provato e quindi selezionato i prodotti migliori. Nella scelta non mi sono basato solo sulle mie impressioni personali (gli effetti su di me dei singoli prodotti testati). Ho anzi preferito chiedere l’opinione a chi ha comprato quei prodotti, a chi ne studia le formulazioni per creare le migliori soluzioni in laboratorio… Ho poi basato molta della mia conoscenza sul consiglio dei medici che mi hanno aiutato a conoscere meglio i prodotti e a capire i meccanismi biochimici che ne determinano l’efficacia.

E’ così che ho capito come la tecnologia Nutri-Nano di Solgar rende possibile assumere alcuni integratori senza doversi preoccupare della relazione con gli alimenti che stiamo mangiando.

Il Coenzima Q10, per esempio, è fortemente lipofilo, ovvero ha bisogno che nel momento in cui lo assumiamo ci siano anche dei grassi nella digestione, per veicolarne l’assorbimento. La tecnologia Nutri-Nano di Solgar, invece, consente di assumere l’integratore con un bicchier d’acqua anche lontano dai pasti o nel corso di pasti senza presenza di grassi.

Lipoic CoQuTen SolgarLa tecnologia Nutri-Nano brevettata da Solgar rende i prodotti maggiormente biodisponibili rinchiudendoli in “micelle” che vengono rilasciate a livello intestinale dove portano tutto il potere dell’antiossidante superando senza problemi la fase digestiva.

In questo modo, per esempio, la biodisponibilità del CoQuTen risulta triplicata. Agendo direttamente a livello intestinale, inoltre, si superano i problemi che alcuni di questi integratori possono dare a chi ha problemi con la digestione.

Chi vuole saperne di più sul Coenzima Q10 Solgar e sulla tecnologia Nutri-Nano può leggere la scheda del CoQuTen.

La stessa tecnologia è applicata a un altro prodotto, ricco di Coenzima Q10 che viene associato all’Acido Alfa Lipoico per un effetto antiossidante ancora più accentuato e pervasivo: il Lipoic-CoQuTen.

Marco Morello di supersalute.com

Il cardo mariano

Cardo Mariano

Cardo Mariano (fonte: Wikipedia.org)

Wikipedia – L’enciclopedia libera, in una scheda molto completa dedicata al Cardo Mariano, sintetizza perfettamente le proprietà officinali della pianta: “Dagli acheni del cardo mariano si estrae la silimarina, una miscela di flavonolignani (silibina, silidianina, isosilibina e silicristina) noti per le proprietà depurative e protettive sul fegato. Il cardo mariano viene utilizzato in tutte le epatopatie (alcoliche, tossico-metaboliche, iatrogene e croniche) in cui sia rilevato un danno anatomo-funzionale, dato che effettua un’azione rigeneratrice nei confronti della cellula epatica e rende più resistente la cellula nei confronti degli agenti epatotossici.” (cit. Wikipedia.org, pagina dedicata al “Silybum marianum“).
 

Il cardo mariano in TV

Venerdì 21 gennaio, sul canale televisivo La 7, in una trasmissione spesso molto interessante (Le Invasioni Barbariche) condotta da una giornalista veramente in gamba (Daria Bignardi) si è parlato di anti-age. Tra le semplificazioni e le imprecisioni tipiche della TV, qualcosa di interessante per tutti si è detto. Ovvero che gli integratori sono prodotti che riguardano e aiutano la salute di ciascuno di noi. Si è quindi affrontato il tema, diciamolo, da una prospettiva corretta. Gli integratori fanno il loro lavoro: integrano. Tutto il resto è vita. La nostra vita. Meglio la conduciamo, meglio stiamo. Se mangiamo bene, facciamo movimento, liberiamo la mente dalle preoccupazioni, ci depuriamo e integriamo la nostra alimentazione in modo equilibrato, il nostro benessere aumenterà.

Per qualche motivo l’attenzione si è focalizzata sul Cardo Mariano (che per errore un personaggio ha chiamato Cardo Marino – come se provenisse dal mare). La giornalista, molto preparata, al termine del servizio ha corretto l’errore. Chissà perché, in una trasmissione focalizzata sui temi dell’anti-ageing, invece di parlare di Coenzima Q10, Acido Alfa Lipoico, Resveratrolo, Silicio, Glutatione, Vitamina C, collagene, Acido Ialuronico… alla fine il tormentone è diventato il Cardo Mariano. Qualunque fosse il motivo, poco dopo la fine della trasmissione ho inviato una newsletter del sito che gestisco che approfondiva l’argomento della depurazione del fegato, trovando subito un grande riscontro.

Il cardo mariano e le degustazioni enologiche

Ho spiegato brevemente, nella newsletter, che il Cardo Mariano è uno degli integratori preferiti dagli esperti sommelier o dagli appassionati che, per prepararsi a una degustazione di vini, lo assumono per aiutare le cellule del fegato a proteggersi dagli eccessi che stanno per sperimentare.

In effetti il Cardo Mariano è da secoli la pianta officinale più utilizzata per proteggere il fegato. Da un lato aiuta le cellule prima, dando loro gli strumenti necessari per proteggersi dagli agenti inquinanti o patogeni e dall’altro le aiuta dopo a disintossicarsi. Quindi nel Cardo Mariano si ha un’azione sia preventiva sia curativa.

Dopo un weekend o una serata di bagordi, quindi, con l’approccio chiamato “lacrime di coccodrillo”, oppure prima di una di quelle cene in cui sappiamo che non vogliamo avere limiti, il Cardo Mariano fornisce un valido ed economico aiuto per il nostro benessere quotidiano.

E’ sempre Wikipedia a sottolineare un dato di grande importanza (che ci fa capire perché si parlasse di Cardo Mariano anche in un servizio dedicato ai temi dell’anti-ageing): il cardo mariano è un efficace antiossidante, che aiuta quindi a catturare i radicali liberi presenti nel nostro organismo.

Vogliamo quindi occuparci della salute del nostro fegato? Il Cardo Mariano può esserci di grande aiuto.

Marco Morello di supersalute.com

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La fotografia è presa da Wikipedia.org (vedi qui). Il file è licenziato in base ai termini della licenza Creative Commons.

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