Vene varicose e Metodo Chiva

Come molti lettori sanno, negli anni mi sono appassionato a diversi argomenti collegati al tema “salute e benessere”. Principalmente la mia passione sono gli integratori alimentari. Da quando Michela Angeletti (mia socia) – con il master in floriterapia – è diventata a tutti gli effetti floriterapeuta, ho seguito con passione questo viaggio nella conoscenza di un settore che mi era del tutto sconosciuto, quello dei rimedi vibrazionali.

Negli anni di supersalute.com (ormai 10!) ho incontrato e sentito centinaia di persone. Molte, soprattutto donne, erano alla ricerca di prodotti per migliorare la circolazione sanguigna e la microcircolazione. Il mirtillo nero del Blue Berry è il prodotto preferito, spesso associato a dosi importanti di Omega3, questi ultimi presi, mi dicevano le clienti, per migliorare la fluidità ematica e rafforzare e rendere più elastiche le pareti dei vasi sanguigni. Lo scopo? Uno soltanto, per molte delle persone che mi chiamavano: le vene varicose.

Non mi sono mai occupato di questo tema se non attraverso questi e pochi altri prodotti. Di recente però ho scoperto che questo problema affligge migliaia di persone e che spesso la cura consiste in interventi chirurgici invasivi e drastici. In questi interventi la vena compromessa o viene estratta o viene chiusa. In entrambi i casi una parte della circolazione viene compromessa (perché un tratto di essa viene in un modo o nell’altro bloccato).

Dottor Stefano Martelli

Dott. Stefano Martelli

Esiste però un metodo utilizzato in Italia dal Dottor Stefano Martelli che permette ottenere due vantaggi:

  1. L’operazione si fa in regime ambulatoriale cioè senza ricovero, in anestesia locale e mediante piccoli tagli poco invasivi (dai 2 mm ai 20 mm).
  2. L’operazione ripristina il funzionamento delle vene (quindi niente asportazione o chiusura ma ripresa della funzionalità).

Sto parlando della Strategia Chiva (che è l’acronimo francese di Cura Emodinamica della Insufficienza Venosa Ambulatoriale) che basa la sua azione su alcune constatazioni scientifiche effettuate dall’equipe che ha messo a punto questa metodologia.

Metodo Chiva Dottor Stefano MartelliMetodo Chiva Dottor Stefano Martelli

Il concetto è semplice: la dilatazione che deforma e compromette le vene è dovuta all’aumento della pressione ematica da reflusso. Questo significa che ci sono dei punti, nel sistema venoso, dove il sangue dovrebbe procedere nel suo percorso e invece ritorna indietro causando ristagni, rigonfiamenti delle pareti venose, turbolenze… che causano appunto le vene varicose. Questi punti che dovrebbero favorire il procedere del flusso ematico e invece lo bloccano causando il reflusso, possono essere modificati tramite un semplice intervento di legatura e sezione della vena. Per individuarli è necessario un esame ecocolordoppler particolare detto emodinamico che individua per ogni paziente i “punti di fuga” da correggere, per un intervento personalizzato e di più breve durata.

Metodo Chiva Dottor Stefano martelliBenefici del Metodo Chiva Dottor Stefano Martelli

Al contrario degli eltri tipi din intervento, la vena viene lasciata al suo posto perché la sua funzionalità viene recuperata. Una volta ripristinati i corretti “punti di fuga”, l’organismo riprenderà le sue funzionalità, effettuerà il drenaggio e la zona affetta da vene varicose tornerà ad avere una circolazione (e un aspetto) normali.

Per sapere tutt sulla Strategia Chiva è possibile visitare il sito ufficiale del dottor Martelli.

Hai seguito questo metodo? Raccontami nei commenti cme ti è andata. Potrebbe essere utile anche per altri lettori.

Un cordiale saluto,
Marco Morello

Buzzoole

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La crema budwig (ricetta)

Semi di linoChi non conosce Catherine Kousmine, per prima cosa vada a leggere il suo splendido bestseller Salvate il vostro corpo. Un libro scritto negli anni ’70 che ancora oggi può essere considerato fondamentale per il nostro benessere quotidiano.

Catherine Kousmine era un medico tenace e aveva basato il suo approccio curativo – anche per malattie “importanti” – su quattro pilastri: alimentazione, deacidificazione, integrazione, pulizia dell’intestino.

L’alimentazione non a caso è il primo punto. Questa minuta inarrestabile dottoressa che lavorava nella campagna svizzera riteneva che mangiare i cibi giusti ed eliminare quelli tossici fosse una strategia in grado di portare benefici incommensurabili alla salute di chiunque.

Ecco perché la prima colazione, secondo la dottoressa Kousmine, era un momento fondamentale per la salute degli individui. Dare i giusti alimenti al nostro corpo è come dare il giusto carburante a un veicolo.

Appena svegli, quindi, la dottoressa Kousmine riteneva che fosse indispensabile dare al corpo tutti gli elementi che gli servono per affrontare le fatiche della giornata: proteine possibilmente di facile digestione, vitamine e minerali, acidi grassi essenziali omega 3, fibre, possibilmente in un pasto alcalinizzante.

Tante parole di preparazione per quella che, secondo la dottoressa Kousmine, costituiva la colazione ideale per vivere in pieno benessere: la crema Budwig.

Riporto qui la “mia” crema budwig. Non ho mai avuto il tempo per prepararmi il formaggio in casa, come faceva la dottoressa Kousmine, ma l’ho sostituito con altri prodotti. Chi è vegano troverà indicata una scelta alternativa, indicata con un asterisco.

La crema budwig (ricetta)

Ingredienti:

  • Ricotta / yogurt / kefyr / yogurt di soia* / tofu cremoso*
  • Olio di semi di lino / Semi di lino macinati (o anche tutt’e due)
  • 1 banana matura / 2 cucchiaini di miele
  • Frutta di stagione (meglio se BIO)
  • Succo di mezzo limone
  • Un paio di cucchiai di semi oleosi e frutta oleosa: Nocciole / Mandorle / Noci / Semi di girasole
  • Un paio di cucchiai di cereali integrali crudi macinati

*Ingrediente adatto ai vegani.

Preparazione

Chi ha voglia di usare un frullatore (e poi di lavarlo) risparmierà qualche secondo nella preparazione. Ma con l’aiuto di una forchetta o di un apposito frustino per sbattere le uova si raggiungeranno gli stessi risultati.

Mettere nel frullatore yogurt e olio di lino e frullare finché non sono ben emulsionati. Potete fare la stessa cosa sbattendoli energicamente con uno sbattiuova o con una forchetta in una ciotola. Aggiungere il succo di limone e tutti gli altri ingredienti secchi mescolando e finire aggiungendo la banana schiacciata (o il miele se la banana non è abbastanza matura da dolcificare la crema) e la frutta fresca.

Assunzione di liquidi

A colazione è importante reidratare il corpo bevendo. Se si vuole accompagnare la crema budwig con una bevanda altrettanto importante per il benessere, si può provare il tè verde (che contiene teina) o il tè bianco (naturalmente privo di teina). Bisogna assicurarsi di scegliere tè naturali in foglia, perché nei processi industriali di polverizzazione che si usano per produrre i tradizionali tè in bustina, i principi salubri del tè vanno persi. Gli oli essenziali contenuti nelle foglie e parte dei nutri enti si disperdono o si ossidano proprio a causa del processo industriale di macinatura.

Un buon tè verde sencha può dare la carica mattutina con l’aggiunta dei principi benefici dei tè non fermentati. Nel processo di fermentazione che trasforma il tè natuale verde in tè nero, quasi tutti i principi positivi del tè vengono infatti distrutti.

Gli studi scientifici indicano che il tè verde, oltre a una lunga serie di proprietà, ha anche una funzione alcalinizzante. In piena sinergia con le indicazioni della dottoressa Kousmine!

Omegor test ™

Alla scoperta del kit di autoprelievo capillare per conoscere il proprio fabbisogno di Omega 3 e Omega 6

Omega 3 Test

Omega 3 test

Gli appassionati sostenitori della “supersalute” sono certamente molto preparati sui vantaggi che si ottengono dall’integrazione della propria alimentazione con micronutrienti quali vitamine, minerali, antiossidanti, omega 3. Che siano seguiti da un medico o che abbiano costruito la propria conoscenza leggendo i libri sui temi che stanno a cuore a tutti noi, il risultato è che molto spesso fanno un uso più o meno assennato degli integratori alimentari.

Nella maggior parte dei casi la prescrizione viene direttamente dal medico, ma spesso molti di noi si basano su un mix tra buonsenso e sperimentazione, alla ricerca del giusto equilibrio nutrizionale.

Spesso sono gli esami del sangue (da fare periodicamente per tenere sotto controllo la nostra salute) che ci aiutano a capire se la nostra integrazione sta avendo l’effetto desiderato (il dato è molto chiaro, per esempio, quando ci stiamo occupando della riduzione di colesterolo e trigliceridi). Ci sono persone che però desiderano avere indicazioni chiare in relazione ai corretti dosaggi da assumere. Non sempre è facile individuare gli esami più efficaci per avere questo tipo di indicazione.

Per gli Omega 3 esiste finalmente un kit facile da usare che consente in poche operazioni e a un costo abbastanza contenuto di effettuare in piena autonomia un test.

Si tratta dell’Omegor Test ™, sviluppato dall’azienda che produce l’integratore di Omega 3 più venduto da supersalute.com.

Abbiamo intervistato Giovanni Zenoni, direttore generale dell’azienda, che ci ha spiegato: “Vogliamo aiutare i nostri clienti a fare scelte ragionate basandosi su dati certi e non sul sentito dire. Noi sappiamo quanto l’integrazione con acidi grassi Omega 3 con il giusto rapporto tra EPA e DHA sia essenziale per il benessere quotidiano, ma vogliamo aiutare le persone che prendono decisioni autonome sulla propria salute a farlo con il supporto di strumenti diagnostici di facile accesso (sia in termini economici sia in termini di semplicità d’uso)”.

Il kit di autodiagnosi è costituito da:

  • 1 scheda di istruzioni per effettuare la procedura e la spedizione successiva del campione al laboratorio di analisi
  • 1 lancetta pungi dito automatica
  • 1 cartoncino di carta assorbente per la raccolta del campione
  • 1 bustina a chiusura ermetica di alluminio
  • 1 bustina essiccante
  • 1 fazzolettino disinfettante cerotto
  • 1 buono per la spedizione del campione attraverso corriere espresso

Una volta acquistato il kit lo si riceve a casa pronto da usare e con tutto l’occorrente per imbustare e spedire il campione. In pochi giorni si riceverà un risultato via e-mail, pronto da utilizzare per fare le proprie valutazioni o da stampare e portare al proprio medico per un consulto.

Tutto avviene comodamente da casa, senza file a sportelli, senza attese in sale d’aspetto.

Questa è una forma talmente intelligente di autodiagnosi che ci teniamo a segnalarvela qui sul blog come una delle più intelligenti strategie di approccio per la definizione della propria micronutrizione.
Chi vuole acquistare il Kit di autodiagnosi lo trova cliccando qui: Omegor Test ™.

Marco Morello di supersalute.com