Correre a Perugia, vicino al centro storico

Correre a PerugiaGrazie a un suggerimento di Mafe scrivo un breve vademecum per chi vuole correre a Perugia a pochi passi dal centro. È vero che è possibile prendere l’auto e raggiungere posti molto belli, in Umbria, ma anche a pochi minuti dal centro storico e senza dover guidare è possibile farsi qualche chilometro con le scarpe da running ai piedi.

Per gli amici che raggiungono Perugia in occasione del Festival Internazionale del Giornalismo [#ijf2013] e non vogliono rinunciare alla corsetta quotidiana, ecco una lista dei posti dove vado più spesso a correre qui in città.

Percorso Verde, Pian di Massiano

Cito per primo l’unico posto che si deve raggiungere con un mezzo di trasporto: il minimetrò. Prendendo il minimetrò in centro (fermata Pincetto) e scendendo al capolinea (fermata Pian di Massino) si raggiunge un grande parcheggio adiacente al cosiddetto Percorso Verde. Se correte meno di un’ora ricordatevi che potrete riutilizzare lo stesso biglietto anche al ritorno, perché vale 75 minuti dal primo timbro.

Il Percorso Verde è una grande area (verde) che sorge intorno allo stadio di calcio. Qui è possibile percorrere un “anello” esterno di circa 4.300 metri, tutto in piano. Solo per un breve tratto si passa fuori dal parco, sul marciapiedi. Per il resto del tragitto si corre sempre nel parco o intorno allo stadio. Il fondo è misto, tra ghiaino nel parco e asfalto intorno allo stadio. Ci sono anche le tipiche stazioni da “percorso vita” per chi vuole fermarsi a fare un po’ di esercizi.

Per gli appassionati della pendenza, qui ci si può anche cimentare in alcune salite che si addentrano tra gli alberi a ridosso della massicciata della ferrovia.

Questo è il percorso più lungo e nel verde che si possa trovare nelle immediate vicinanze di Perugia senza prendere l’auto (o meglio: l’auto si può anche prendere, volendo, ma visto che c’è il minimetrò…).

Stadio di Atletica Santa Giuliana

A meno di 10 minuti a piedi dal Teatro Pavone (piazza della Repubblica, ovvero Corso Vannucci – vedi tragitto) si trova lo stadio di atletica Santa Giuliana. Sorge accanto a una splendida chiesa, a ridosso di un piccolo ma grazioso parchetto e si raggiunge velocemente passando per le scale mobili all’interno della Rocca Paolina. Ospita una pista ufficiale da 400 metri. Chi ama correre in pista senza attrezzature varie per misurare le distanze, qui va sul sicuro: ogni giro sono 400 metri. Questo è lo stadio che ospita i più grandi concerti di Umbria Jazz.

Per correre al Santa Giuliana bisogna acquistare un ingresso giornaliero da 2 euro (o sottoscrivere un abbonamento mensile che costa ben 13 euro). Il biglietto si può prendere all’ingresso dello stadio, presso la reception, sempre che troviate il custode. Se non lo trovate, correte, poi andrete a cercarlo dopo aver finito. Lo stadio è aperto dalle 8 del mattino fino alle 20 ed è dotato di spogliatoio con doccia (che chiude alle 19.30).

Corso Cavour, correre al Borgo Bello

Per chi non ha paura di correre in città, scendendo dall’acropoli lungo le scalette di Sant’Ercolano si arriva in corso Cavour (vedi tragitto). Sempre partendo dal Teatro Pavone di piazza della Repubblica si tratta di meno di 5 minuti di cammino. Arrivati ai piedi della splendida Chiesa a pianta ottagonale di Sant’Ercolano, suggerisco di continuare lungo corso Cavour, attraversare al semaforo (accanto al negozio 3 – H3G) e iniziare a correre subito dopo il semaforo. Qui si può correre tra marciapiedi e strada (ma ci sono le auto!) per circa 1,1Km, fino al termine dei giardini del Frontone, per poi tornare indietro sempre per la stessa strada se si vuole correre sempre in piano (tranne il breve tratto di circa 200m in leggerissima salita del Frontone). Si corre su un marciapiedi molto stretto. A sinistra, nella direzione dal semaforo ai giardini, il marciapiedi a un certo punto sparisce nel nulla dopo essersi ristretto ai minimi termini. A destra invece è sempre possibile trovare un marciapiedi di varia larghezza (anche qui si restringe molto… e attenti alle stradine laterali!). Si corre lungo il corso, si supera l’arco, dove inizia Borgo XX Giugno (io ho l’ufficio lì) e si prosegue fino allo slargo dei Giardini del Frontone che si trovano dopo una cancellata sulla destra, mentre a sinistra si ammira la chiesa di San Pietro. Arrivati in fondo ai giardini si curva e si torna indietro…

Per chi non ha paura delle salite, invece di entrare ai giardini si può continuare dritto in discesa, superare il secondo arco e girare subito a destra (appena possibile attraversate, così potete correre sul ghiaino senza stare in mezzo alla carreggiata). La strada che si fa, tornando indietro, si chiama via Romana ed è parallela al percorso di andata, anche se è più in basso. Unico disagio: al termine della via per tornare al percorso iniziale o si affronta una breve doppia rampa di scalette che porta al livello di partenza oppure si allunga sulla sinistra verso la piazza con la statua di Garibaldi per poi tornare, passando sotto i Tre Archi, al semaforo di Corso Cavour. La variante di Via Romana, rispetto al giro tutto in pianura, aggiunge alla corsa un po’ di metri e una leggera salita.

Molte delle persone che scelgono di passare per i giardini del Frontone in verità se ne innamorano e continuano a correre in cerchio lì, perché il perimetro dei giardini è lungo quanto l’anello dello stadio di atletica, quindi ogni giro corrisponde a 400 metri. Chi vuole misurare la distanza senza apparecchiature spesso va lì e gira, gira, gira…

Vedi il percorso dal semaforo ai giardini o vedi il giro dei giardini.

Parco Santa Margherita

Per chi ama correre nella natura, senza paura di salite e discese e con un paio di scarpe adatte (non ultraleggere da gara, ma non è nemmeno necessario avere scarpe da trial) c’è il Parco Santa Margherita che si raggiunge a piedi direttamente dal centro in una decina di minuti o poco più. E’ una specie di bosco in città con sentieri ben tracciati, ghiaino, panchine. Consente una vista di Perugia del tutto speciale: dal basso, tra gli alberi. Uno spettacolo unico. Non è molto frequentato, se non nella parte dei cosiddetti “orti dei pensionati” e va affrontato solo di giorno senza avventurarsi mai nell’erba alta. Io ci faccio le mie camminate mattutine prima delle 9 passando anche per le aree più scoscese, non adatte alla corsa ma che si addentrano in una zona con una vegetazione più fitta e meno ordinata. Nelle aree in salita è più adatto utilizzare scarpe da trial o da trekking.

E’ un posto adatto a chi corre con calma e non deve fare nessun record, perché il fondo è più da passeggiata che non da corsa.

Corso Vannucci?

Per finire, il vero e proprio centro storico di Perugia, per chi non si vergogna di correre e sudare in mezzo alla gente che fa le vasche guardando le vetrine, consente di correre in piano per 1,6Km.

Partendo dal parapetto dei Giardini Carducci (per intenderci: quelli davanti all’Hotel Brufani) si raggiunge la fontana Maggiore dopo 500 metri esatti. Se si procede verso piazza Piccinino si può decidere di girare intorno al pozzo (700 m) e tornare indietro per la stessa strada fino al parapetto per fare un avanti-indietro di 1,4Km. In alternativa si può imboccare Via Bontempi e svoltare subito a destra in un vicoletto delizioso (da frequentare solo di giorno): Via Volte della Pace. In fondo a questo “budello” nel cuore medievale della città si affronta il breve disagio di una manciata di scalini piatti per ritrovarsi in Piazza Matteotti, poi in via Baglioni e infine di nuovo ai giardini Carducci, per un giro di 1,6 Km in pieno centro storico. Vedi il giro.

Corso Garibaldi e…

Per i più avventurosi e per i Veri Amanti Delle Salite, infine, non c’è che una Grande Prova: la discesa vertiginosa di Via Ulisse Rocchi e la salita di Corso Garibaldi oltre piazza Fortebraccio (dove si trova l’Università per Stranieri). Qui la fantasia non ha limiti: oltre a fare una salita costante, si raggiunge anche la splendida zona del quartiere Sant’Angelo (con l’omonima meravigliosa chiesa circolare) e si superano le mura passando sotto il cassero, per poi lanciarsi nel verde oltre le mura, vagando senza meta in una natura inaspettatamente rigogliosa e vicina, tutta discese e salite, a pochi minuti dal centro storico.

La morale? Perugia è bella anche per i runner.

Marco Morello di supersalute.com

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Brooks Running, le mie scarpe da corsa

Brooks Infiniti

Brooks Infiniti

Sul blog RUNNING (e dove sennò?) ho pubblicato la mia recensione delle scarpe da corsa che sto usando in questo periodo.

Si tratta di un paio di Infiniti della Brooks.

Tanto per dire che non sono uno che si fossilizza su un marchio: io provo, accetto suggerimenti, raccolgo sfide. Pensavo che le mie precedenti Asics fossero perfette e che non mi servisse niente di più. Invece mi sbagliavo.
Ogni scarpa ha caratteristiche individuali irripetibili. Basta una cucitura posizionata in modo diverso per cambiare completamente l’assetto del piede. E non parliamo poi del concentrato di tecnologia, chimica e fisica che c’è in ogni scarpa da corsa!

Oggi sono in vena di consigli, quindi ecco il consiglio: accettate consigli. Nel senso: siate aperti ai suggerimenti di chi ne sa di più. Se il negozio dove vi servite non è del tipo BISOGNA SVUOTARE IL MAGAZZINO QUINDI SI DEVE VENDERE A TUTTI COSTI IN BASE ALLA DISPONIBILITA’ E NON IN BASE ALLE ESIGENZE DEL CLIENTE, il consiglio del commerciante esperto è quello che serve a farci capire che lui ci ha capito, sa quello che ci serve ed è in grado di indirizzarci bene. Il suo suggerimento è un’occasione da non sprecare.

Una volta accettato il suggerimento, proviamo la scarpa che ci ha consigliato. Ma a questo punto, ascoltiamo solo i nostri piedi. A costo di sentirci ridicoli, saltelliamo, accenniamo qualche passo di corsa… Non vale (non paga) scegliere le scarpe da corsa per il look. Conta il comfort, contano le sensazioni di supporto, comodità, ammortizzazione e risposta alla spinta.

Il dramma è che, finché non ci si corre sopra, non lo si può proprio sapere se un paio di scarpe va davvero bene per il nostro piede e per la nostra corsa. Ma con un buon consiglio e con un po’ di fiducia nelle proprie sensazioni si possono fare scoperte interssanti.

Come la mia scoperta delle Brooks Infiniti.

[leggi l’articolo sul blog RUNNING]

Marco di supersalute.com

Preparativi per la Stramilano

Ieri, grazie ai Potenti Mezzi (un browser e una carta di credito), mi sono iscritto alla mia terza Stramilano.
Mi sto arrovellando sulle date: se è nata nel 1972 e se siamo nel 2008, come mai è arrivata alla trentasettesima edizione? Gli storici mi aiutino a ricostruire.

Comunque, se la Stramilano ha 36 anni e 37 edizioni, io che ho compiuto i 38 da poco sono più grande di lei e quindi non mi faccio intimorire. Lo dicono anche uno slogan elettorale e uno dei miei film preferiti: SI PUO’ FARE!

Ho una tale smania di trovarmi di nuovo accanto a tutte quelle persone con la mia stessa passione che sto già preparando mentalmente tutto il necessario.
Ho ancora il dubbio se farmi supportare anche questa volta dall’iPod con le onde theta (ok, non sono proprio onde theta, ma è lunga da spiegare – leggi l’apposito post). Però tutto il resto è già chiaro.
L’abbigliamento tecnico è perfetto fino alla biancheria intima. Avrò anche il mio speciale giacchettino traspirante antivento superleggero che si richiude nell’apposita custodia, in modo da poterlo togliere e agganciare al fianco quando mi sono riscaldato benbene. Le scarpe sono alla loro ultima gara. E’ proprio il caso di dirlo: insieme abbiamo fatto davvero tanta strada, ma è arrivato il momento di separarci.
Penso che il cardiofrequenzimetro, però, resterà a casa: quando corro la Stramilano voglio solo divertirmi, guardare la gente che ci guarda dai palazzi, godermi le strade piene di persone e vuote di auto. Quello che conta è arrivare alla fine, sudato e felice, piazzarmi sul prato dell’Arena Civica, respirare, gustarmi la placida baraonda. Magari migliorare il tempo dello scorso anno (l’orologio quindi lo porto CERTAMENTE!).

A mano a mano che mi avvicino alla soglia dei quarant’anni, mi accorgo che mi capita di iscrivermi sempre più tardi, quasi temessi – ogni volta di più – di non potermela permettere, una Stramilano. Mentre è vero proprio il contrario: ogni anno che passa sto sempre meglio e la Stramilano mi spaventa sempre meno. Anche perché nel 2007 ho provato la Grifonissima di Perugia. La gara podistica perugina è un massacro di salite e discese durante il quale si corre tra panorami mozzafiato e auto che sfuggono ai vigili urbani imprecando, rischiando di investirti (e intossicarti). Vuoi mettere con il percorso liscio di Milano, il severo blocco del traffico e le decine di persone affacciate alle finestre che applaudono e ti incitano quando passi? Quella signora, ne sono certo, l’anno scorso guardava proprio me quando diceva: “vai che ce la fai” – appena sceso dal Cavalcavia delle Milizie, quello che passa sul naviglio.

Si può fare, signora, certo che ce la faccio! Anche se mi sono allenato male, anche se sono stato fermo per tre mesi inseguendo il lavoro, la famiglia, pensando che tutto fosse più importante della mia salute (possibile che io cada ciclicamente negli stessi errori?). Ce la faccio, ce la faccio.
Ma mi serve di nuovo il suo incoraggiamento. Sarà sempre lì a fare il tifo? Ci conto!

Adesso la tabella di marcia è segnata. Ecco gli allenamenti imprescindibili della settimana prima della gara:

  • Domenica 30 marzo, 70 minuti di corsa al percorso verde
  • Lunedì 31 marzo, 60 minuti dove posso (anche sul tapis roulant)
  • Mercoledì 2 aprile, 70 minuti dove posso (meglio se al percorso verde)
  • Venerdì 4 aprile, senza regole senza tempo senza pensieri, però una corsetta la devo fare. Poi in macchina verso Milano (ok, giornata corta, si lavorerà poco venerdì!)
  • Sabato 5 aprile: riposo, shopping compulsivo (compro le nuove scarpe da running!) e cena secondo le Regole dei Maestri
  • Domenica: Stramilano!

Marco di supersalute.com

Stramilano 2008: iscritto!

Eccofatto! Mi sono iscritto alla Stramilano dei 50.000, quella da 12 Km.

Lo so, lo so, questo doveva essere l’anno della svolta, del Grande Passo, della Vera Mezza Maratona… ma il cambio di sede della mia società (trasloco, operatività, burocrazia) mi ha travolto e non sono riuscito ad allenarmi comesideve. Quindi niente 21,097 Km.

Sia chiaro: correre, corro. Ma solo ieri sono tornato a fare i miei soliti 10Km in un’ora. Per la Stramilano dei 50.000, quindi, sono a posto (devo solo cercare di migliorare il mio record personale dell’anno scorso: 12Km in 67 minuti).

Correre è bello. E’ sano. Ma se diventa un’ossessione che ti sfianca, no. Non sono il tipo di persona che si lascia schiacciare dagli obiettivi irraggiungibili. Almeno in questo ambito sono proprio dell’idea che l’importante sia correre, sfogarsi, mantenere il proprio equilibrio psicofisico con l’aiuto di un’attività straordinaria come la corsa. Ma cercare di andare oltre il limite, sfidarsi allo stremo, no, non è per me. Il giorno dopo la corsa voglio avere i muscoli in subbuglio, non voglio essere morto. :-)

Domenica 6 aprile mattina, quindi, sarò in piazza del Duomo a Milano (la partenza è prevista alle 9). Per la mia 12Km di puro divertimento, destinazione: il traguardo all’Arena Civica.

Chi c’è di voi? Su su, ditemelo nei commenti!

Marco di supersalute.com

Come iniziare a correre

Articolo del 2008
(pubblicato per la prima volta alle 17:57 del 5 gennaio 2008)

Dal sito supersalute.com, dai miei blog, dalle mie e-mail agli amici, dal mio contributo pubblicato nel libro Il circolo virtuoso del benessere del Dottor Duranti… Da questi e da altri luoghi della rete e della vita reale mi arriva spesso la domanda: “Ma come sei riuscito a correre?” “Ma è vero che non riuscivi a scendere le scale e adesso fai la Stramilano?”

Ragazzi, è vero. Ma non sono un eroe. Ho cominciato, come tutti, un po’ alla volta. Piano piano. Perdendo fiducia, riacquistandola. Impigrendomi, riattivandomi. Ogni volta con l’idea di non poter fare meglio di così, trovandomi invece, di volta in volta, a un punto sempre più avanzato.

Per le persone che mi hanno chiesto come ho fatto (l’ultima è Chiara, che si trova in una situazione simile alla mia – ovvero ha la sclerosi multipla), ecco di seguito il metodo per iniziare a correre che ho utilizzato io.

Si possono leggere libri sull’argomento. Si può anche chiedere il supporto di un preparatore atletico. Io ho trovato molto efficaci le indicazioni di Daniela, che aveva imparato a correre da un’insegnante di atletica. Con quelle indicazioni sono riuscito a raggiungere un’ora di corsa continuativa, nella quale copro la distanza di 10Km.

Istruzioni per imparare a correre

Le scarpe da running – Per prima cosa, davvero prima primissima e non si può sgarrare, per iniziare a correre bisogna avere le scarpe giuste. Il resto dell’abbigliamento è un utilissimo optional, ma le scarpe da running sono indispensabili.

Andate in un posto dove potete parlare con qualcuno, dove ci sia ancora un negoziante che non cerca di rifilarvi il fondo di magazzino ma sia in grado di capire le vostre esigenze e di creare un buon rapporto. Se siete a Milano ditemelo in un commento, così vi dico dove si può andare (io mi sono trovato benissimo. Ora che vivo a Perugia le scarpe le compro comunque lì, perché solo lui ha i modelli più adatti e mi sa consigliare come si deve).

Le scarpe da tennis, quelle per camminare, le generiche “scarpe da ginnastica” quindi non vanno bene. Vi troverete in poco tempo con dolori per tutto il corpo, se non addirittura con una caviglia slogata. Quindi, chi vuole correre CORRA a regalarsi un bel paio di scarpe da running. Le mie sono delle ASICS.

La camminata veloce – Prima di iniziare correre, come mi aveva consigliato il Dottor Duranti avevo iniziato a praticare la “camminata veloce“. Avevo iniziato camminando pochi minuti e nel giro di una settimana ero arrivato a camminare tutti i giorni mezz’ora. Dopo una seconda settimana di camminate veloci di 40 minuti ero passato direttamente a una camminata veloce di un’ora.

La camminata veloce è quel tipo di camminata continua a passo svelto che ti porta a sudare un po’. Non si tratta certo di una tranquilla passeggiata in centro guardando le vetrine, anche se io mi sono trovato a fare camminate veloci ovunque, persino intorno all’isolato di casa mia, lungo il marciapiedi.

Il metodo per correre – Dopo un paio di mesi di camminata veloce, viene quasi naturale provare il desiderio di andare oltre e si desidera trovare il modo più efficace per allenarsi a correre. Prima di rivolgermi alla mia “maestra” Daniela, avevo già provato a correre da solo, rischiando un infarto. Correvo, infatti, come se stessi per perdere l’autobus. Da fermo partivo al massimo delle mie capacità e dopo nemmeno 30 secondi avevo il cuore in gola, ero completamente rosso, mi sentivo quasi morire. Mi trovavo inoltre a correre a Milano. E non avevo pensato che per farlo da principiante fosse necessario individuare un posto dove correre senza dover attraversare la strada, cosa che rende difficile mantenere il ritmo. Quando ho spiegato questa cosa a Daniela, lei mi ha amichevolmente apostrofato con un “Ma sei matto?”
Ed ecco come mi ha consigliato di procedere.

Corsa lenta – Il primo consiglio di Daniela è stato quello di correre lentamente. “Correre piano” sembra un controsenso. Eppure è possibile. Si tratta di un passo di corsa fatto al minimo dello sforzo. Il passo di corsa differisce dalla camminata per l’assetto del corpo e per il fatto che c’è un momento in cui entrambi i piedi sono staccati da terra. L’obiettivo della “corsa lenta” è quindi quello di portare il nostro corpo nell’assetto da corsa (che è diverso da quello della camminata) senza però forzare l’andatura. Quindi all’inizio delle nostre prove l’obiettivo è quello di impostare il nostro assetto da corsa, correndo molto lentamente. Ci si accorgerà che la corsa lenta in alcuni casi è meno difficile della camminata veloce (quando si cammina molto velocemente) perché l’assetto della corsa ci consente movimenti più elastici e un utilizzo migliore della nostra struttura muscolo-scheletrica.

La corsa lenta è quindi il metodo che ci consentirà di entrare nel mondo della corsa senza grandi sforzi. [ continua dopo l’interruzione pubblicitaria ]

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Correre un minuto per volta – La seconda INDISPENSABILE indicazione è stata quella di correre SOLTANTO UN MINUTO. Mi ha detto: “cavolo, Marco, un minuto, uno solo, riuscirai a farlo, correndo lentissimamente”.

Che cosa sarà mai un minuto? Eppure io nei primi giorni facevo comunque fatica. In effetti la mia corsa non era ancora abbastanza lenta. Ma dopo un paio di giorni di prove ho capito che era possibile correre pianissimo e resistere per un intero minuto.

A questo punto la tabella di Daniela prevedeva che io, dopo aver corso un minuto, facessi un minuto di “pausa” senza mai fermarmi ma continuando a camminare velocemente per un altro minuto, per poi ripartire con la mia corsa lenta e resistere ancora per un minuto.

Quindi lo schema generale di questo primo blocco di allenamenti era questo:

  • Camminata veloce di 20 minuti
  • Corsa lentissima di un minuto
  • Camminata veloce di un minuto
  • Corsa lentissima di un minuto
  • Camminata lenta fino allo scadere dell’ora di allenamento

Dovevo quindi correre SOLO DUE MINUTI all’interno di un’ora. Devo ammettere che, benché possa sembrare facile, all’inizio io correvo per un minuto e poi il recupero lo facevo durare due o tre minuti, perché, per quanto fosse lenta, quella corsa mi affaticava molto.

Ogni volta che andavo a correre, aggiungevo un minuto di corsa. Nel tempo sono riuscito a ridurre i minuti di pausa tra una corsa e l’altra. Quindi sono arrivato a correre 5 minuti nell’arco di un’ora, con lo schema che segue:

  • 20 minuti di camminata veloce
  • 1 minuto di corsa
  • 1 minuto di camminata veloce
  • 1 minuto di corsa (siamo a 2)
  • 1 minuto di camminata veloce
  • 1 minuto di corsa (siamo a 3)
  • 1 minuto di camminata veloce
  • 1 minuto di corsa (siamo a 4)
  • 1 minuto di camminata veloce
  • 1 minuto di corsa (siamo a 5)
  • 1 minuto di camminata veloce
  • Camminata veloce fino allo scadere dell’ora

A questo punto “il gioco” consiste nell’unire i minuti. Ovvero provare a correre per due minuti di seguito, con un minuto di pausa e così via. Anche in questo caso devo ammettere che – in deroga alle indicazioni della severissima maestra – tra un blocco di corsa e l’altro facevo trascorrere più di un minuto di camminata (a volte anche tre). Ma dopo pochi giorni arrivavo a rispettare loschema.

Ecco quindi che mi trovo a procedere come segue:

  • 20 minuti di camminata veloce
  • 2 minuti di corsa
  • 1 minuto di camminata veloce
  • 2 minuti di corsa (siamo a 4)
  • 1 minuto di camminata veloce
  • 2 minuti di corsa (siamo a 6)
  • 1 minuto di camminata veloce

In questo modo sono andato avanti di giorno in giorno aggiungendo minuti fino a correrne 10 in tutto. E a questo punto ho unito i minuti per formare blocchi da 5 minuti di corsa. E questo è diventato lo schema:

  • 20 minuti di camminata veloce
  • 5 minuti di corsa
  • 1 minuto di camminata veloce
  • 5 minuti di corsa (siamo a 10)
  • 1 minuto di camminata veloce
  • 5 minuti di corsa (siamo a 15!)
  • Camminata veloce fino allo scadere dell’ora

Sono andato avanti così fino ad alternare la corsa di 5 minuti alla volta per un totale di 30 minuti complessivi. A questo punto ho unito i minuti creando dei blocchi da 10. Credevo che fosse impossibile, per me, correre per 10 minuti di fila. Invece la mia mente mi frenava più di quanto il mio corpo non volesse. Infatti nel giro di poche sessioni di corsa mi sono accorto che non mi serviva più la pausa tra un blocco di 10 minuti e l’altro, e quindi mi sono trovato a correre per 15 minuti consecutivi!

Ancora una volta non credevo alle mie gambe. Potevo correre per 15 minuti di fila, poi mi riposavo camminando veloce per due minuti o tre minuti e poi riprendevo per altri 15 minuti. Il salto verso i 20 minuti continuativi è stato breve. Ecco che a questo punto potevo correre come segue:

  • 10 minuti di camminata veloce
  • 20 minuti di corsa
  • 2 minuti di camminata veloce
  • 20 minuti di corsa (siamo a 40 minuti!!!)
  • Camminata veloce per il resto dell’ora

La magia è avvenuta quando mi sono sentito così in forze da rinunciare alla pausa dopo i primi 20 minuti di corsa. Queste cose succedono da sole e non si devono programmare troppo. Un giorno stiamo correndo e ci accorgiamo che possiamo resistere ancora, senza grandi sforzi. Arrivato a 20 minuti ho deciso di continuare senza guardare troppo l’orologio. E così ho corso senza rendermene nemmeno conto quasi 30 minuti consecutivi (e il resto del tempo ho camminato veloce come sempre).

A questo punto ho smesso di giocare al gioco “unisci i minuti” e ho iniziato più semplicemente ad aggiungere minuti. Ogni volta, appena me la sentivo, correvo 5 minuti in più. Quindi sono passato da 30 a 35, da 35 a 40. Per un po’ di tempo ho continuato a correre sempre 40 minuti, dedicandomi a qualche scatto più veloce nel corso degli ultimi minuti… In breve sono arrivato a 50 minuti. A quel punto ho iniziato anche a occuparmi delle distanze.

Nel frattempo era arrivato l’inverno, io avevo ricevuto in regalo un tappeto per correre (sì, un tapis roulant – o treadmill) e quindi ho potuto verificare anche i progressi dal punto di vista delle distanze. E’ proprio sul tapis roulant, infatti, che ho potuto verificare i miei miglioramenti. All’inizio il tempo dedicato alla corsa era di 50 minuti o un’ora, nei quali arrivavo al massimo a percorrere 8Km. Di settimana in settimana sono riuscito ad aumentare il ritmo fino a correre in un’ora 10Km. Oggi sono al punto che i 10Km li faccio in 55 minuti.

Non è male, vero? E ho cominciato con la semplice camminata veloce poco più di un anno fa. La corsa, come ho detto già dal primo post del mio blog, è uno degli strumenti più efficaci a mia disposizione per ridare al mio sistema immunitario il giusto orientamento. Il mio sistema immunitario è disorientato. Perché la mia vita si è svolta senza assecondare le esigenze del mio corpo. Ad alcuni va bene. Ad altri no. A me la vita sedentaria, la pessima alimentazione, lo stress, il poco tempo dedicato a me stesso… hanno portato la sclerosi multipla. Con una sana alimentazione, un protocollo di integrazione completo, la corsa, la pulizia dell’intestino e la meditazione io sto tenendo sotto controllo da anni i sintomi di una malattia molto spesso gravemente invalidante.

Ogni caso è diverso, lo sappiamo bene. Ogni persona reagisce in maniera differente agli stimoli. Ma, dico io, perché non provarci? Noi che viviamo di formicolii e dolori ce ne accorgiamo subito se qualcosa ci fa bene. Dopo tre mesi di attività i miei formicolii erano talmente diminuiti che io ho potuto quantificare ESATTAMENTE quale fosse l’efficacia del metodo che stavo seguendo.

Che ne dite? Scarpe ai piedi. E andiamo tutti insieme alla Stramilano!

Ciao,
Marco di supersalute.com